Il Presidente nicaraguense Daniel Ortega torna a mostrarsi in pubblico dopo una lunga assenza.

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A inizio anni 60 in Nicaragua un ragazzo di nome Camilo Ortega morì durante un combattimento armato nell’ambito dell’ultima vera rivoluzione del XXI secolo, quella contro il dittatore Anastasio Debayle; sempre nello stesso periodo una coppia di coniugi, Daniel Senior e Lidia Ortega, venne incarcerata per attività sovversive e per aver tentato di opporsi al medesimo regime. In quel momento un ragazzino di formazione gesuita comprese che da allora in poi lo scopo principale della sua vita sarebbe stato quello di rovesciare il governo nazionale e di vendicarsi del Dittatore, il suo nome era Daniel Ortega ed era il figlio della coppia di coniugi arrestata nonché il fratello maggiore del defunto Camilo.

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Col passare degli anni le numerose vittorie militari dei rivoluzionari sandinisti (il Fronte popolare che si opponeva al governo) unite alle altrettanto mirabili vittorie politiche di Ortega permisero a quest’ultimo d’imporsi come una figura di riferimento nel nuovo Nicaragua democratico sino a diventare, nell’85, il Presidente dell’intero Paese. Durante il proprio mandato il leader rivoluzionario si contraddistinse per una profonda amicizia con quasi tutti i leader marxisti dell’America Latina, incluso Fidel Castro, e per il suo sostegno alle Brigate Rosse italiane: a diversi membri di quest’ultima organizzazione giunse perfino ad offrire asilo politico nel proprio Paese mentre uno di loro, Manlio Grillo (condannato in cassazione per il rogo di Primavalle) divenne addirittura l’insegnante dei suoi figli. Già, perché tra una rivoluzione e l’altra il nostro protagonista trovò perfino il tempo di scoprire l’amore sposandosi con Rosario Murillo, una poetessa locale discendente da una benestante famiglia di possidenti terrieri e dando il via ad un matrimonio che dura tutt’ora e che sarebbe stato benedetto dalla nascita di ben sette figli.

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Ad ogni modo, il periodo roseo e felice di Daniel Ortega non sarebbe purtroppo durato per sempre: le accuse di promuove una politica fortemente nepotista e i frequenti contrasti con la chiesa cattolica (il Vescovo Miguel Obando arrivò perfino a definirlo in pubblico “una vipera”) dimezzarono rapidamente i suoi consensi e nel 1990 il Presidente venne sconfitto alle elezioni da una coalizione di forze politiche liberali dichiaratamente appoggiate dall’allora Presidente degli Stati Uniti Bush senior. Per Ortega iniziò un lungo periodo all’opposizione durante il quale furono in molti a supporre che egli non avrebbe mai più avuto l’opportunità di tornare al potere, eppure, col tempo un inaspettato alleato sembrò nuovamente favorire l’ormai ex leader nicaraguense: l’indebitamento pubblico. Le sempre più critiche condizioni economiche del Paese costrinsero infatti i governi liberali a dei sacrifici spesso impopolari generando delle politiche incapaci di contenere tanto la disoccupazione quanto la povertà. Inevitabilmente, il malcontento popolare favorì le forze d’opposizione e di conseguenza alle elezioni del 2006 Ortega vinse col 38% dei voti le presidenziali ritornando al primo antico incarico.

Negli anni avvenire il suo governo si distinse per l’autorevolezza e per la ferma severità con cui represse qualunque manifestazione consentendo al suo Presidente di guadagnare in tutto il continente Americano la fama di “uomo forte.” Eppure, nel mese di marzo Ortega ha smesso di apparire in pubblico rifiutandosi perfino di partecipare ai funerali del suo amico ed ex commilitone ai tempi della guerra civile Jacinto Suàrez. In molti si sono interrogati sulle ragioni dell’improvvisa scomparsa arrivando a formulare le più incredibile teorie: alcuni, come il leader del partito d’opposizione Chamorro, ipotizzarono che sia solo una trovata pubblicitaria per far discutere di sé, altri hanno sostenuto che egli sia gravemente malato o addirittura morto (diversi fotomontaggi raffiguranti la sua presunta salma sono circolati in rete), altri che stia semplicemente cercando di tutelarsi dalla possibilità di contrarre il Coronavirus sebbene ufficialmente nel Paese vi siano al momento solo tre casi accertati. Ebbene, nella giornata di mercoledì il Presidente ha finalmente interrotto il suo enigmatico silenzio parlando alla nazione tramite un discorso televisivo e tentando di smentire ognuna di queste teorie.

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Nel corso della sua orazione Ortega ha criticato gli Stati Uniti d’America per aver trattenuto così tanti cittadini nicaraguensi al confine e ha altresì sbeffeggiato la superpotenza nordamericana a causa della propria incapacità di gestire il Covid fornendo un’inadeguata assistenza sanitaria ai propri cittadini: “questa pandemia è un segno di Dio contro il militarismo e l’egemonia delle forze transnazionali che mirano a prendere il controllo del Pianeta” ha asserito. Indipendentemente dalla retorica antioccidentale tuttavia, il momento più inquietante del discorso di Ortega è stato quello in cui ha parlato della situazione nel suo Paese dicendo esplicitamente che l’epidemia è sotto controllo e che dunque nelle prossime settimane non solo non bloccherà nessuna attività pubblica o privata (“se il nostro Paese smettesse di lavorare morirebbe”) ma ha perfino detto che incoraggerà qualunque manifestazione e attività sociale … alquanto buffo per un uomo diventato famoso per averle fino ad ora repressa con la forza.

Gianmatteo Ercolino

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