Il Giorno della Memoria

Perche’ e’ doveroso non dimenticare

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cms_338/06_____images_(2).jpgSe con la risoluzione n.60/7 del 1 novembre 2005, l’ONU indica il 27 gennaio quale ricorrenza mondiale per il ricordo della Shoah, la Repubblica italiana, gia’ cinque anni prima, con la Legge 20 luglio 2000 n. 211, esattamente 55 anni dopo che l’Armata Rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, scoprendone le atrocità, ha istituito il "Giorno della Memoria", il 27 gennaio, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio. L’istituzione di questa giornata e’ stata riparatrice della fatica del ricordo nei sopravvissuti e della sottovalutazione del fenomeno che almeno fino agli anni Sessanta ha attraversato anche il panorama italiano.La Shoah rappresenta il culmine della violenza di un popolo meticolosamente organizzato per imporre il proprio dominio e la propria supremazia come "razza ariana pura" su un altro popolo, ingannevolmente e pregiudizialmente trasformato in qualcosa di pericoloso, tanto da ricercarne l’annientamento attraverso una programmata, perversa e criminale carneficina di massa. Nei campi trovano la morte oltre 3 milioni di ebrei, che tra fucilati e morti nei ghetti diventano circa 6 milioni. L’internamento nel lager e’ un’esperienza estrema, una discesa negli abissi dell’umanita’, inconcepibile per chi ritiene la storia un progressivo cammino di evoluzione e di civilta’.

cms_338/03_____forni_crematori_auschwitz_1.jpgPoi, lentamente la storia integra lo sterminio, Hitler e Himmler si spostano verso un passato storico, l’imperativo “bisogna continuare a vivere” accomoda le coscienze e smussa l’abnormita’ di cio’ che e’ accaduto. E lentamente il ricordo scivola nell’indifferenza, nell’oblio.Con la legge 20 luglio 2000 n. 211 - di cui l’Art. 1 recita: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche’ coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato e protetto i perseguitati.” - lo stato italiano, dopo 55 anni, decide ufficialmente di prendersi la responsabilita’ della memoria.Un profondo atto di responsabilita’ civile, morale, etica e antrpologica. Nel nostro Paese una serie di iniziative si svolgono al fine di ricordare le tantissime vittime della Shoah. Molti sono gli assessorati, ma anche le scuole e le universita’ che organizzano incontri, letture, dibattiti, filmati per commemorare i tragici avvenimenti storici di quegli anni.

cms_338/04_bis_olocausto.jpgIl lavoro nei luoghi di apprendimento, ma non solo, diventa fondamentale per sensibilizzare le coscienze e non c’e’ alternativa allo studio rigoroso della storia, cosi come e’ evidente che la conoscenza diretta dei sopravvissuti alla Shoah e le esperienze come i viaggi della Memoria possono stimolare la sete di conoscenza di quel tragico periodo. Perche’ e’ chiaro che e’ attraverso la sensibilizzazione che si puo’ impedire alla coltre di indifferenza di stendersi impietosa sull’intero paesaggio della coscienza umana; e’ attraverso la cultura del rispetto della diversita’ che si puo’ contrastare e vincere la cultura dell’odio e della discriminazione razziale; e’ attraverso la memoria storica che si puo’ impedire nuovamente alla deriva ideologica, nazionalista e razziale di diventare metro di un agire politico che si muove in assenza di democrazia.Le domande che, tuttavia, sorgono spontaneamente, sono tante: Il Giorno della Memoria basta per accrescere la consapevolezza del passato, della memoria storica? Ci ha reso forse piu’ attenti di fronte alle manifestazioni di intolleranza che proliferano indiscriminatamente ovunque? E’ bastata forse l’esperienza unica dello stermino atroce e sistematico di un popolo per evitare il genocidio degli armeni, le vittime dei gulag, le pulizie etniche in Jugoslavia e in Ruanda? O, per restare nel nostro Belpaese, per fermare le manifestazioni di intolleranza nei confronti di extracomunitari, omosessuali? Purtroppo, no.cms_338/05_bis_Galleria_85_2g.jpg E’ notizia di questi giorni, diffusa su tutti i giornali, quella di tre plichi con dentro tre teste di maiali recapitati alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata israeliana e ad una mostra sulla cultura ebraica. Un macabro gesto che reca oltraggio e offesa alla memoria della Shoah, proprio nei giorni dedicati al ricordo delle vittime. Oltre alla fiducia che i colpevoli di questo vergognoso incidente vengano assicurati alla giustizia, doverosa e’ soprattutto la vicinanza alla comunita’ ebraica italiana ed internazionale. Cosi come doveroso e’, oggi come per gli anni che verranno, ricordare quella enormita’ del male che sarebbe tanto piu’ “comodo” accantonare e dimenticare.

Mary Divella

Tags: Auschwitz,giorno,memoria,Shoah,Sinagoga, Ebrei, olocausto

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