INTEGRAZIONE E INTEGRALISMO:DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Una riflessione sul multiculturalismo dopo l’omicidio dell’insegnante parigino

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Il triste accaduto della decapitazione dell’insegnante della scuola di Conflans- Sainte- Honorine, per mano di un alunno di origini cecene, dopo aver mostrato in classe le immagini satiriche su Maometto in relazione ad una lezione sulla libertà di espressione, ci costringe ad approfondire un tema importante, quello del multiculturalismo. Il multiculturalismo costituisce ormai come dato di fatto, una peculiarità delle società odierne, e come ogni fenomeno la cui portata sia suscettibile di contribuire ad un cambiamento sostanziale e irreversibile della nostra realtà sociale, presenta una bipolarità di connotati positivi e non. Il tema del multiculturalismo è infatti intrinsecamente connesso da un lato al fattore dell’integrazione e dall’altro al diritto di conservazione della propria identità culturale, l’uno non precludendo l’altro. Affinché tale fenomeno apporti un valore aggiunto alle varie realtà sociali, è indispensabile lo sviluppo di una complementarietà tra i temi citati; in caso contrario subentrano falle nel sistema che causano irrimediabilmente fenomeni tutt’altro che positivi.

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Si pensi a tal proposito, alla diffusione del radicalismo, spesso fomentato da un sentimento di rabbia sociale, che scaturisce dalla condizione alienante in cui versano alcune comunità confinate nelle zone più periferiche dei grandi centri, dall’immobilismo sociale e dallo squilibrio nelle pari opportunità, già a partire dall’istruzione, avvertito soprattutto magari dalle terze e quarte generazioni di immigrati, che ancora non riescono a sentire propria la nazionalità dello stato dove sono nati. Si tratta quindi di una problematica che interessa soprattutto paesi come la Francia, dove l’immigrazione è ormai un fenomeno pregresso e normalizzato. Dovuto talvolta ad un impegno fantoccio da parte delle istituzioni in tema di integrazione, è quindi il radicalismo, che si afferma come una forma di ribellione e di rifiuto nei confronti di un sistema valoriale e istituzionale che non è sempre capace di realizzare la giustizia sociale di cui tanto discute. In mancanza quindi di giustizia sociale molti trovano risposta nella cosiddetta “giustizia divina” e nelle migliori prospettive ciò che l’essere fedeli assidui e attivi, propone.

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Ne consegue che, costituendo per certi individui un faro di speranza e una certezza, la religione diventa un tabù difficile da scardinare e talvolta un argomento off-limit. Per cui la satira che per noi sostenitori della pubblica laicità, è un modo lecito come altri, per mettere in evidenzia le problematiche del nostro presente, in conformità con la libertà di espressione, anche in chiave ironica, per altri costituisce un affronto, un’ulteriore invasione da parte della nostra cultura occidentale. È questo il punto di rottura che porta poi ai drammatici ed estremi eventi come quello di Charlie Hebdo, o più recente del professore della scuola diConflans-Sainte-Honorine.Il muro dell’incomunicabilità, è ancora una volta l’unico ostacolo ad una pacifica convivenza, che per realizzarsi effettivamente, scardinando tutti i risentimenti accumulati nel tempo, ha un bisogno profondo di rispetto reciproco.

Federica Scippa

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