IN ITALIA ULTERIORI 3.558 CONTAGI E ALTRI 10 MORTI

I dati dalle Regioni - Covid Italia, governo valuta stato d’emergenza fino al 31 dicembre - Green pass Italia e regole zona gialla, cosa chiedono le Regioni

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cms_22581/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 3.558 contagi e altri 10 morti

Sono 3.558 i nuovi contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile.

Ieri sono stati registrati altri 10 morti che portano a 127.884 il totale delle vittime dall’inizio dell’emergenza legata al covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 218.705 tamponi, l’indice positività è a 1,6%. In terapia intensiva si trovano 165 pazienti (+3), con 11 ingressi nelle ultime 24 ore. I ricoverati con sintomi sono 1.194 (+6).

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I dati dalle Regioni

SICILIA - Sono 552 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano altri 3 decessi.

LOMBARDIA - Sono 407 i nuovi contagi di coronavirus. Non si registrano decessi nelle ultime 24 ore.

CAMPANIA - Sono 233 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 nuovi decessi.

LIGURIA - Sono 76 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

VENETO - Sono 600 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SARDEGNA - Sono 145 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

LAZIO - Sono 681 i nuovi contagi di coronavirus. Si registra 1 decesso.

EMILIA ROMAGNA - Sono 185 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

CALABRIA - Sono 33 i nuovi contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

TOSCANA - Sono 169 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

PIEMONTE - Sono 122 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

PUGLIA - Sono 80 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

ABRUZZO - Sono 45 i nuovi contagi di coronavirus. Non si registrano decessi.

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cms_22581/palazzo_chigi_notte_fg.jpgCovid Italia, governo valuta stato d’emergenza fino al 31 dicembre

Il governo, a quanto si apprende, valuta di estendere lo stato di emergenza per la pandemia - in scadenza al 31 luglio - anche fino alla fine dell’anno. La valutazione sarebbe legata da un lato alla situazione epidemiologica e alla recrudescenza del virus, dall’altra alla tornata elettorale d’autunno. Valutazioni sono in corso in queste ore, anche se la decisione ultima verrà presa dalla cabina di regia. Il Consiglio dei ministri - chiamato a decidere della proroga dello stato di emergenza, del green pass e dei nuovi parametri - potrebbe slittare a giovedì, così come la cabina di regia col premier Mario Draghi.

A quanto si apprende, inoltre, non dovrebbe essere affrontato in Cdm il tema dell’obbligo vaccinale per i docenti, e questo nonostante ieri il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avesse sostenuto che il tema sarebbe stato sul tavolo del Cdm. Non solo la scuola, ma anche il tema dello sport - con il ritorno del pubblico negli stadi - dovrebbe rimanere fuori dalla discussione del Consiglio dei ministri.

C’è attesa perché verranno decisi i nuovi parametri per le assegnazioni dei ’colori’ alle Regioni, una necessità legata anche al fatto che - vista la curva epidemiologica in ripresa - sarebbero molte quelle a finire in zona gialla a stretto giro. Stop dunque a un sistema fondamentalmente basato su contagi e incidenza, occhio ai tassi di ospedalizzazione e all’occupazione di posti letto nelle terapie intensive.

Quanto ai criteri per l’utilizzo del green pass all’interno dei confini italiani, il rilascio del certificato verde dovrebbe essere mantenuto anche per una sola dose, con l’invito stringente ad accelerare la seconda con degli step in termini di calendario. C’è una discussione aperta - spiegano inoltre fonti di governo - sulle categorie e i luoghi, ad esempio bar e ristoranti, dove consentire l’accesso anche con una sola dose di vaccino, senza il completamento dell’intero ciclo vaccinale.

cms_22581/zonagialla-_green_pass.jpgGreen pass Italia e regole zona gialla, cosa chiedono le Regioni

Ipotesi Green pass per bar, ristoranti e le attività nei luoghi pubblici, nuovi parametri e criteri per l’eventuale passaggio in zona gialla e in generale per l’assegnazione dei colori alle diverse zone e le relative regole e misure più restrittive. Le Regioni proseguono le interlocuzioni con il governo e oggi la Conferenza delle Regioni ha deciso che tornerà a riunirsi domani mattina "per la definizione puntuale delle proposte”.

cms_22581/Massimiliano_Fedriga_.jpg"Per quanto riguarda il Green pass penso che dobbiamo sfruttarlo bene e al massimo, permettendo così di aprire ciò che altrimenti sarebbe chiuso - ha detto a Tg2 post Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia - Penso ai grandi eventi, alle discoteche. E’ poi altrettanto utile se un territorio cambia colore, se dovesse andare ad esempio in arancione dove alcune attività sono chiuse, dovrebbero essere aperte per chi ha il Green pass. Non serve a tornare nella situazione dello scorso anno, ma a dare maggiore opportunità perché oggi abbiamo una nuova arma che si chiama vaccino. Se oggi invece facciamo il contrario, utilizzando il Green pass per chiudere, rischiamo di non portarci dietro la popolazione. Questa battaglia si vince se le Istituzioni si muovono insieme ai cittadini. Le misure devono essere comprensibili e di buon senso".

Poi, in merito all’ipotesi di istituire la zona gialla col 5% delle terapie intensive occupate, Fedriga ha risposto: "La conferenza delle Regioni oggi ha escluso una ipotesi di percentuali così basse di occupazione. Sarebbe ingiustificabile chiudere il Paese con gli ospedali vuoti. Dobbiamo prestare la massima attenzione a come evolve la malattia, soprattutto sulle ospedalizzazioni perché se ci fidiamo del vaccino, come io mi fido molto, in prospettiva il problema non è se uno si contagia ma se la malattia si aggrava e richiede cure ospedaliere. Questo per il dramma che si crea per tutte le altre patologie che non trovano la dovuta risposta ospedaliera in quanto gli ospedali sono saturi".

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha poi invitato "tutti a vaccinarsi, in particolar modo mi preoccupano maggiormente i 2,5 milioni di over 60 non vaccinati e gli oltre 5 milioni di over 50 non vaccinati. Il vaccino protegge prima di tutto noi stessi ed è l’arma che ci consente di tornare a una vita normale. E’ una follia buttarla via inseguendo fake news che troppo spesso circolano sui mezzi di comunicazione informali".

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