I MISTERI DELLA MATEMATICA.

DALLA POLITICA AGLI INVESTIMENTI IN BORSA.

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La numerologia e la divinazione numerologica, secondo wikipedia, erano pratiche popolari sin dai tempi di Pitagora, ma non potrebbero più essere considerate come parte della matematica. Purtroppo, la matematica “non è un opinione”. Due più due, al mio paese, daranno sempre un totale pari a quattro. A volte accade che con un semplice “gioco delle tre carte” il risultato finale potrebbe variare. Basterebbe prendere in considerazione come riescono a far quadrare i conti i nostri governanti visto che più tasse paghiamo e più aumenta il debito pubblico.

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Ho riflettuto parecchio e non avendo trovato una sola spiegazione passo a voi la palla. Ora che ci penso mi chiedo: come mai l’energia elettrica è privatizzata, la benzina pure, l’acqua, i trasporti e la telefonia sono privatizzati mentre “il debito” rimane “pubblico”?

cms_1984/Promotori-Finanziari-Generico-Imc.jpgPrendiamo, ad esempio, un’altra categoria che con la matematica ci sguazza: “i promotori finanziari”. Gli stessi, solitamente, si presentano in modo distinto ed elegante. Affabulatori nati, catechizzati dai loro datori di lavoro (ndr leggi banche), descrivono gli eventuali investimenti in maniera affascinante promettendo facili guadagni che, in ultima analisi, si traducono in un flop. Non dimentichiamo il caso Lehman Brothers, Goldman Sachs o J.P. Morgan che hanno frodato allo Stato Italiano la bellezza di 4,3 miliardi di euro, mentre i piccoli risparmiatori ne hanno fatto le spese. In vita mia e per mia fortuna, non mi sono mai avvicinato al gioco in borsa per due semplici motivi. In primis perchè non ho mai avuto risparmi da parte (in banca mi ritrovo regolarmente a rosso fisso come la lucetta del segnalatore della benzina), in secondo luogo perchè non ho mai capito una tra le principali regole del gioco: le percentuali.

cms_1984/interrogativo.jpgMi avevano spiegato che il rischio veniva quasi azzerato in quanto se il mio capitale avesse subito prima un aumento del 10% e subito dopo una perdita dello stesso 10% sarei andato alla pari. A conti fatti non mi ritrovo assolutamente. Vengo e mi spiego, come diceva il mitico Totò. Immaginiamo faceste un investimento di 1.000 euro in azioni. Se il tutto dovesse andarvi bene, così come vi avrà spiegato il vostro promotore finanziario e riusciste a ottenere degli utili del 10% vi ritrovereste con 1.100 euro. Se dopo qualche giorno gli stessi titoli dovessero subire una perdita dello stesso 10% e correste in banca per ritirare il vostro capitale iniziale vi ritrovereste ad averci rimesso 10 euro, in quanto il ribasso vi avrebbe fatto perdere 110 euro ed il vostro capitale si sarebbe ridotto a 990 euro. Se non fossi stato chiaro i conti provateli a farli da soli. Maledetta matematica! Stando così le cose, visto che con i numeri ci sarebbe sempre da rimetterci, sto seriamente pensando di cambiare la mia firma trasformandola da “il grillo parlante” a “il GRULLO parlante”.

il Grillo Parlante

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