Kabul: l’inaspettata ripresa degli editori afghani

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La sorpresa che non ti aspetti, pensando a un paese da sempre colpito da guerre e attentati. In Afghanistan, infatti, nonostante le dittature precedenti con assenza di libertà di pensiero, l’editoria locale continua a fare passi da gigante, investendo maggiormente nella cultura come veicolo di evasione dal difficile quotidiano che imperversa nelle strade delle città afghane. Basti pensare che Kabul, capitale dell’Afghanistan, è sede di ben 22 editori e 60 librerie: un numero davvero sorprendente, che segna una rinascita culturale per un paese che cerca di risollevarsi dalla crisi. In questo senso, sono sempre di più gli autori in cerca di editori e viceversa, i quali, attraverso i libri pubblicati, veicolano la speranza parlando delle proprie esperienze di vita e delle sorti di un paese che prima sembrava destinato a morire tra le catene della dittatura talebana.

cms_10842/2v.jpgIn Afghanistan si registra un alto tasso di analfabetismo. Il 50% dei lettori è di sesso maschile, mentre le donne rappresentano solo il 25%, a dimostrazione che purtroppo quest’ultime ancora non godono di pieni diritti e libertà all’interno della società afghana. Per questo motivo, anche le tante librerie disseminate nei vari centri del paese si impegnano a diffondere il proprio messaggio di libertà e l’importanza della lettura, con un’ampia distribuzione sia cartacea che digitale. Sono, infatti, attive anche piattaforme online dove è possibile scaricare i libri degli autori locali, perché il digitale si sta diffondendo ad ampio respiro anche in Afghanistan, proponendo ai lettori una vasta scelta. Il mercato editoriale afghano è in forte crescita e continua a esportare anche libri di autori stranieri: quelli americani sono più tradotti. Questo perché, con la ritrovata libertà di pensiero dopo la dittatura talebana, cresce anche l’esigenza dei lettori del paese di conoscere altre tematiche che affliggono il mondo e altre culture, che possano diventare così un traino importante per l’Afghanistan, che punta sempre di più a essere un paese all’avanguardia come quelli occidentali. Basti pensare che prima la maggior parte dei libri veniva stampata nel vicino Pakistan, rallentando non poco la distribuzione. Allo stato attuale, invece, sono sempre di più le case editrici del paese che dispongono di centri logistici e tipografie con avanzati macchinari di stampa, in cui si producono migliaia di copie in serie per ogni libro, riducendo così anche le spese di spedizione per ogni copia.

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Questa forte crescita editoriale prosegue senza alcun aiuto dall’estero, cercando di dare valore alla cultura come mezzo di sopravvivenza in un paese che cerca ancora di trovare una propria identità culturale. L’unico neo che affligge l’Afghanistan è la pirateria: infatti, sono sempre di più i libri scaricati online violando il diritto d’autore. Anche gli editori afghani si sono schierati contro la pirateria, chiedendo una maggior tutela da parte del governo, per poter usufruire liberamente delle apposite piattaforme online.

Francesco Ambrosio

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