Il primo Chakra Muladhara, Chakra della radice

In viaggio con Anna Taddonio alla scoperta dei Chakra

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L’essere umano è composto da energia proprio come una stella, un corso d’acqua, una pianta. Un assioma conosciuto da millenni dalla medicina alternativa, che ha sempre considerato l’essere umano capace di rigenerarsi, autocurarsi, sfruttando al massimo le energie dell’Universo. I chakra sfruttano ed elaborano l’energia esterna.

Iniziamo a conoscerli con la master Reiki Anna Taddonio.

Anna mettiamoci in viaggio attraverso il nostro corpo fisico, emozionale, mentale e spirituale, partendo dalle “porte”.

I chakra, sono porte di congiunzione tra il mondo esterno e il mondo interno e possiamo visualizzarli come dei vortici con la punta del cono rivolta verso alcune parti del corpo, che convogliano l’energia o prana che ci circonda e nella quale siamo completamente immersi. Alla nostra nascita, i sette chakra, non sono tutti presenti. Si sviluppano via via nel tempo, completando il loro ciclo in circa 20 anni, per poi ripartire con l’evoluzione, che noi eserciteremo attraverso le nostre scelte e i nostri percorsi di vita. Quindi i chakra, sono in continua evoluzione durante tutta la nostra vita.

cms_5372/2.jpgParliamo di Muladhara, il primo.

L’unico chakra presente già prima della nostra nascita è quello della radice, ovvero il primo chakra che si svilupperà fino all’ottavo mese dopo la nascita. Il primo chakra, rappresenta la terra, le nostre radici, le fondamenta sulle quali si basa l’esistenza di ognuno di noi. Muladhara significa sostegno della radice. Anche se ha molte qualità maschili, il primo chakra è anche la dimora della Dea Kundalini, ed è perciò associato alla relazione con nostra madre. E’ situato tra l’ano e i genitali al centro del perineo. E’ il chakra che ci radica ai nostri corpi e identifica il diritto della persona ad esistere e ad avere tutto ciò di cui necessita per sopravvivere. È infatti collegato allo stato di coscienza della sopravvivenza ed è la sede dei nostri bisogni primari, come la necessità di cibo, di avere un posto sicuro e confortevole dove vivere, della sicurezza economica e della stabilità dei rapporti di coppia. Quando l’energia fluisce e il primo chakra è aperto, ci sentiamo al sicuro, protetti, progettiamo con determinazione il nostro futuro e viviamo il presente con serenità. L’energia del suddetto chakra viene canalizzata attraverso le ghiandole surrenali, due piccole ghiandole situate sopra ciascun rene. Queste secernano adrenalina se ci sentiamo minacciati e attivano il sistema della fuga, rendendo chiara la percezione del pericolo. Oggi purtroppo la nostra sopravvivenza è strettamente legata al lavoro e alla situazione economica. Un chakra bloccato è come un ingranaggio fermo, arrugginito, la conseguenza è la perdita della capacità di gestire i soldi: spenderne tanti e male - pensiamo alle cosiddette persone con le mani bucate - o non spenderne proprio diventando tirchi, avidi. Essere sotto pressione dal punto di vista finanziario comporta uno stress molto forte che influisce direttamente sulle ghiandole surrenali che, avvertendo un pericolo, produrranno adrenalina in quantità eccessiva. Di conseguenza potremmo avere problemi legati al peso, disturbi alimentari, depressione, bassa autostima, senso di colpa, difficoltà ad avere relazioni interpersonali.

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A livello fisico, l’occlusione del chakra può portare a disturbi gravi: affaticamento surrenale, problemi alla colonna vertebrale, ad ossa, articolazioni, gambe, piedi, denti, problemi ai genitali, agli intestini, emorroidi, stitichezza. Per riequilibrare il chakra dovremmo tenere allenato il corpo e praticare costantemente attività fisica, palestra, lunghe camminate, correre, ballare, fare yoga, meditazione. Sottoporci a cromoterapia, cristalloterapia, suonoterapia e reiki, faciliterà il riequilibrio. Vorrei precisare che i chakra non sono colorati, ma reagiscono e si nutrono attraverso le vibrazioni dei colori, perché i colori sono vibrazioni. Il Muladhara è collegato alla vibrazione del rosso e del nero. Il rosso rappresenta l’istinto, la forza vitale, il nero è il colore dell’interiorizzazione. Le pietre sono il diaspro, il rubino, l’ematite e la tormalina. Il simbolo è il fior di loto con quattro petali. Il Bija Mantra è LAM. I Bija Mantra sono suoni molto potenti che hanno effetti rilevanti e istantanei. Il più conosciuto è l’OM. La vocale la U. Basterà sedersi a schiena eretta, inspirare attraverso il naso e far risuonare espirando il Bija Mantra LAM o la vocale U per 5 minuti. Il senso collegato a questo chakra è l’olfatto.

Ogni centro di energia è collegato ad una carica emotiva, oltre che alle principali ghiandole che regolano la funzionalità del corpo. Siamo in una visione olistica di noi stessi, del nostro insieme composto da corpo, mente e anima, attraverso la rappresentazione degli elementi: aria, fuoco, terra e acqua. Tutto è racchiuso in noi e noi ne siamo la manifestazione.

Nel prossimo articolo parleremo del secondo chakra Svadhishtana.

Tina Camardelli

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