INCENDIO A CHERNOBYL: DOBBIAMO PREOCCUPARCI?

Un rogo nella foresta vicino alla zona di esclusione ha innalzato il livello di radiazioni. La situazione sembra però sotto controllo

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Brutti, bruttissimi ricordi quelli riportati a galla dall’incendio divampato pochi giorni fa nella foresta adiacente la zona di esclusione di Chernobyl, la città-fantasma tristemente nota per il disastro epocale avvenuto nel 1986, quando esplose il reattore numero 4 della centrale nucleare.

34 anni dopo, i 30 km quadrati adiacenti alla centrale sono ancora zona vietata. Più intorno, tuttavia, si è creato un notevole afflusso di turisti, aumentato ulteriormente dopo l’uscita della serie tv di HBO che narra gli eventi del 1986.

Tra l’altro, nella zona vietata si è incredibilmente creata una fauna ricchissima, composta da animali che evidentemente traggono maggior giovamento dall’assenza dell’uomo rispetto ai danni che ricevono per le radiazioni. Il che rende questo evento ulteriormente drammatico.

Purtroppo, l’incendio, forse doloso, divampato in questi giorni è stato alimentato da potenti raffiche di vento che l’hanno portato ad estendersi per oltre 35 ettari già al 7 aprile, e tutt’ora esso non è ancora stato domato dagli oltre 300 pompieri intervenuti.

Le combustioni di materiali instabili, ovviamente, ne hanno aumentato notevolmente la pericolosità, con picchi di radiazioni che, ha affermato un funzionario del ministero dell’ambiente, avrebbero raggiunto livelli di oltre 16 volte superiori la norma, con il contatore Geiger che sarebbe arrivato a segnare 2,3 röntgen/ora, a fronte dello 0,14 usuale. Nel 1986, la radioattività superava i 20.000 R/h.

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Le autorità dall’inizio della settimana non precisano quanto sia estesa la zona ancora interessata dalle fiamme, e neanche il livello di radioattività misurato localmente. Tuttavia, affermano che i livelli di radiazioni siano al momento “accettabili”, non pericolose per i (pochissimi) residenti.

Bisogna dunque essere preoccupati per quanto sta succedendo nella zona di Chernobyl, ma un eccessivo allarmismo non è giustificato dai dati attualmente a disposizione. Di certo, però, sarebbe apprezzabile maggiore chiarezza da parte delle autorità ucraine.

Giulio Negri

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