I figli non sono una nostra proprietà

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Bugiardi, etichettanti, infantili, fagocitanti, ma anche invidiosi, seduttivi e ‘tigri’. Sono tanti gli identikit dei genitori manipolatori, orchi spesso travestiti da fate turchine e principi azzurri, madri e padri che prendono ai figli, invece di dare, e usano la prole per il proprio vantaggio e soddisfazione, quando non per sfogare rabbia, frustrazione e sadismo.

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Si tratta di un universo in ombra e di una delle forme piu subdole di violenza psicologica affrontata negli ultimi anni da studiosi della materia. La costruzione del proprio destino è un tema importante , perché costruirsi il destino vuol dire esserne responsabile: figuriamoci poi se oltre a costruire il nostro influenziamo quello degli altri o, peggio ancora, quello dei nostri figli!
Abbiamo un’influenza sul prossimo: non è una novità, né è tanto sorprendente. E ci sorprende meno che tale influenza sia maggiore sulle persone più prossime, vicine, intime, familiari. Come i figli, appunto. “Ma a noi sembra che nostro figlio faccia esattamente l’opposto di quello che gli diciamo”, osserveranno dei genitori. Certo, perché “avere un’influenza” è diverso da “far fare una determinata cosa”. A volte la presenza o l’insistenza di qualcuno nel volerci fare qualcosa è la ragione per cui non la facciamo, per questo la suggestione più efficace è quella sottile e indiretta. L’errore che la maggior parte dei genitori fanno, soprattutto è di trasferire i loro desideri non realizzati sui propri figli, usati a volte come arma per colmare una solitudine e una insoddisfazione propria, spacciano per il bene dei figli una fame di riscatto personale che diventa ossessione: la passione e il talento dei bambini non sono coltivati ma imposti e i figli vivono come ‘in prigione, e via allora alla saga dei suggerimenti , a volte celati da ricatti subdoli, nel consigliare che studi intraprendere, che alimentazione avere, chi amici frequentare, chi sposare , se è arrivata l’ora di dare dei nipoti da spupazzarsi, ma la domanda è, voi genitori vi siete mai chiesti cosa vogliono davvero i vostri figli? Quali sentimenti abbiano? Siete mai scesi dal piedistallo dell’egoismo e fermati un attimo a cercare di tagliare quel cordone ombelicale e permettere loro di costruire la propria vita rispettandone le scelte in quanto non sono vostre proprietà? Viste le numerose problematiche che gli ultimi studi di psicologia stanno affrontando , non credo proprio.
Per Winnicott, infatti, ‹‹…la salute mentale dell’individuo è fondata sin dall’inizio dalla madre che fornisce ciò che chiamiamo ambiente facilitante, tale cioè da permettere ai processi di crescita naturali dell’individuo e alle interazioni con l’ambiente, di evolversi in conformità al modello ereditario. La madre, senza saperlo, getta le basi della sua salute mentale. Non solo. Oltre la salute mentale, la madre (se si comporta in modo giusto) pone le fondamenta della forza, del carattere e della ricchezza della personalità .
Per Wolff , le madri o i padri che hanno gravi o moderati disturbi della personalità contribuiscono sia alla disarmonia coniugale che allo sviluppo di disordini comportamentali dei loro figli.
Nello specifico, dunque, della relazione genitori-figli la manipolazione e’ molto facile da mettere in atto perche’ i figli sono dipendenti emotivamente dai genitori ed assorbono tutte le informazioni che provengono da loro senza metterle in discussione ma le considerano una inconfutabile verita’ anche se contraddetta dai fatti.
Quando la manipolazione e’ attuata con un figlio piccolo, questi non sapendo cosa significhi “essere cattivo” ma lo apprende in base al significato che i genitori attribuiscono a questa affermazione, congela le proprie emozioni e si adegua completamente al volere genitoriale per non perdere l’oggetto d’amore. Quando la manipolazione avviene con i figli adulti, questi a causa del ricatto emotivo, non riescono ad esprimere la rabbia verso i genitori per paura di far loro del male. Tali dinamiche rimangono sempre uguali anche quando i figli diventano adulti, perche’ la paura della perdita ha congelato le emozioni al periodo in cui sono avvenute le manipolazioni, per cui le reazioni che gli adulti mettono in atto sono le stesse che adottavano quando erano piccoli.

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Per concludere e visti i numerosi danni che una cattiva influenza puo attuarsi sugli individui , come genitori abbiamo una grossa responsabilità, impariamo a camminare accanto a noi figli, e soprattutto a valutare e accettare le loro scelte con rispetto, comunicando in maniera aperta ascoltandoli, questo è il miglior atto d’amore che possiamo fare nei loro confronti, piuttosto che vederli infelici o apparentemente felici di una realtà che non è loro ma nostra.

Maria Pia Iurlaro

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