In Iowa

Inaspettata vittoria di Pete Buttigieg

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Giovane, determinato, intraprendente e unico nel suo genere: l’ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg, si aggiudica a sorpresa una straordinaria vittoria in Iowa. Buttigieg batte il temibile avversario con un punteggio pari al 26,2% contro il 26,1% totalizzato da Bernie Sanders. A seguire la senatrice Elizabeth Warren con il 18% e l’ex vicepresidente Joe Biden con il 15,8%.

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Da qualche anno a questa parte, le primarie in Iowa svolgono un ruolo assolutamente cruciale nell’identificazione del candidato presidenziale ideale, assumendo una veste quasi premonitrice: quattro anni fa, ad esempio, Hillary Clinton ebbe la meglio su Bernie Sanders, seppur con un minimo vantaggio, e si ritrovò qualche mese dopo, faccia a faccia con Donald Trump. Nel 2008, Barack Obama vinse con il 37,6 % contro John Edwards e la stessa Hillary Clinton, divenendo poi il primo Presidente degli Stati Uniti afroamericano. Lo stesso varrà anche per l’eccezionale Pete Buttigieg? Alcuni ritengono che la vittoria del giovane ex sindaco di South Bend potrebbe esser fortemente dipesa da un errato conteggio dei voti, effettuato a mano, a causa degli intoppi incontrati nell’utilizzo dell’app progettata per l’occasione. Eppure, il giovane candidato avrebbe tutte le carte in regola per rivestire il tanto prestigioso ruolo, mostrando caratteristiche fuori dall’ordinario e un passato certamente degno di nota.

Pete Buttigieg, unico figlio di Jennifer Montgomery e Joseph Buttigieg, originario di Malta, si laurea con successo all’Università di Harvard, ottenendo successivamente un Master presso il Pembroke College dell’Università di Oxford. Dal 2004 al 2005 lavora presso la società di consulenza strategica per l’ex segretario della difesa William Cohen, impegnandosi anche nella campagna presidenziale di John Kerry nel 2004. Diviene sindaco di South Bend, in Indiana, nel 2011, ottenendo il 74% dei voti. Nel 2014, il giovane Buttigieg, in quanto Maggiore della Marina degli Stati Uniti d’America, è inviato per sette mesi per una missione in Afghanistan. Apertamente omossessuale, Buttigieg si definisce progressista e promotore della difesa dei diritti delle persone appartenenti alla comunità LGBT, sostenendo, inoltre, la necessità di un’assistenza sanitaria universale, controlli adeguati concernenti l’acquisto delle armi da fuoco e una cura attenta alla problematica ambientale. Pianista, concertista e amatore delle lingue, incredibilmente carismatico, tanto da conquistare persino alcuni giornalisti di Fox News, Buttigieg potrebbe rappresentare il candidato ideale per gli Stati Uniti d’America del 2020: tutti gli americani potrebbero tornare a respirare dopo i quattro anni di imprevedibili e rischiose decisioni assunte dall’attuale Presidente. Pete Buttigieg, un potenziale baluardo di speranza per tutte quelle comunità la cui voce è stata soffocata dalla discutibile politica di Donald Trump.

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Dal canto loro, gli altri candidati, altrettanto validi e preparati, non molleranno così facilmente: dopotutto è stata sancita un’unica vittoria e il futuro si rivela ancora tutto da scrivere e da scoprire. Una cosa è certa: i possibili scenari che si prospettano alla vincita dei democratici risultano assai differenti rispetto a quelli dell’era vissuta sotto le redini di Donald Trump.

Elena Indraccolo

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