ISTANTANEE D’AUTORE

Uri Geller. Un extraterrestre sulla mia strada

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Uri Geller è uno dei personaggi noti più discussi al mondo.

Nessuno ha accesso ai segreti delle sue performances e pochi sono i privilegiati che hanno accesso a casa sua.

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Io sono stato tra questi, ma lo conosco da decenni.

Continuano a lusingarmi le attenzioni che ha avuto per me e ne cito alcune non per vantarmi ma per dire quanto lui sia attento alle persone alle quali tiene.

Dopo anni di assenza dall’Italia lo portai ospite di uno show di Mino Damato.

Andai a riceverlo in aeroporto con la mia utilitaria ma per lui era pronta un’auto di rappresentanza.

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Fece caricare i bagagli sull’auto grande e salì sulla mia per poter parlare mentre andavamo in albergo.

In quello show si esibì in esperimenti al limite dell’incredibile, facendo ripartire orologi fermi a distanza e constatai io stesso che aveva piegato col pensiero le chiavi di una redattrice del programma che aveva dovuto telefonare a casa per avvisare di attenderla poiché la chiave era inutilizzabile.

Aggiunto che mi citò durante l’intervista.

Non sono in grado di spiegare i suoi poteri, ma non ci riuscì neppure Robert Oppenheimer che lo aveva sottoposto a dei test scientifici.

Capii definitivamente che mi voleva bene quando mi invitò alcuni giorni nella sua villa sul fiume Avon, nelle Midlands inglesi.

Furono giorni di intense conversazioni tenute per lo più nel suo salone pieno di cristalli o a bordo piscina.

Ero affascinato dalla sua personalità e dai racconti sulle sue incredibili esperienze di vita.

Salutista estremo, i nostri pasti erano composti da prodotti e ricette ebraiche e iniziavano sempre con una preghiera improvvisata da lui.

La prima volta incluse una richiesta di benedizione per me.

Quando era in palestra o in ufficio, trascorrevo il tempo con lunghe passeggiate nel parco.

Guardavo stupefatto la sua casa quasi simile alla White House di Washington, la sua auto stile presidenziale, la sua moto con cui poteva permettersi di girare anonimamente.

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Mi sembrava di vivere in un altro mondo, sia perché la sua casa era fuori dal mondo e aveva ospitato personalità di fama internazionale - tra queste Michael Jackson che era stato il suo testimone al rinnovo dei voti matrimoniali- sia perché lui mi sembrava come un extraterrestre quando mi dava alcuni esempi delle sue facoltà “paranormali”.

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Mi rimproverò più volte di essere dispersivo e che non avrei raggiunto risultati eccezionali se non mi fossi dedicato ad una sola attività.

Ma l’unica cosa che non ha capito di me è che io sono solo una farfalla che vuole conoscere e suggere qualsiasi fiore le capiti sulla strada della sua breve vita.

L’ultima volta che l’ho sentito è stata 3 anni fà.

Doveva presenziare ad un festival della Magia a Saint Vincent e mi invitò a questo evento.

Mi mandò la foto di una maglietta che avevo dimenticato a casa sua trenta anni fà.

L’aveva conservata e voleva ridarmela.

Credo di averlo deluso non potendo andare a salutarlo, ma gli invierò questa “istantanea” dedicata a lui (nella versione inglese) per dirgli che non potrò mai dimenticare l’affetto che mi ha dato e che, se Dio vuole, i giochi della vita sono ancora tutti aperti…

(Foto archivio di Giacomo Carlucci)

Giacomo Carlucci

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