ITALIA, LE BARRIERE STRUTTURALI

Unico e solo ostacolo alla diffusione di massa della rete

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cms_23282/1.jpgL’uso compulsivo e spesso patologico che facciamo dei social ha ormai raggiunto livelli allarmistici tanto che molti scienziati e studiosi hanno in tempi non sospetti lanciato l’allarme a istituzioni e famiglie per disinnescare una dipendenza che sta diventando sempre più pericolosa, in particolar modo per le fasce degli adolescenti (cfr. articolo scorsa settimana, n.d.r.). Uniti al grido che è possibile dire tutto e il contrario di tutto, utenti di quasi tutto il pianeta si esprimono su qualsiasi argomento e senza nessun tipo di remora, spesso in maniera molto aggressiva e sprigionando odio indiscriminato. Sui social si vive una realtà altra, molto distante da quella reale e molto spesso che per i più accaniti e patologici frequentatori dei social significa racchiudere la propria esistenza esclusivamente attraverso il proprio profilo social. Il panorama sembrerebbe delineato a tinte fosche, su una base di utenti che copre la maggior parte degli abitanti della terra e che possiedono almeno uno smartphone con il quale comunicare con e al mondo. Si potrebbe restringere il discorso appena fatto anche alla situazione italiana se non fosse arrivata l’edizione 2021 dell’Eurostat Regional Yearbook, il quale ha classificato il Belpaese all’ultimo posto nel continente europeo per uso di Facebook, Instagram, TikTok, Twitter e altre piattaforme simili sul totale della popolazione.

cms_23282/2_1632615142.jpgPoco meno della metà degli intervistati ha dichiarato di essere un utente attivo su queste piattaforme, contrariamente ai valori registrati da alcuni paesi del Nord Europa tutti con valori ben oltre l’80%. Se si vanno a guardare in particolare come sono distribuiti gli utenti attivi in Italia, si può notare come i valori più bassi si registrino, oltre che nella provincia autonoma di Trento, in tutte le regioni del Sud, portando all’attenzione nazionale un problema infrastrutturale ben lungi dall’essere stato risolto. Secondo i commenti fatti dallo stesso Eurostat le differenze tra Italia e altre nazioni europee e tra nord e sud della penisola, potrebbero essere collegate al fatto che le persone abbiano o meno un accesso a internet. Infatti i fattori rilevanti dell’esclusione di gran parte della popolazione dall’accesso alla rete, sono non solo l’invecchiamento della popolazione italiana (un primato detenuto sia per il maggior numero di persone di età pari o superiore ai 65 anni sul totale della popolazione che per l’età mediana più elevata dell’Ue, pari a 46,7 anni), ma anche perché vi sono troppe zone del nostro paese che risentono di un ritardo nella connessione. L’Italia, infatti, ha la una qualità della connessione alla rete influenzata dal luogo in cui si abita e da differenze sostanziali tra regioni.

cms_23282/3.jpgVi è una strana percezione finale in base ai risultati della ricerca se confrontati con la grande passione e perseveranza a chattare e postare sui social, ovvero che nonostante la stragrande maggioranza degli individui abbia sì un profilo social si ritrova poi ad avere limitate possibilità di utilizzarlo se vive in determinate aree del Paese. L’amore per i social nel loro variopinto genere rimane comunque intatto nel cuore di molti affezionati utenti italiani, nonostante le carenze strutturali di connessione presenti in molte parti del nostro Paese e se vi sono ampie differenze nelle percentuali di partecipazione ai social, esse possono essere spiegate e collegate al solo fatto che le persone siano o non siano connesse alla rete. Basse percentuali di accesso a causa di limitatezze di rete e larghezza e velocità di banda saranno gli unici ostacoli e l’unico limite a un uso altrimenti senza limiti dei social network.

Andrea Alessandrino

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