KANDINSIJ, MUSICA PER I MIEI OCCHI

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Il facoltoso Wassily, oltre che celebre pittore, fu anche musicista.

Suonava il violoncello e, come pittore, fu sempre attratto dai possibili collegamenti tra le possibilità espressive della musica e quelle della pittura.

Con la musica non è possibile descrivere gli oggetti che ci circondano.

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Prendere una chitarra e, suonandola, comunicare ai vostri amici “bottiglia” o “nave” è parecchio complicato.

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Facile, invece, per un pittore disegnare una bottiglia o una nave.

Se però voglio comunicare un sentimento o uno stato d’animo, tristezza, gioia o malinconia, per il musicista le cose si fanno abbastanza semplici.

Tutti noi restiamo influenzati con relativa semplicità da una canzone cupa e triste, piuttosto che da un bel motivo allegro.

In questo caso, invece, il pittore si trova un po’ in difficoltà.

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Come dipingere uno stato d’animo?

È qui che trova spazio la ricerca di Wassily Kandinskij.

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"In generale il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima il pianoforte dalle molte corde.” scrisse Kandinskij.

Per questo molti quadri di Kandinskij sono intitolati “Improvvisazione n. 2” o “Composizione n.15”, così come si usa in musica.

Non gli interessava rappresentare bottiglie, navi o la realtà circostante, ma desiderava ispirare nello spettatore emozioni e sensazioni attraverso forme e colori.

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Liberate la mente da pregiudizi e osservate una sua “Composizione”. A voi valutare se Wassily Kandinskij ci sia riuscito.

Andrea Giuseppe Fadini

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