INTRUSIONI NELL’ANIMA

I furti in casa. Sotto le festività aumentano, procurando ferite profonde.

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Le feste, le vacanze, le partenze. Durante alcuni periodi ci si muove, lasciando la propria casa, portandosi appresso il minimo, perché il resto è al sicuro, in quello scrigno costruito nel tempo dove ogni cosa parla di noi. Si parte sapendo che in fondo non potrebbe accadere, non dovrebbe perlomeno, che qualcun altro si introduca nel nostro ambiente per frugare tra le nostre cose. Quando si parla di gente normale viene anche da chiedersi perché, perché cercare tra gli effetti di chi non ha molto, e quel poco che ha, lo ha conquistato, acquistato, conservato, mettendolo al sicuro anche tra i ricordi. Ed invece accade, apri la porta al ritorno dal cenone di Natale, da una festa, da una vacanza, e ciò che vedi ti lascia interdetto, ammutolito. Annichilito, questo è il termine esatto da usare in questi casi. Ridotto a nulla. Qualcuno è entrato nella tua vita, ha messo a soqquadro ogni cosa, ha ficcato il naso – e le mani - tra i tuoi segreti, le tue costruzioni, ha giocato con la tua memoria e ti ha brutalizzato l’anima. Non si tratta solo del furto, anche se si sono portati via qualcosa a cui tenevi, magari un gioiello appartenuto a chi ha lasciato questa vita, un volto dentro una cornice d’argento, gettato chissà dove. No,
non è solo il furto, è quell’intrusione violenta nel cuore.

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Non puoi farci nulla, solo subire, e quando vedi il caos, i cassetti all’aria, i vestiti sparsi, i libri per terra, allora la mente si estranea. Il tempo sembra fermarsi. Le orecchie si ovattano. C’è bisogno di tempo per realizzare. Non è un sogno, non è un sogno, è tutto vero. Ti ripeti queste parole mentre corri verso le stanze nelle quali tenevi le cose di valore, e poi guardi in ogni angolo, ogni fessura, ogni residuo di spazio, con la speranza che non abbiano sporcato tutto. È solo un furto in casa per la legge, non si è ferito né fatto male qualcuno, ma sono i graffi che non si vedono quelli che fanno soffrire di più. È come se ti avessero messo un anello intorno al cuore, che per un attimo smette di pompare vita per soffiare odio. Non sono furti, sono violenze, stupri emozionali. Intrusioni nell’anima.

Paolo Varese

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