L’AMERICA VOLA NELLO SPAZIO CON LE ALI DELLA SPACE X DI ELON MUSK

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Ricambiando la calorosa accoglienza degi astronauti Chris Cassidy della NASA e dei Russi Ivan Vagner e Anatoli Ivanishin, con un “ Siamo orgogliosi di essere arrivati sin qui per l’America !!!”, alle 19.25 ora italiana del 31/5/2020, il 54enne DOUG HURLEY e il 50enne BOB BEHNKEN hanno stigmatizzato l’ingresso all’interno e nella compagine della 63esima spedizione della ISS ( Stazione Spaziale Internazionale che, a quota 400 km, compie l’orbita intorno alla terra 16 volte al giorno).

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Già tre ore prima, i due astronauti Americani erano arrivati a bordo della CREW DRAGON 2 prima astronave ideata progettata e costruita da una azienda privata, la SPACE X del milionario canadese Elon Musk; infatti, alle 16.16, così come predisposto in attività continua da remoto, i 12 ganci-rostri muniti di bulloni esplosivi avevano compiuto la manovra di aggancio automatico della capsula che i suoi due piloti hanno voluto chiamare ENDEAVOUR, con il nome che aveva contraddistinto l’Apollo 15 e, più di due secoli fà, era stato della nave con cui James Cook nel 1770 era approdato in Australia.

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Nelle ore di attesa prima dell’apertura del portellone per l’incontro fatidico con i tre colleghi già a bordo della ISS, i due astronauti arrivati in missione pionieristica DEMO 2 (Demonstration Mission 2) hanno potuto indossare una più disinvolta tenuta, di pantaloni beige e polo blù navy, cui non è mancato , comunque, lo stesso tono di eleganza predisposto da Elon Musk in ogni sua ideazione; così come nelle tute spaziali bianche commissionate al costumista Jose Fernandez perché riportassero profili scuri in sintonia con la stessa tinta della navicella Crew Dragon 2 che, è stato voluto, fosse apprezzabile anche esteticamente oltre chedotata di supertecnologica strumentazione innovativa di joystick su tre grandi schermi per l’eventuale necessità di intervento attraverso comandi manuali in supporto ad un deficit automatico.

D’altra parte, sempre in stile Elon Musk e marchio delle sue invenzioni, proprio a bordo dell’auto TESLA , frutto di tecnologia innovativa fra le più note ideate e prodotte da Elon Musk,era avvenuto lo stesso ingresso dei due astronauti su quella che era stata la pista di lancio da dove erano partite le missioni Apollo negli anni 60 e 70 e Shuttlenegli anni 80: la storica piattaforma 39 A della base di Cape Canaveral del Jhon F. Kennedy Space Center in Florida.

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In funzione del “LAUNCH AMERICA “, facendosi promotore di una primaria partnership, fra privato e pubblico, già sostenuta dall’ex Presidente Barak Obama; il talento ingegneristico di Elon Musk ha sviluppato i progetti NASA improntati alla nuova esplorazione spaziale con lancio di equipaggio umano in partenza dal suolo Americano, per cui ha fornito lo straordinario strumento del missile FALCON 9 che, roboante nei suoi 70 metri di altezza, slanciatosi verso il cielo con la sua folgorante scia di fuoco, alle h: 21,22 del 30 u.s. ha spinto nello spazio la navetta Crew Dragon 2 (evoluzione della Cargo Dragon già rifornitrice della ISS) con un peso di 9,5 tonnellate e un carico utile di 6, dotata di sette posti e di altrettanti finestrini; la stessa usata per il volo sperimentale con il manichino Ripley omologo di Starman già mandato a spasso nel cosmo su quello che era un prototipo di auto elettrica, appunto la mitica TESLA.

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Così, in un clima pionieristico che ha riportato indietro agli anni sessanta; ha potuto avere inizio la prima missione spaziale commerciale umana DEMO 2 (Demonstration Mission 2) di SPACE X che, in vista del conseguimento della certificazione NASA per i voli con equipaggio verso la ISS, segna il preludio al business della Space Economy nella prospettiva dei voli spaziali commerciali che ci permetteranno di viaggiare come turisti, in visita non solo al nostro satellite Lunare ma anche al pianeta Marte.

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Per quella che, comunque, va computata come 63esima spedizione sulla ISS, la differenza per l’America l’ha fatta proprio il geniale imprenditore Elon Musk con la sua azienda costituita nel 2002, appunto la SPACE X , leader nella progettazione e produzione di capsule e astronavi oltre ai vettori di lancio di propria costruzione con ulteriore capacità di recuperarne e riutilizzarne parte delle componenti .

Ne fa testo ciò che è già avvenuto dopo 2 minuti e trenta secondi dal lancio del FALCON 9; quando, in seguito alla separazione dei due stadi del vettore , con l’accensione dei retrorazzi lo stadio si è predisposto al previsto recupero riatterrando sulla nave drone “Of course i still love you” al largo di Cape Canaveral.

Quindi, la SPACE X ha dato una eccezionale dimostrazione di avanguardia innovativa fin qui ritenuta quasi fantascientifica , pionieristica per una azienda privata che, oltre ad un punto fatidico di svolta per la nostra era postmoderna, assume il significato di una missione storica proprio per la sua America alla quale è riuscita a fornire "le ali" che, per volare nello spazio, da nove anni erano mancate; ciò che aveva causato la dipendenza dalle navette russe Soyuz per mandare gli astronauti americani nelle missioni verso la stazione orbitale; come sottolineato da Anne Fisher e Roberto Vettori, in uno, dallo speciale “FROM HOME TO SPACE” della missione diplomatica degli Stati Uniti e dell’Agenzia Spaziale Italiana. Infatti, nel2011, il ritiro dello Shuttle aveva segnato la conclusione della epopea trentennale di questo vettore troppo in anticipo nello scenario delle esplorazioni spaziali; con prestazioni che precorrevano i tempi nel potere portare in orbita 7 astronauti e 20 tonnellate di carico utile; soprattutto, rivelatosi molto costoso in termini finanziari e di ben 14 perdite umane, per la esposizione degli astronauti a troppe variabili, così nella tragedia dell’implosione dello Challenger durante il lancio, come nell’esplosione della Columbia a causa del fortissimo calore causato dall’attrito con l’atmosfera nel momento del tuffo verso la Terra.

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Intanto, mentre al di là del tunnel pressurizzato, in corrispondenza del modulo Harmony per il collegamento con la ISS, la CREW DRAGON 2 attende la fine della missione per ricondurre sulla Terra i due astronauti , con la prevista caduta controllata di 12 minuti e frenata da paracadute con ammaraggio nell’oceano; Elon Musk sta già approntando la prima missione Starliner in cooperazione con la NASA che ha già selezionato gli astronauti Victor Glover Mike Hopkins Josh Cassada e Sunita Williams una veterana che è stata al comando della ISS con il record di essere la donna con più ore di permanenza in orbita e sette passeggiate compiute nello spazio.

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All’orgoglio Americano non può che unirsi il compiacimento del mondo intero che, auspicandosi di superare del tutto il tragico periodo della pandemia, si apre alla rinnovata speranza in un futuro migliore.

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Con l’auspicio che sia all’insegna di un progresso la cui spinta a scalare le vette dell’alto dei cieli, soprattutto, tenda a riconquistare quella parte più sacra che fu immessa nella Umanità e si rivela nella genialità visionaria di uomini eccezionali che, sia pure attraverso inevitabili marosi, traghettano la nostra esistenza oltre quei limiti che si superano con intelletto e coraggio, matrici poste alla base di tutte le conquiste scientifiche applicate alla sperimentazione di tecnologia sempre più avanzata .

Nonostante questi nostri tempi difficili, un formidabile esempio ci viene proprio da Elon Musk che, proiettato nella sua visione alla continua ricerca di nuovi orizzonti, sta consegnando la sua impresa ad una delle pagine più esaltanti della Storia.

Rosa Cavallo

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