Johns Hopkins: oltre 2 milioni di casi nel mondo. Oms: "3 vaccini hanno iniziato trial clinici".

21.645 i morti in Italia. Cauda (Gemelli): ’Vaccino entro fine anno? Scienza fa belle sorprese’

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Sono più di due milioni i contagi di coronavirus nel mondo. Lo conferma la Johns Hopkins University, che sul suo sito Internet parla di 2.000.984 casi a livello globale. A essere maggiormente colpiti sono gli Stati Uniti, con 609.696 contagi, seguiti dalla Spagna con 177.633 casi e dall’Italia con 162.488.

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La ricerca contro Covid-19 corre veloce. "Per tre vaccini sono già iniziati gli studi clinici, oltre 70 altri sono in fase di sviluppo e stiamo lavorando con i nostri partner per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini". Lo ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel corso della conferenza stampa da Ginevra su Covid-19.

"Stiamo continuando a lavorare con partner in tutto il mondo per accelerare la ricerca e lo sviluppo di farmaci e vaccini contro Covid-19. Oltre 90 paesi hanno aderito o hanno espresso interesse a partecipare al nostro studio Solidarity, e oltre 900 pazienti sono stati arruolati per valutare la sicurezza e l’efficacia di 4 farmaci e combinazioni di farmaci", ha aggiunto il dg. "Oltre a Solidarity, sono lieto di annunciare che l’Oms ha convocato gruppi di specialisti per esaminare l’impatto dei corticosteroidi e di altri farmaci antinfiammatori sugli esiti del trattamento per Covid-19". "Stiamo inoltre esaminando l’uso dell’ossigeno e le strategie di ventilazione per i pazienti. Qualsiasi intervento che riduca la necessità di ventilazione e migliori i risultati nei pazienti in condizioni critiche è importante, specialmente in contesti con poche risorse"

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Salgono a 21.645 i morti in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile nelle ultime 24 ore hanno perso la vita altre 578 persone. I casi attualmente positivi sono 105.418, con un aumento di 1.127 unità rispetto a ieri. Calano però le persone ricoverate con sintomi (368 in meno rispetto a ieri per un totale di 27.643) e quelle in terapia intensiva (-107 per un totale di 3.079). In isolamento domiciliare si trovano 74.696 persone. I guariti sono in tutto 38.092, di cui 962 nelle ultime 24 ore. I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 165.155. In tutto, sono stati eseguiti 1.117.404 tamponi.

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In tempi normali per un vaccino occorre almeno un anno mezzo, ma questi non sono tempi normali. E la scienza fa anche delle belle sorprese. Dunque se il vaccino anti-Covid arrivasse entro fine anno non sarebbe una cosa così sconvolgente. E questo anche se gli esperti in generale sono più cauti e indicano il 2021 come l’anno del vaccino". A dirlo è il direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli Irccs di Roma, Roberto Cauda, dopo gli annunci relativi al progetto italo-britannico di Irbm e Jenner Institute/Oxford University.

"In particolare, verrà accelerata al massimo la fase di produzione e distribuzione, salvaguardando il più possibile quella necessaria ad attestare sicurezza ed efficacia - prevede Cauda - tenendo conto del fatto che oggi la sperimentazione è più semplice che in passato. Il coronavirus non è un virus complesso come, ad esempio, l’Hiv, ma occorre stabilire con certezza la sicurezza e l’efficacia del candidato vaccino. Il fatto che ci siano più gruppi in corsa contro il tempo è molto positivo. Inoltre solo il vaccino potrà renderci davvero sicuri, considerata la presenza degli asintomatici".

Ora poi "c’è un altro fronte caldo: quello della ’patente di immunità’ legata ai test sierologici - continua Cauda - In alcune aree del nostro Paese c’è una percentuale di popolazione che dovrebbe già essere protetta. Per pensare alla fase 2 dovremo poter contare sui soggetti immuni, e mantenere misure di contenimento con l’aiuto di app e smartworking".

"Senza vaccino non potremmo dirci sicuri - aggiunge l’esperto - a meno che, come ipotizzano alcuni studiosi, il virus non scompaia al’improvviso". Come fece a suo tempo la Sars. "Magari per una mutazione. Ma certo è difficile. Dunque non ci resta che puntare al vaccino: se arrivasse entro il 2020 non sarebbe così sconvolgente, anche se tutti parlano del 2021. Questo virus ci ha sorpreso, ma la scienza a volte fa sorprese gradevoli", conclude Cauda.

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