ISRAELE, PARTE IL PROCESSO A NETANYAHU

Il Presidente, al suo quinto mandato, è accusato di frode, violazione della fiducia e di aver preso tangenti in una serie di casi di corruzione

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Si è aperto ieri nel primo pomeriggio a Gerusalemme il processo contro Benyamin Netanyahu, il Presidente israeliano recentemente confermato alla guida del Paese, in un governo di emergenza nazionale con Benny Gantz, solitamente suo rivale, che ha però accettato di scendere a patti dopo diverse tornate elettorali risultate in situazioni di stallo: il Presidente attuale dovrebbe restare in carica fino a novembre 2021, per poi essere sostituito proprio dal leader del partito Blu e Bianco.

Le accuse verso Netanyahu sono di corruzione, frode e abuso di potere in tre distinte inchieste. Gli altri imputati sono gli uomini di affari Arnon Mozes, Shaul e Iris Elovitch. È la prima volta che un Presidente israeliano viene processato.

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Netanyahu, che negli ultimi anni si è contraddistinto per aver dato una spinta sempre più populista alla propria linea politica, ha colto al volo l’occasione per fare il martire, accusando più o meno l’intero apparato giuridico dello Stato e gridando al complotto contro di lui. "Le ridicole accuse contro di me sono state inquinate fin dal primo giorno", ha detto, "L’obiettivo è di abbattere un premier forte e di destra, sovvertendo la volontà della gente e rimuovendo i nazionalisti dalla leadership del Paese per molti anni. È un tentativo di golpe". Parole che stonano un po’, considerando che vengono pronunciate in uno dei momenti di minor consenso del Likud da quando “Bibi” ne è il leader. Stonano, ma non sorprendono: è un classico che leader politici incriminati accusino la magistratura di tentare un golpe. Di fatto, sono molti i politici di tutto il Mondo che puntano a sfruttare la propria posizione di potere per ottenere totale immunità dai processi penali, e che si irritano estremamente quando la giustizia fa il suo corso trattandoli come normali cittadini.

Non a caso, erano anni che Netanyahu sfruttava la propria posizione di Primo Ministro per evitare i processi: il calo della popolarità, con la conseguente perdita di potere, però, gli ha giocato un brutto scherzo.

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Entrando nei dettagli delle accuse: nel caso 1000, noto anche come "sigari e champagne", Netanyahu è accusato di aver ottenuto regali per un valore di circa 200,000€ da parte di due miliardari stranieri in cambio di favori; nel caso 2000 di aver avviato con l’editore del principale quotidiano israeliano, Yediot Ahronot, una trattativa (poi non andata in porto) per ottenere copertura mediatica positiva in cambio di una legge che avrebbe svantaggiato il principale concorrente, Israel Hayom; nel caso 4000, il più grave in quanto include l’accusa di corruzione, Netanyahu avrebbe negoziato per ottenere copertura positiva sul sito di informazione "Walla!" con Shaul Elovich, azionista principale del gigante delle telecomunicazioni Bezeq, in cambio di politiche governative favorevoli all’azienda.

Si prospetta un processo lunghissimo, che potrebbe durare oltre due anni, ricorsi esclusi (ed è quasi sicuro che, se le cose dovessero andare male per il Presidente, egli farà ricorso). La seconda udienza, per la quale non sarà necessaria la presenza degli imputati in quanto essa servirà a programmare le procedure, è prevista per il 19 luglio.

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L’attuale Ministro della Difesa e futuro Premier Benny Gantz ha dichiarato: “Io e i miei colleghi abbiamo piena fiducia nel sistema giudiziario e nell’applicazione della legge. In questo momento, forse più che mai, dobbiamo agire come stato e società per l’unità e la riconciliazione, per lo Stato di Israele e per tutti i cittadini israeliani".

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Yair Lapid, nuovo leader dell’opposizione dopo il “tradimento” di Gantz, ha invece alzato i toni contro il Presidente, a suo avviso illegittimo: "La selvaggia e veemente aggressione di Netanyahu contro il suo processo è la prova finale del perchè un imputato criminale non può continuare a servire come primo ministro".

Insomma, questo processo, già di per sé storico per lo Stato ebraico, è stato un campo di battaglia politico prima ancora di iniziare, ed è destinato a rimanerlo fin quando non sarà fatta luce sui fatti.

(foto dal web)

Giulio Negri

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