Il sindaco Falcomatà inflessibile: fermate le antenne 5G anche a Reggio Calabria

Oltre 500 comuni italiani si oppongono all’installazione della rete superveloce

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Giuseppe Falcomatà, il primo cittadino di Reggio Calabria, ha firmato un’ordinanza con la quale blocca l’installazione di antenne 5G sul territorio di sua competenza. L’annuncio ufficiale, pubblicato sulla sua pagina Facebook, recita: “Ho appena firmato l’ordinanza con la quale sospendo l’installazione delle antenne 5G in città. Ad oggi non esistono certezze rispetto agli effetti che questa nuova tecnologia ha sulle persone. Sapete bene che nelle scorse settimane l’Amministrazione comunale ha avviato degli incontri con l’Università Mediterranea e con l’Ordine dei medici. Questi incontri continueranno nei prossimi giorni e saranno estesi anche alle associazioni e i comitati con cui ho già avuto modo di confrontarmi”.

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Il sindaco reggino non è di certo il primo ad aver optato per questa drastica scelta: Reggio Calabria si unisce alle oltre 500 amministrazioni italiane che hanno già adottato specifiche ordinanze volte a fermare lo sviluppo di questa rete superveloce. Il 5G è una rete di nuova generazione che dovrebbe presto sostituire l’attuale 4G LTE. Non si tratta però soltanto si maggiore velocità di connessione. Con il 5G assisteremo ad una vera e propria rivoluzione: ad esempio, permetterà di adoperare la rete mobile per una serie di servizi al momento ad appannaggio specifico di altri mezzi e garantirà altissima risoluzione, fluidità e disponibilità dello streaming video e del gaming online.

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Inevitabile l’entusiasmo di tutti gli appassionati del settore: le opportunità che questa nuova rete offrirebbe, non sono affatto indifferenti. Tuttavia, non vi sono abbastanza conoscenze e informazioni riguardo l’elettrosmog e la pericolosità per la salute che potrebbero derivarne. Non sorprende quindi l’ondata di provvedimenti italiani contro il 5G: Reggio Calabria è il primo capoluogo di regione a fermare le antenne, ma analoghe decisioni sono state prese anche dai sindaci di Vicenza, Udine, Grosseto e Siracusa. “Ho preso questa decisione per tutelare la salute di tutti noi - ha spiegato Falcomatà - Naturalmente se gli studi scientifici dovessero sciogliere ogni dubbio, accoglieremo consapevolmente questa nuova tecnologia”.

Elena Indraccolo

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