I nuovi migranti digitali

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Facebook è in crisi? Secondo quanto riportato da una ricerca di mercato dal 2017 l’azienda di proprietà di Zuckerberg avrebbe perso ben 15 milioni di utenti tra ig giovanissimi, ovvero la categoria 12-34 anni. Il calo è però compensato, d’altra parte, da una crescita degli utenti di Instagram, cosa che potrebbe far pensare a una trasmigrazione da un social a un altro. Facebook dunque non sarebbe in crisi come riportato dalle cifre dell’indagine della società di ricerche di mercato Edison Research, sarebbe in trasformazione.

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Facebook, non dimentichiamolo, possiede quei social e quei servizi di messaggistica istantanea verso i quali moltissimi utenti stanno spostando le loro attenzioni: WhatsApp, Messenger e Instagram sono infatti tutti sotto l’ombrello e l’ala protettiva del colosso californiano dei social. L’andamento numerico dell’azienda di Zuckerberg, deve tener conto delle sue diramazioni social come appunto Instagram. Proprio quest’ultimo ha raggiunto da pochissimo il miliardo di utenti, e oltre 400 milioni di questi ogni mese usa le “Storie”. I conti dunque sembrano tornare, perché se è vero che molti giovanissimi hanno abbandonato Facebook, ritenendolo sorpassato e non più vicino alle loro esigenze comunicative, è anche vero che proprio questa tipologia di utenti abbia trasferito i propri interessi su Instagram, ovvero abbiano fatto un percorso sì breve ma significativo dal punto di vista dei contenuti da condividere.

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Nonostante il decremento in fatto di utenza giovanissima, Facebook rimane il social con una quota elevatissima di utenti in tutto il mondo, oltre 2,30 miliardi. I dati riportati dalle ricerche di mercato sulle fluttuazioni di utenti nel mondo social, ci porta a una considerazione: quella che stiamo ancora vivendo è nonostante tutto, la stagione iniziale della comunicazione digitale, e come tale è destinata a subire correzioni in corsa, a essere arricchita e, per l’appunto, a essere modificata. Gli utenti si spostano oggi da un mondo virtuale a un altro, proprio come facevano oltre u secolo fa le persone dalle campagne alla città; si rincorre e si cerca un mondo migliore e delle nuove opportunità. La contemporaneità è caratterizzata da velocità fisica inerente gli spostamenti materiali e di pensiero, e da velocità di umori perennemente cangianti e umorali delle persone. Ieri si giunse alla rivoluzione industriale e seminare il terreno per quello che fu il capitalismo, il socialismo e il liberalismo della neo globalizzazione mondiale.

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Oggi il web è la quarta rivoluzione, quella che Floridi ha definito l’infosfera, in cui lo strumento per alimentare le nostre tecnologie rimane sempre l’energia elettrica, ma è l’unico tratto comune con il passato, perché il presente è l’ininterrotto scambio di dati sorretto dal dominio algoritmico dei gestori delle piattaforme. L’attuale fase storica è una stagione nella quale i cambiamenti sono così fulminei ed epocali per la vita delle persone che a quest’ultime non rimane altro che cercare la giusta e corretta declinazione alle nuove sfide del presente attraverso soluzioni sempre più individuali e occasionali, come anche emigrare da un social a un altro, attività che in fondo altro non è che un cercare di perdere tempo sino a quando non si trovi un posto giusto in questo o in un altro mondo.

Andrea Alessandrino

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