I SEGRETI SANNO UCCIDERE?

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Da uomo di legge, avevo seguito, con interesse giudiziario, il caso di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Mps, per ben due volte archiviato come suicidio. Si perché dopo la prima inchiesta se ne aprì un’altra, ma non vennero rinvenuti elementi sufficienti per avvalorare l’ipotesi di omicidio.

cms_7440/2.jpgLa storia la ricorderete tutti. Rossi si sarebbe gettato di spalle dalla finestra del suo ufficio, dopo aver chiamato sua moglie e l’anziana madre per dire loro che era in procinto di uscire.Un’azione sicuramente dissonante dall’atto che di lì a poco avrebbe compiuto, secondo la procura, scientemente. Nessun segno di depressione: chi lo conosceva lo ha sempre descritto come un uomo felice ed amante della vita. Terzo elemento incongruente con la tesi del suicidio sta nella presenza di sette fazzoletti sporchi di sangue in quell’ufficio maledetto, segno evidente di una colluttazione avvalorata dalle ferite rinvenute sul suo corpo. Purtroppo non si compì nessuna analisi del dna su quelle sette prove che vennero distrutte.A ciò va aggiunto un altro elemento: il suo orologio, gettato dalla finestra mezz’ora dopo. Almeno così sembra.

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Mi sono sempre chiesto chi avesse voluto uccidere un responsabile della comunicazione di una banca, una professione interessante, ma non tanto quanto quella di un direttore o di un presidente. Dunque ho sempre pensato che indagare in ambito strettamente finanziario non avrebbe rivelato granché. Quella morte parla di altro, a partire dalle modalità della sua esecuzione. Ma questa è una supposizione. Che tutte le persone a lui vicine hanno formulato però. Da subito.

cms_7440/4.jpgAnche Pierluigi Piccini, ex sindaco e già direttore aggiunto del Monte dei Paschi France. 67 anni e una mente raffinata. Credendo di non essere ripreso dalle telecamere, durante un servizio televisivo, ha raccontato particolari che hanno indotto il procuratore di Siena, Salvatore Vitiello, ad interessare del caso la Procura di Genova, competente per le indagini sulle toghe senesi.Dalla bocca di Piccini, che ha riferito di festini a base di cocaina in due ville, una tra Siena e Arezzo, l’altra in zona mare, sono uscite accuse pesanti su “magistrati senesi coinvolti”. E la Procura di Genova ieri ha aperto un fascicolo, ancora senza alcuna ipotesi di reato.“Non accuso nessuno, riporto soltanto quello che mi è stato raccontato e che tutti a Siena sanno” ha detto l’ex sindaco al Corriere della Sera, ribadendo il suo convincimento circa l’assassinio di Rossi che ha detto “conoscevo molto bene”.

cms_7440/5.jpgSappiamo che alle indagini presero parte – lo ha ribadito il procuratore Vitiello – “ben sette magistrati intervenuti in diversi momenti, con approfondimenti investigativi ed accertamenti progressivi nel tempo, i cui risultati sono stati da tutti ritenuti convergenti verso l’ipotesi suicidiaria – aggiungendo inoltre che – ben due Giudici delle Indagini preliminari hanno emesso ordinanze di archiviazione ampiamente motivate, sulla base di un ampio contraddittorio instaurato con le difese delle persone offese, su tutti i punti controversi”.

Con tutto il dovuto rispetto per le indagini svolte sulle quali non mi permetto di nutrire alcun dubbio, io per primo ho espresso le mie perplessità. I magistrati devono – lo sappiamo bene - procedere sulla base degli elementi raccolti che, evidentemente, non sono stati sufficienti a preferire la pista omicida.

Adducendo però le parole dell’ex sindaco di Siena elementi riferibili a “una storia parallela – per dirla col Procuratore - mai emersa nel corso delle indagini svolte da questo Ufficio”, è evidente che, anche per la tutela del buon nome dell’apparato giudiziario, si debba procedere ad un’indagine accurata. Le accuse sono pesanti, ammesso certo che ad esse corrispondano riscontri. E, come ha detto ancora Vitiello, non sono mai state “denunciate dall’interlocutore”. Perché?

Non spetta a me indagare – ha specificato Piccini al Corsera - Io so soltanto che, appena due giorni prima di morire, David mandò un messaggio a un alto dirigente di Monte dei Paschi avvertendolo che avrebbe raccontato tutto ai magistrati. Queste cose le sto ripetendo da anni”.

Se ad aver cagionato la morte di Rossi ci fossero davvero tali segreti oscuri, chiunque avrebbe paura di dire ciò che sa. Potrebbe averlo fatto solo in un caso: confidandolo a giornalisti con la propensione alle indagini. E così in effetti aveva creduto di fare l’ex sindaco.

Vincenzo Fortino

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