IN ITALIA ULTERIORI 17.083 CONTAGI E ALTRI 343 MORTI.

Salgono a 333 i medici morti in Italia per il Covid. I dati dalle Regioni. Nuovo Dpcm, Draghi ha firmato: scuola chiusa in zona rossa.

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cms_21143/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 17.083 contagi e altri 343 morti

Sono 17.083 i nuovi contagi da Coronavirus, secondo il bollettino della Protezione Civile, pubblicato ieri dal ministero della Salute.

I morti sono stati 343 nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è al 5,08% su 335.983 tamponi. Sono 38 in più i ricoverati in terapia intensiva, per un totale di 2.327 pazienti con Covid in rianimazione. Salgono anche i ricoverati con sintomi che sono 458 in più per un totale di 19.570 persone nei reparti ospedalieri con Coronavirus.

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Salgono a 333 i medici morti in Italia per il Covid.

La Dottoressa Maria Teresa D’Istria, medico di medicina generale, è l’ultima vittima ricordata nell’’elenco caduti’ aggiornato dalla Fnomceo, Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.

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I dati dalle Regioni

Lombardia

Sono 3.762 i nuovi contagi di Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di ieri della Proteione Civile. Si registrano altri 55 morti nella regione, che a causa dell’aumento dei casi e del diffondersi delle varianti ha imposto a diversi comuni il passaggio alla zona arancione scuro. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 42.052 tamponi. Attualmente i positivi sono 67.690, inclusi 476 pazienti in terapia intensiva (+35 - con 59 ingressi del giorno) e 4.408 ricoverati in area non critica. Il totale dei dimessi/guariti è di 512.830. Dall’inizio della pandemia ci sono stati 28.458 decessi e 608.978 casi totali in Lombardia.

Emilia Romagna

Sono 2.040 i nuovi contagi da Coronavirus in Emilia Romagna secondo il bollettino reso noto ieri. Da ieri sono stati registrati altri 44 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 40.171 tamponi. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 5%. Dall’inizio dell’epidemia i decessi in Regione sono stati 10.610. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di circa 42 anni. I guariti sono 407 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 208.757 nella Regione da inizio pandemia. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 239(+3), 2.476 quelli negli altri reparti Covid pari a un aumento di 103 da ieri.

Veneto

Sono 1.228 i nuovi contagi da Coronavirus in Veneto secondo il bollettino reso noto ieri. Da ieri sono stati registrati altri 22 morti. La percentuale di positività è del 2,87%. Da inizio pandemia i contagiati nella Regione sono stati 335.478, mentre i morti sono stati 9874.

Negli ospedali si registra un calo, meno 23 ricoveri nelle aree non critiche, con 1.172 pazienti Covid. Cresce, invece, di 6 unità il numero di ricoverati nelle terapie intensive, che porta il totale a 145.

Toscana

Sono 1.058 i nuovi casi di coronavirus registrati ieri in Toscana. Ad annunciarlo su Facebook il presidente Eugenio Giani, anticipando il dato del bollettino regionale quotidiano sull’andamento dell’epidemia. Sono 1.058 contagi "su 23.324 test di cui 13.182 tamponi molecolari e 10.142 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,54%".

Basilicata

Sono 149 i nuovi contagi da Coronavirus in Basilicata secondo il bollettino reso noto ieri. Da ieri è stato registrato un morto che era residente a Sant’Arcangelo. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 1.776 tamponi nella Regione. I guariti o negativizzati sono 54, a cui si aggiungono due persone residenti in Campania in isolamento a Policoro e a Vietri di Potenza. Nel bollettino di oggi i Comuni con più casi sono Potenza con 43 nuovi contagi, Matera con 20, Montescaglioso con 10 e Satriano di Lucania con 9.

Valle d’Aosta

Nessun morto e 6 nuovi contagi di Coronavirus in Valle d’Aosta secondo il bollettino di ieri. Sale a 8.063 il totale dei pazienti positivi nella regione dall’inizio della pandemia di Covid 19. Attualmente i casi positivi sono 163(- 5), di cui 13 ricoverati in ospedale, 2 in terapia intensiva e 148 in isolamento domiciliare. I guariti sono 7.485(+ 11), i tamponi fino ad oggi effettuati sono 78.036, di cui 3.404 processati con test antigenico rapido.

Abruzzo

Sono 246 i nuovi contagi da Coronavirus in Abruzzo secondo il bollettino reso noto ieri. Da ieri sono stati registrati altri 11 morti, portando il totale delle vittime a 120 nella Regione. Da ieri i tamponi fatti sono stati 3.681. I dimessi o guariti sono stati 291 nelle ultime 24 ore. La percentuale di positività è pari al 4,1%.

Friuli Venezia Giulia

Sono 283 i nuovi contagi di Coronavirus in Friuli Venezia Giulia secondo il bollettino di ieri. Si registrano altri 12 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 6.116 tamponi molecolari, con un tasso di positività del 4,63%. Sono inoltre 3.463 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 196 casi (5,66%). I ricoveri nelle terapie intensive calano a 61, mentre quelli in altri reparti risultano essere 380. I decessi complessivamente ammontano a 2.856. I totalmente guariti sono 62.353, i clinicamente guariti 2.048, mentre le persone in isolamento ieri risultano essere 9.765. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 77.463 persone.

Puglia

Sono 1.021 i nuovi contagi di Coronavirus in Puglia secondo il bollettino di ieri. Si registrano altri 40 morti, un dato che porta a 3.992 il totale dei decessi nella regione dall’inizio della pandemia. Supera nuovamente quota mille, quindi, il numero di nuovi casi di Covid 19 in Puglia. Su 9.322 tamponi, sono emersi 410 in provincia di Bari, 134 in provincia di Brindisi, 105 nella provincia Bat, 137 in provincia di Foggia, 105 in provincia di Lecce, 123 in provincia di Taranto, 4 residenti fuori regione, 3 casi di provincia di residenza non nota. Ieri i nuovi casi erano 631 su 4.684 test, mentre i morti erano 29. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.571.274 test. Sono 111.599 i pazienti guariti, ieri erano 110.767 (+832). Sono in crescita gli attualmente positivi giunti a 33.111 contro i 32.962 precedenti (+149). I pazienti ricoverati sono aumentati a 1.432 contro i 1.422 precedenti (+10). Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 148.702.

Lazio

Sono 1.888 i nuovi contagi da Coronavirus nel Lazio secondo il bollettino reso noto ieri. Da ieri sono stati registrati altri 29 morti causa Covid. Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono in totale 194.725 e i decessi 5.940. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti oltre 37mila tamponi. Da ieri i guariti sono stati 1.087. "Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 3%" dice l’assessore alla Sanità e l’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. "I casi a Roma città sono a quota 600".

Campania

Sono 2.046 i nuovi casi di coronavirus emersi ieri in Campania, 420 dei quali identificati da test antigenici rapidi. Sono 111 i sintomatici. I tamponi del giorno sono stati 15.260 (di cui 2.625 antigenici). Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Campania è 271.561 (di cui 6.627 antigenici), il totale dei tamponi processati è 2.965.331 (di cui 111.845 antigenici).

Sono 36 i nuovi decessi riportati nel bollettino diffuso dall’unità di crisi della Regione Campania, 7 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 29 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

Piemonte

Sono 1.609 i nuovi contagi da coronavirus in Piemonte secondo il bollettino di ieri. Registrati inoltre altri 20 morti. I nuovi positivi sono pari al 6,9% dei 23.240 tamponi eseguiti, di cui 13.644 antigenici. Dei 1.609 nuovi casi, gli asintomatici sono 634 (39,4% ). I casi sono 274 di screening, 906 contatti di caso, 429 con indagine in corso, 17 in Rsa e Strutture Socio-Assistenziali, 186 in ambito scolastico e 1.406 tra la popolazione generale. Il totale dei casi positivi diventa quindi 253.926, di cui 21.985 Alessandria, 12.863 Asti, 8.620 Biella, 34.352 Cuneo, 19.675 Novara, 134.351 Torino, 9.417 Vercelli, 9.465 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.221 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.977 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Sicilia

Sono 566 i nuovi contagi da coronavirus in Sicilia secondo il bollettino di ieri. Registrati inoltre altri 14 morti. 1.004 le persone dimesse o guarite. In totale nell’isola attualmente di registrano 25.729 positivi (- 452) di questi 726 sono ricoverati in regime ordinario, 123 in terapia intensiva e 24.880 in isolamento domiciliare.

Sardegna

Sono 70 i nuovi contagi di Coronavirus in Sardegna, la prima regione italiana in zona bianca. Secondo il bollettino di ieri, nelle ultime 24 ore ci sono stati 4 morti. Il tasso di positività è allo 0,6%. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 10.613 tamponi. In ospedale restano ricoverati 206 pazienti (-4), 20 (+1) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.513, 352 quelle in più guarite. Dei 41.306 casi positivi complessivamente accertati, 9.841 (+27) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.606 (+4) nel Sud Sardegna, 3.485 (+4) a Oristano, 8.205 (+21) a Nuoro, 13.169 (+14) a Sassari.

Calabria

Sono 102 i nuovi contagi di Coronavirus e 5 i morti nelle ultime 24 ore in Calabria. Lo rende noto la Regione nel bollettino di ieri. In Calabria sono stati sottoposti a test 554.680 soggetti per un totale di 587.436 tamponi eseguiti. Le persone risultate positive al Coronavirus sono in tutto 38.133 (+102). Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti.

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Nuovo Dpcm, Draghi ha firmato: scuola chiusa in zona rossa

Scuola chiusa in zona rossa e nelle aree in cui il tasso d’incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250 casi di coronavirus. E’ la novità principale del nuovo Dpcm, firmato dal premier Mario Draghi. Il provvedimento sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile con nuove misure, restrizioni e divieti per contenere la diffusione del coronavirus e arginare le varianti covid. "Dopo il parere del Cts, è stato deciso che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno con didattica a distanza. Lo stesso avverrà nei territori in cui il tasso d’incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250" casi, dice Roberto Speranza, ministro della Salute.

"Il Dpcm è stato firmato, sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. E’ frutto di un confronto importante con il Parlamento, c’è stato un lungo confronto con le Regioni e con il Comitato tecnico scientifico. Il principio guida è la tutela della salute come faro e guida. Siamo convinti come governo che per far ripartire il paese si debba vincere la battaglia sanitaria, in particolare in questo momento: la curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e facciamo i conti a livello mondiale con alcune varianti temibili del virus, in particolare quella inglese", aggiunge.

"Ma non vanno sottovalutate la variante brasiliana e quella sudafricana. Il Dpcm prova a mantenere un impianto di conservazione delle misure essenziali vigenti, viene confermato il modello di divisione per aree che corrispondono a colori, sulla base del quadro epidemiologico di ciascun territorio. L’innovazione più rilevante del Dpcm riguarda le scuole. La variante inglese, che in questo momento è prevalente, ha una particolare capacità di penetrazione nelle fasce più giovani", afferma ancora. "Le misure che abbiamo disposto sono necessarie, importanti, possono metterci nelle condizioni di governare la curva del contagio. Valuteremo l’andamento dell’epidemia giorno per giorno", dice, prima di fare un appello ai cittadini: "Siamo in una fase epidemiologica che non può essere sottovalutata, abbiamo bisogno del contributo di tutti. Un’epidemia non si vince solo con un Dpcm e un’ordinanza, il comportamento delle persone è essenziale".

"Il Dpcm sarà vigente dal 6 marzo al 6 aprile, le festività pasquali sono comprese. Il governo valuterà l’evoluzione della curva epidemiologica ed eventualmente valuterà come adeguare le misure in vista di un obiettivo che è lontano sul piano temporale", spiega Speranza. Sull’ipotesi di prolungare l’anno scolastico, il ministro dice che "si valuterà passo dopo passo la necessità di aggiornare le misure. Ci sarà bisogno di un’ulteriore riflessione, è un tema che non può trovare ora una risposta definitiva".

"Il tema della scuola - assicura - è decisivo. Tocca un numero significativo di famiglie italiane e c’è l’attenzione di tutto il Governo. Proviamo a tutelare il più possibile le nostre scuole e la vita dei nostri studenti e docenti. Abbiamo deciso le misure", che prevedono la Dad in zona rossa e in aree con un tasso di incidenza particolarmente elevato, "perché c’è un fatto nuovo legato alla capacità d’impatto della variante inglese sulle generazioni più giovani".

Elemento che, puntualizza Speranza, "non si trasforma in sintomatologia grave, ma diffonde il contagio. I più giovani possono portare il virus nelle case ai genitori e nonni e aumentare la velocità della curva. Noi continueremo ad analizzare i dati, verificare quello che avviene nel nostro Paese e valuteremo anche passo dopo passo se c’è necessità di aggiornare le misure sulla base dell’andamento della curva epidemiologica".

Per Speranza, "è un momento in cui la curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e risalita e facciamo i conti a livello europeo e mondiale con alcune varianti temibili del virus: la variante inglese che è divenuta prevalente ma anche alcune presenze significative da non sottovalutare della variante brasiliana e sudafricana". Sul Dpcm, assicura, "c’è stato un lungo confronto col Parlamento e con le Regioni e con il nostro Comitato tecnico scientifico".

"Il principio guida è quello della tutela della salute come faro essenziale. Siamo convinti che per far ripartire il Paese serva vincere convintamente la battaglia sanitaria. La vittoria della battaglia sanitaria è la prima mattonella per la ricostruzione di una fase espansiva di crescita e sviluppo per il nostro Paese", continua.

"L’intervento economico a sostegno dei soggetti che si trovano a pagare un prezzo più alto è indispensabile. Siamo impegnati fin dai prossimi giorni a lavorare in questa direzione", continua Speranza rispondendo poi alle domande in conferenza stampa sul nuovo Dpcm, ribadendo la "necessità di dare un ristoro economico, una risposta, a quei tanti soggetti costretti a non continuare le loro attività a causa delle misure che sono oggi vigenti".

"Ci aspettiamo che, se la curva continuerà a salire, per il meccanismo automatico delle mie ordinanze (che ora avranno effetto a partire dal lunedì)" si andrà verso "una maggiore presenza di colori arancione e rosso nelle prossime settimane nel nostro Paese. L’impegno del governo è dare risposte a queste persone" le cui attività saranno colpite dalle misure. "Siamo unitariamente convinti che bisogna dare risposte, consapevoli dei sacrifici di queste persone e il governo vuole stare loro vicino con atti concreti. Ma - ribadisce Speranza - questi sacrifici sono indispensabili".

"In Italia - continua - ci sono quasi 3 milioni di persone, qualcosa che si avvicina al 5% della popolazione, che hanno avuto il Covid. Su questo pezzo di Paese c’è un’attenzione molto alta. Ci sono protocolli che stiamo studiando, ipotesi sperimentali che stiamo verificando, per capire le conseguenze di lungo termine del Covid, un virus insidioso che provoca conseguenze non solo nell’immediato. E’ uno degli obiettivi del ministero della Salute monitorare anche gli effetti a lungo termine, ci sono dei progetti a cui stiamo lavorando che nel più breve tempo possibile renderemo noti", quanto annunciato dal ministro rispondendo a una domanda sul post Covid.

"Il luogo giusto" per discutere sulla proposta di passaporto vaccinale "è la riunione di tutti i Paesi europei. C’è bisogno che i leader europei ragionino di questo. Non è un tema che secondo me può essere affrontato in poco tempo", ha detto ancora, rispondendo a una domanda. "Non siamo in Europa a un livello tale di vaccinazioni da poterci consentire secondo me già una decisione, una scelta di natura definitiva - ha aggiunto Speranza - ma ritengo che quella sia la sede giusta" per discuterne. "E l’Italia come sempre ha fatto in questi mesi si muoverà nella massima sintonia con i principali Paesi europei e con la Commissione Europea".

"E’ stato approvato dal Parlamento nell’ultima risoluzione" nell’ambito delle "mie comunicazioni avvenute a fine febbraio, un testo molto chiaro che va nella direzione di considerare il vaccino bene pubblico globale. Noi riteniamo che quella sia la linea: il vaccino non come privilegio di pochi ma come diritto universale", sottolinea quindi il ministro.

La linea è "quindi provare a costruire le condizioni per cui si superino visioni esclusive ed escludenti - ha chiarito Speranza - e da parte delle compagnie farmaceutiche al momento l’atteggiamento è di comprensione di questa sfida che non è solo di un Paese e di tutta Europa, ma anche di tutta la comunità mondiale".

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