IMPIANTI NUCLEARI OBSOLETI E A RISCHIO IN FRANCIA

Chiuso il secondo reattore della centrale di Fessenheim

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Dopo 43 anni di servizio la Francia decide di chiudere la centrale nucleare di Fessenheim, al confine con Germania e Svizzera. La disattivazione del secondo reattore, avvenuta per l’appunto il 30 giugno, segue quella del primo impianto, a cui è stata “staccata la spina” già il 22 febbraio scorso. Una scelta annunciata dall’ex presidente Francois Hollande e proseguita dall’attuale premier Emmanuel Macron, con l’obiettivo di limitare l’utilizzo di energia nucleare e chiudere entro il 2035 altri reattori dei 58 presenti sul territorio francese.

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La centrale nucleare di Fessenheim, costruita nel 1977, risiede in Alsazia (a due passi dalla Svizzera) e utilizza due reattori certificati ogni dieci anni che, tuttavia, riscontrano la problematicità di essere collocati in un’area a rischio sismico. Una decisione obbligata non tanto dagli ambientalisti in fervore, quanto dalle condizioni patologiche e pericolose del terreno friabile su cui poggia la centrale. D’altronde, la Francia possiede 19 centrali nucleari che producono più del 70% dell’energia elettrica dell’intero paese; una cifra importante che, a causa del previsto ridimensionamento del nucleare, richiede una riorganizzazione della produzione di energia elettrica. Le centrali nucleari francesi costruite a partire dagli anni ’70 a seguito di un aumento del prezzo del petrolio sono una conseguenza diretta della guerra portata avanti da Egitto e Siria contro Israele, che induce l’OPEC ad adottare misure drastiche.

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Attualmente, nonostante lo spegnimento definitivo di circa 13 reattori, l’energia prodotta dal nucleare costituisce la fetta maggiore del fabbisogno energetico francese, ma non solo: la Francia esporta energia elettrica ovunque. Perciò, la chiusura delle centrali potrebbe determinare un aumento dei prezzi anche in Italia, considerato che il Bel Paese dipende dalla produzione di energia elettrica degli impianti nucleari francesi. Oltre a ciò, vi è la possibilità che si verifichi un disastro ambientale dovuto alla cattiva manutenzione delle centrali ormai obsolete, bisognose di una ristrutturazione completa e probabilmente persino di nuove costruzioni. Questo è il motivo alla base della decisione intrapresa dal governo, che al contempo si pone come un atto necessario per l’ambiente e per la salute dell’uomo. Difatti, le radiazioni alterano le cellule del corpo e, oltre la soglia di contenimento, possono esporre a gravi pericoli l’organismo. Quando l’esposizione è diretta e prolungata nel tempo, richia di causare gravi danni a midollo osseo, apparato riproduttivo, occhi, tiroide e al feto nel caso di donne in gravidanza. Considerando che le radiazioni tendono ad espandersi nello spazio, un incidente nucleare potrebbe trasformarsi in un vero e proprio disastro a livello europeo e mondiale; un altro motivo per cui la Francia deve ripensare il modo di produrre energia elettrica in maniera pulita, efficace e più economica.

Alessia Gerletti

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