Impeachment contro Trump

Voto storico della Camera

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La questione dell’impeachment del presidente Donald Trump, che negli ultimi mesi ha monopolizzato la scena politica statunitense, si accinge alla sua concretizzazione con il voto del Congresso. Le indagini scattate all’indomani della richiesta di apertura della procedura di impeachment da parte del presidente della Camera dei Rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, lo scorso 24 settembre, hanno fatto scaturire elementi importanti circa il cosidetto Kievgate, che sottoporrebbero Trump a diversi capi d’accusa, in particolar modo “abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso”. In breve, per Kievgate si intende un complesso caso di pressioni esercitate da parte dell’imputato sul governo ucraino per avanzare indagini rivolte ad infangare l’immagine dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti e candidato democratico alle elezioni presidenziali del 2020 Joe Biden e suo figlio Hunter, maggior competitor politico di Trump per le future presidenziali. L’impeachment per quanto si configuri come un processo giuridico, da cui la frase della Pelosi che oggi rieccheggia nelle piazze e sui cartelloni degli anti-trumpiani: “No one is above the law” (nessuno è al di sopra della legge), non si può negare la fortissima carica politica che caratterizza questa procedura, la quale in effetti sarà sottoposta al giudizio di un giudice non imparziale, ovvero il Senato di maggioranza indiscutibilmente repubblicana; sottolineando quindi che l’appoggio a Trump è garantito dal 90% dei repubblicani, non è certo che il voto del Congresso riscontri in Senato una certa continuità.

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Basti pensare che nonostante i numerosi whistleblowers venuti a galla, che si sono dichiarati a conoscenza di colloqui telefonici tra Trump e Zelens’kyj, presidente ucraino, i cui contenuti compromettenti avrebbero comportato tentativi da parte di funzionari della Casa Bianca di trasferire i tracciati telefonici su server top secret per evitare fughe di notizie, la posizione ufficiale della Casa Bianca è quella di un netto rifiuto a partecipare alle indagini, perché a sostegno dell’avvio della procedura ci sarebbe una maggioranza risicata della Camera dei rappresentanti e perché le testimonianze fin’ora raccolte sono state raccolte a porte chiuse. Sono state previste quindi 6 ore di dibattito in aula direttamente divise tra democratici e repubblicani. Intanto la notte scorsa in migliaia si sono riversati nelle grandi piazze statunitensi per esprimere il loro appoggio al voto della Camera, anche se i numeri dei sondaggi sembrano rimasti invariati dall’inizio di ottobre, prima quindi dell’inizio delle audizioni pubbliche, che sembrerebbe non abbiano intaccato il consenso fidato di Trump, ovvero l’86% dei repubblicani che si oppone alla procedura di impeachment, contro invece l’85% dei democratici favorevoli. A prescindere dall’orientamento politico però i sondaggi rivelano che la maggioranza degli americani pensano che impeachment o meno, il presidente Trump abbia agito in modo improprio, e solo un 39% degli intervistati difende il suo operato.

Federica Scippa

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