I patrimoni dell’Unesco che potrebbero subire gli effetti del riscaldamento globale

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Alcuni scienziati hanno ipotizzato gli effetti devastanti che potrebbe causare il riscaldamento globale su alcuni siti dell’Unesco. È stato infatti stimato che già il 7% dei siti naturali è a rischio, ma il dato più allarmante è costituito da tutti quei patrimoni artistici e culturali che si trovano a poca distanza dal mare, soprattutto quelli della zona mediterranea.

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In merito al problema del riscaldamento globale, si sono avanzate due previsioni. La più ottimistica afferma che si potrebbe arrestare di due gradi centigradi l’avanzata del fenomeno, arrivando a 1,5 gradi entro il 2050. L’ipotesi, invece, più pessimistica e catastrofica afferma che le temperature potrebbero aumentare di 4 gradi fino al 2100. In base a questi dati si è potuto stabilire un periodo di sopravvivenza di alcuni patrimoni dell’Unesco, collegandoli a possibili alluvioni e fenomeni di erosione delle coste, anche a seconda dalla loro distanza dal mare. Più di 37 siti rischierebbero di essere sommersi da grandi alluvioni, complice anche il possibile innalzamento del livello del mare di circa 1,5 metri entro il 2100. La zona Mediterranea sarebbe certamente la più colpita, e sui suoi fondali marini potrebbero essere sepolti tantissimi siti archeologici. Quello delineato dagli esperti si presenta come uno scenario apocalittico, che allarma la popolazione annunciando un ineluttabile destino, correlato alle difficoltà ambientali dovute all’innalzamento delle temperatue.

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A pagarne le conseguenze saranno i luoghi che preservano più di altri la memoria della storia umana, tra cui molte celebri città, come Venezia. Il labirinto d’acqua della laguna rischia infatti di sprofondare secondo un’ipotesi neppure tanto remota, in quanto già formulata in tempi non sospetti. Resterà coinvolta con buona probabilità anche Ferrara, che ha avuto un ruolo da protagonista nella storia rinascimentale italiana; ma subiranno ripercussioni anche Aquileia, Paestum, la costiera amalfitana, la Sicilia e la Sardegna. Questi sono solo alcuni pezzi di storia della nostra penisola che saranno messi a repentaglio dall’aumento globale delle temperature.

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Anche nel resto del mondo erosione delle coste e alluvioni minacciano altri siti di grande rilevanza storico-culturale. Secondo gli studiosi, per prepararci a tutto questo bisognerebbe salvaguardare maggiormente questi siti con investimenti più cospicui e soprattutto accelerare il processo di mitigazione ambientale, per cercare di rendere più adattabili all’uomo le condizioni climatiche che si verranno a creare tra qualche anno. L’uomo non è ancora pronto, il presente non lo è e non si può pensare che lo sia anche il passato. Quindi, è necessario mettere in campo tutte le energie e risorse necessarie per preservare quanto c’è di più prezioso sul nostro pianeta, dalla natura alla storia, che hanno sempre vissuto in un eterno connubio, da cui dipendono le future sorti dell’umanità.

Francesco Ambrosio

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