ITALIA MERAVIGLIOSA

Baia di Ieranto, il Tempio delle Sirene

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Nel cuore della provincia di Salerno, lungo la costiera Amalfitana si cela la Baia di Ieranto. Questa zona è una vera e propria area naturale da poter esplorare e da godere per la grande bellezza che il territorio offre.

L’area naturale della Baia di Ieranto è collocata nel Golfo di Salerno e precisamente fa parte del comune di Massa Lubrense (città metropolitana di Napoli), proprio vicino Punta Campanella, l’estremo della costiera Amalfitana e Sorrentina.

cms_24398/1.jpgQuest’area fa parte di una zona marina protetta ed è gestita dal FAI, Fondo Ambientale Italiano. La sua superficie si estende per circa 63 ettari di cui 47 sono gestiti dal FAI.

Storia dell’Area Naturale della Baia di Ieranto

Sin dalle origini possiamo ricordare che tale zona, è stata sempre ricca di riferimenti. Dai reperti storici rinvenuti possiamo ben ricordare che i greci in tale zona innalzarono il tempio di Atena e successivamente i romano dedicarono il tempio a Minerva.

Queste testimonianze è possibile reperirle attraverso la scritta osca, che è stata incisa sulla roccia dell’approdo di levante (scoperta nel 1985) e su altri reperti storici risalenti al periodo imperiale romano.

È proprio qui che Omero colloca le sirene che incatenarono Ulisse durante il suo viaggio di ritorno a casa ad Itaca, ed qui deriva la denominazione di tempio delle sirene.

Vicende legate alla pirateria legano la storia dei luoghi alla presenza delle torri costiere la cui costruzione, fu avviata in epoca vicereale (1516-1707). La Baia di Ieranto è infatti compresa tra la Torre di Montalto a levante e quella della Torre Campanella sul lato opposto.

cms_24398/2_1641698594.jpgL’attività estrattiva della roccia calcarea, iniziata nei primi anni del Novecento, ha lasciato importanti segni sul territorio, contribuendo all’integrazione umana nell’ambiente, data dall’insediamento nella zona dei minatori sardi impegnati nella cava. La cava di Ieranto, passata all’Ilva nel 1918, fu ristrutturata nel 1925 per cessare definitivamente la sua attività nel 1952. Nel 1987 l’Italsider, ultima società proprietaria, donò al FAI – Fondo Ambiente Italiano l’intero comprensorio, per un totale di 47 ettari.

cms_24398/3.jpgNel 2002 il FAI ha aperto al pubblico la Baia, un vero e proprio museo all’aperto che comprende a villa romana del II secolo portata alla luce dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta e dalla torre di Montalto, restaurata e consolidata.

Lungo il sentiero che da Nerano porta alla Baia è possibile imbattersi nella Casa Silentium, detta Villa Rosa, luogo di rifugio dello scrittore George Norman Douglas in cui, ad inizio ‘900, iniziò la stesura del libro Siren Land (La terra delle Sirene).

cms_24398/4.jpgC’è chi è convinto che il termine “Ieranto” non derivi dal greco “ierax”, che indica il falco che ancora oggi nidifica nella zona, ma da “ieros” che significa sacro, a indicare proprio la Baia come sede del tempio delle Sirene. Una terra di fascino, naturale, storico e ambientale, unica come solo la Campania sa essere.

Il territorio dell’area naturale della Baia di Ieranto

cms_24398/5.jpgIl territorio di quest’area naturale è collocato nella zona meridionale della penisola sorrentina. Esso è suddiviso in due zone attraverso la Punta di Capitello avendo di conseguenza la Baia Grande e la Baia Piccola.

Queste due zone offrono degli spettacoli naturali a livello di paesaggio: la Baia Grande è quella rocciosa e ripida che si chiude con Punta Campanella, e la Baia Piccola è del promontorio dai pendii più digradanti, che si estende dalla sommità di Montalto, per concludersi verso il mare aperto a sud ovest con Punta Penna. Il paesaggio agrario è invece caratterizzato dall’antica coltura dell’ulivo: l’alberato è sistemato su terrazzamenti sostenuti da muri di pietre calcaree a secco completamente ricostruiti nell’opera di restauro.

Flora e fauna del territorio

cms_24398/6.jpgNel territorio di quest’area naturale, analizzando l’aspetto della fauna possiamo notare che offre una grande varietà di uccelli migratori.

Con le condizioni atmosferiche che si ritrova ad affrontare durante l’anno, il paesaggio si ritrova frequentemente la figura del gabbiano reale. Oltre a questo tipo di animale ritroviamo il passero solitario, il gheppio e il pellegrino.

Il pellegrino è un animale che viene a riprodursi proprio con l’arrivo in zona delle quaglie. Inoltre non è difficile poter ammirare in tale zona, svolazzare nel cielo la figura del cardellino e dei merli. In modo particolare se analizzassimo il periodo invernale, così come nelle mezze stagioni dell’autunno e della primavera, possiamo notare la presenza dei pettirossi e delle passere.

Tutto ciò rende più magico l’ambiente naturale che viene offerto dalla Baia.

Inoltre tale zona permette di avere anche una flora spontanea. Il tipo di vegetazione che sorge in questa zona, è formata soprattutto da arbusti sempreverdi. Quest’ultimi vanno a caratterizzare tutta la zona della costiera. Però una particolarità dell’area naturale è costituita dalla presenza di esemplari di agave. Questa caratteristica della flora permette di offrire all’area naturale un ottimo scenario di base.

L’escursione alla Baia di Ieranto

cms_24398/7.jpgPer arrivare alla Baia di Ieranto è previsto un sentiero che parte da Nerano. Attualmente grazie anche agli sviluppi relativi ai trasporti è possibile raggiungere tale zona di Nerano attraverso gli autobus partendo da Sorrento.

Ovviamente tale zona è possibile raggiungerla anche attraverso uno scooter oppure un’ automobile, potendo perfino parcheggiare con tranquillità e spensieratezza.

La parte finale del sentiero che porta in questa zona prevede la cosiddetta scala dei minatori. Prende questo nome grazie ai minatori che hanno vissuto in questa zona nel 1900 ed estraevano la calce.

cms_24398/8.jpgAll’interno dell’area marina protetta della Baia di Ieranto è possibile raggiungere la spiaggetta di Ieranto.

Questa spiaggetta è considerata una delle più belle ed offre alle persona una vista sulla Punta Campanella e sui Faraglioni dell’isola di Capri.

Il sentiero che porta in questa zona permette anche di poter ammirare la piazza e proseguendo sempre con la passeggiata è possibile ammirare la costa caratterizzata dalla presenza degli isolotti dei Li Galli.

Diana Filippi

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