INTERVISTA A VJOLLCA SADIKU, INSEGNANTE SPIRITUALE - I PARTE

Come trovare l’amore in noi stessi: vivere il presente per raggiungere la felicità

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Nel giorno della Donna, dedico questa rubrica a una donna che sicuramente può essere d’esempio a tutte noi portatrici d’amore, fragilità e bellezza d’animo. È importante percepire l’amore verso noi stesse per poterlo trasmettere agli altri e raggiungere così la felicità da tutti agognata. Vjollca è una di quelle persone, di quelle donne che hanno fatto propria la missione di diventare “portatrici di felicità”. Intervistiamola allora per comprendere come poter raggiungere la piena soddisfazione.

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M.K.: Ti diamo il benvenuto dall’International Web Post, il giornale internazionale con sede a Bari, in Italia, che propone articoli e video da tutto il mondo.

Grazie per avermi dato l’opportunità di raccontarmi in questa intervista. Cercherò di svelare ai nostri lettori come ciascuno di loro possa diventare il guaritore di se stesso.

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Prima di iniziare, vorrei cominciare con una breve biografia di Vjollca. Lei é nata a Puka il 16 gennaio del 1976, quando aveva solo 7 anni dichiarò che aveva trovato il significato della sua esistenza. Tre delle espressioni più importanti per spiegare questo significato sono: “amate voi stessi”, “amate la vostra vita” e “amate gli altri”.
Dichiara che nella sua vita ha sperimentato dodici storie d’amore, di cui tre si sono concretizzate in matrimoni. Nessuno di questi rapporti ha potuto resistere alla ricerca di se stessi.
Crede che esista la persona perfetta per ognuno di noi?

La persona perfetta per me deve avere tre qualità: 1. Gioire per ciò che sei e apprezzare quello che hai e fai, e nello stesso tempo lavorare con un piano dettagliato in base alla visione che hai per il futuro.

2. Non mentire mai

3. Non ferire mai nessuno

La persona che ha queste tre qualità per me è quella ideale.

Tornando alla sua storia personale e ai 12 amori vissuti.
Lei dichiara che nel momento in cui queste persone hanno conosciuto se stesse non hanno più voluto stare con Lei. Questo significa che a loro non é piaciuto conoscere
Se stessi a come si sono riconosciuti alla fine della loro esperienza o perché non piaceva l’idea di essere in un certo modo curati?

Prima di rispondere a questa domanda, vorrei farvi capire che essere un insegnante spirituale vuole dire che tu possa insegnare a una persona a guarire da tutti i suoi malcontenti. Da malcontenti della vita di tutti i giorni e da qualsiasi malattia fisica. Siamo capaci di sanare qualsiasi cosa perché abbiamo dentro di noi la forza per farlo.

Parlando dei miei legami, il più breve può essere durato anche 30 minuti. Per me un rapporto è quello che comincia con l’andare d’accordo per camminare insieme verso una visione comune. I rapporti intimi possono essere accolti solo se sussiste l’intento comune a raggiungere una stessa visione.
Succede che per essere felice devi conoscere bene te stesso, la tua profondità, il tuo essere. Perché solo lì sei te stesso, perché solo li guardi qualsiasi cosa nel prisma dell’amore. Parlo dell’amore del creatore che ci ha dato la vita, l’amore ancestrale. I malcontenti della vita di tutti i giorni, i sogni non realizzati hanno continuato a vivere sotto l’ego di coloro con i quali mi sono rapportata, a livello della mente e del cuore. Questo rendeva impossibile il loro rapporto con me, perché io al contrario vivo a livello dello spirito e della intuizione. Ma anche io certamente ho imparato tanto da queste esperienze.

Come possiamo convivere con la profondità della nostra anima quando sappiamo che nella vita di tutti i giorni possiamo incontrare in situazioni che ci fanno rivivere nell’ipocrisia solamente per certi tabù che ci ha imposto la società che ci circonda, che non ci piacciono ma siamo obbligati a seguire?

Dobbiamo “pulire” noi stessi dall’ego: ciò vuol dire riconoscere che ogni informazione proveniente dal mondo esterno non appartiene a noi stessi. La nostra mente è come un fanciullo che cresce. Questo lo spiego nel mio primo libro, "Power of Pure Love", in cui ho analizzato nei dettagli le lingue che noi parliamo, e la prima lingua che noi parliamo è quella dell’energia. Senza parole, sguardi, movimenti, gesti, solo con energia. Lingua che possediamo quando siamo dei bebè e che rimane a noi fino a quando raggiungiamo i 25 anni, periodo in cui una persona termina di formarsi, intanto che si riempie dal Mondo esterno, qualsiasi cosa che lo circonda. Se i suoi genitori non sono stati felici, la loro infelicità ed energia verrà trasmessa anche ai loro figli. Per tornare a noi stessi dobbiamo liberarci da ogni pensiero che ci influenza dall’esterno. Perché ogni pensiero che noi mettiamo in testa fa nascere un sentimento e lì cominciamo a ferirci. Le ferite vengono dal nostro ego e non dal nostro pensiero interiore. L’ego per me é cattiveria, è ingiustizia verso noi e gli altri.

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Lei, Vjollca, pensa che noi tutti in un certo momento possiamo aver trovato noi stessi e non abbiamo voluto accettare?

Sì, e questo è il lavoro che io svolgo. Sono 12 mesi di lavoro molto intenso che l’individuo deve affrontare con la sua persona. I primi 3 mesi deve solo sedersi ogni giorno per 15 minuti fino a due ore a parlare con se stesso, prendendo appunti di tutto ciò che dice.
La seconda fase si svolge nel secondo trimestre, in cui dobbiamo tornare bambini.
Un periodo in cui noi torniamo a noi stessi lo attraversiamo nel periodo dell’infanzia a 7 anni, in adolescenza dai 16-18 anni, durante ai 25-28 anni, 36 anni e 40 fino a 42 anni. Forse anche a 65 anni ma di questo non ne sono sicura.

Di solito, la maggior parte dei genitori prima di fare addormentare il proprio bambino gli chiede quali siano stati gli sbagli che lui ha compiuto durante la giornata. Sarebbe giusto questo metodo per sostenere un bimbo nella strada dell’essere se stessi?

I bambini sanno quello che vogliono. Loro sono i migliori insegnanti spirituali tra noi. Nessuno consiglia con l’anima pura meglio di un bambino. Loro sanno di cosa hanno bisogno, cosa gli serve e come diventare migliori.

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(montaggio vedeo di Roberto Pedron)

Marsela Koci

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