Internet, l’ospite invadente nella dieta mediatica dei giovani

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In una dieta mediatica ormai sempre più ridotta a pochi e ai soliti strumenti del comunicare, la tv diventa come un pasto di cui non se ne sente la necessità. Una ricerca sugli studenti universitari dichiara che una vasta maggioranza dei nostri ragazzi guarda il medium televisivo solo una volta la settimana. I contenuti preferiti sono i film e le serie tv, quasi ignorate invece le notizie e l’informazione dei telegiornali. Snobbata dunque la televisione, i giovani studenti universitari dedicano il loro tempo a smanettare sui loro pc e a scrollare sugli schermi degli smartphone, navigando in rete per più di 4 ore, con un 15% degli intervistati che supera addirittura le 6 ore. Solo una piccola parte (il 7%) dei ragazzi intervistati dichiara di accedere al web anche per cercare di informarsi su ciò che accade nel mondo, mentre la maggior parte usa motori di ricerca (Google), servizi di messaggistica istantanea (Whatsapp) e i social network (Facebook e Instagram) per le loro attività preferite in rete.

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Se la televisione piange, giornali e radio recitano entrambi il de prufundis tra le preferenze del pubblico giovanile. La ricerca, condotta su un pubblico di ragazzi universitari, solleva molte problematiche già ben presenti sul pubblico più giovane. Se ormai l’abbandono dell’informazione a mezzo stampa poteva ritenersi un dato pressoché acquisito, ora anche la grande sorella tv rischia di passare in secondo piano, se non proprio nel dimenticatoio degli interessi dei giovani. La perdita di primato del mezzo televisivo riguarda sia chiaro non solo il pubblico giovanile, ma anche il mondo degli adulti attirati quest’ultimi sempre di più dall’uso delle nuove tecnologie della comunicazione. I principi cardine su cui si reggeva il palinsesto televisivo degli esordi recitava la trimurti educare, informare e intrattenere. Oggi sono venuti meno tutti e tre, assorbiti nella voragine e nel mare magnum della rete in grado di assolvere a volte anche simultaneamente a tutti e tre i principi ispiratori dei decani del mezzo tv.

cms_6512/3.jpgPrima è arrivata la web tv, poi è toccato allo streaming dei programmi su pc e oggi si è giunti alla smart tv, ovvero l’ingresso in pompa magna del web attraverso lo schermo dei nostri salotti. Si verificano quindi sempre più situazioni di compenetrazione dei due mezzi all’interno di un solo medium che ha la sola funzione di offrire semplicemente lo schermo da cui godere dei contenuti web. Alla fine, tornando alla dieta mediatica, non facciamo altro che indigestione di internet pressoché illimitatamente e in ogni luogo. Senza accorgercene ci troviamo seduti a una tavolata in cui l’unico convitato siamo noi stessi e in cui viene servito un menu praticamente infinito. Buon appetito.

Andrea Alessandrino

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