L’ANGOLO DEL PARLATORE (quinta parte)

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cms_19118/0.jpgSulla facciata del Tempio di Apollo, a Delfi, campeggiava la scritta “CONOSCI TE STESSO”.

L’espressione è stata interpretata come avvertimento a considerare i propri limiti (per non suscitare l’ira degli dèi) ma anche come sprone alla conoscenza di sé, (attraverso l’introspezione, la retrospezione, l’analisi del comportamento, dei sentimenti, dei desideri...).

Ciascuno di noi è, nel proprio piccolo, un campione dell’infinito e variegato tessuto dell’Umanità. La conoscenza di sé aiuta a sviluppare i propri talenti, ad equilibrare i giudizi, a orientarsi nelle scelte fondamentali della vita, a migliorare i rapporti con gli altri. Espressioni come “ciascun dal proprio cuor l’altrui misura” e “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te” sono preziose “cartine di tornasole” che inducono a rivedere atteggiamenti e azioni in funzione di un’umanità comprensiva e costruttiva.

“Chi te lo fa fare” si dice a una persona che, a nostro giudizio, si complica “inutilmente” la vita. Chi te lo fa fare a vedere un film horror se ti scombussola il sistema nervoso e non ci dormi la notte? Quel “Chi” può essere però anche un ideale religioso, sociale, culturale, umanitario. In tal caso risponde al bisogno indefinibile, tra immanenza e trascendenza, di dare o ricercare un senso più profondo e soddisfacente alla propria esistenza.

È qui che entra in formula un altro parametro non contemplato nell’equazione commentata (Tempo = Denaro = Vita). Sappiamo “Chi ce lo fa fare”, per esempio, a “Medici senza frontiere”, agli Operatori della “Croce Rossa”, alla “Caritas”, a ciascun componente delle tante Associazioni filantropiche e di Volontariato laico e/o confessionale che s’impegnano gratuitamente (o quasi), un po’ ovunque, al servizio del prossimo? Lo vogliamo chiedere anche agli scienziati, ai ricercatori, ai filosofi, ai poeti, agli artisti? Quando c’è una forte motivazione ideale, il denaro passa in secondo piano, se non al piano terra (= al minimo della sussistenza).

Si potrebbe obiettare che l’Equazione è ancora valida così com’è, in quanto al posto del denaro c’è comunque una ricompensa di gran valore, immediata o sperata, come la fama, la considerazione sociale, il Paradiso…

Pur non potendo escluderla, non ci sentiamo di sposare interamente questa tesi, perché il bisogno di dedicare una parte o tutta la propria vita a una causa ideale, per la stragrande maggioranza dei volontari,

degli scienziati, degli artisti, degli studiosi, dei religiosi e di tanta "gente comune" ha una motivazione molto profonda e non è inquinata da “mercimoni” di sorta. Esempi: Mohandas Gandhi, Albert Schweitzer, Francesco d’Assisi, Giovanni Bosco, Luigi Guanella, Luigi Orione, Teresa di Calcutta, Giuseppe Mazzini, Massimiliano Kolbe, Giorgio Perlasca, Oscar Romero, Henri Grouès (l’ Abbé Pierre), tanto per citare alcune delle personalità più conosciute, ma sappiamo che la stragrande maggioranza è poco nota, perché adotta di norma uno stile a più alto rendimento spirituale: "la destra non sappia quello che faccia la sinistra".

In genere, il "Grande pubblico" si appassiona a fatti e misfatti di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport - cosa in sé leggera - e ignora o quasi, non solo i nomi dei grandi Benefattori ma l’opera, le intuizioni, le "febbri" di ricercatori, scopritori, medici, e scienziati ai quali si deve massimamente il benessere e il progresso dell’Umanità.

“Chi sono io? Qual è il senso della mia vita?” sono le eterne domande alle quali ciascuno cerca (o dovrebbe cercare) di dare una risposta. Quando, tra una stiracchiata e un caffè, ci si prepara per andare al lavoro, se uno si frega le mani e dice in cuor suo: “Ch’è bello, non vedo l’ora di incominciare”, significa che l’attività che svolge è in concordanza di fase con il proprio spirito; il suo impegno è gratificante di per sé. Se, al contrario, gli sembra di recarsi al patibolo, farebbe bene a cercar scampo in un’altra occupazione con tutte le proprie energie. È però umanamente da comprendere il suo mugugno; fa di necessità virtù.

- In covile o cuna, è funesto a chi nasce il dì natale - concludeva Leopardi nel “Canto notturno di un pastore errante nell’Asia”[1].

- Chi per la Patria muor vissuto è assai - cantavano i Fratelli Bandiera mentre venivano condotti davanti al plotone di esecuzione, con altri patrioti, dal carcere di Cosenza al Vallone di Rovito, nel 1844.

- Tu dell’inutil vita / estremo, unico fior - recita “Pianto antico” di Carducci[2].

- La Vita è bella - è il titolo del pluripremiato film di Benigni, uscito nel 1997.

- Nipote mio, ti ringrazio, non te la prendere, ti sono riconoscente per essere venuto a festeggiarmi (per il compleanno), ma non è consigliabile augurare a una persona anziana e malata "cento di questi giorni", se le vuoi davvero bene.

A queste, si potrebbero aggiungere uno sterminato numero di considerazioni sulla Vita, tutte permeate di scetticismo o di ottimismo e relativamente valide. Esse dipendono dagli “strumenti”, dai momenti esistenziali e dai “sensori” di cui dispone l’osservatore: personali esperienze, convinzioni filosofiche, teologiche, condizionamenti psico-fisici, ecc.

Per puro diletto, ci arruoliamo anche noi tra i legionari dei “consideratori” e diciamo la nostra sull’argomento. In primis, prendiamo atto che i condizionamenti parentali e ambientali sono inevitabili per tutti i viventi. La nostra equazione non tiene conto del corredo genetico, dell’inquinamento fisico-chimico (acustico, termico, elettromagnetico, delle polveri, dei pesticidi, ecc.) né di quello morale. Essa non dice nulla della sicurezza, dell’accesso all’istruzione e alle cure mediche. Quanti “condizionatori” precedono e accompagnano la vita di ciascuno? In quanti Paesi l’Uguaglianza è una chimera, la Fraternità un sogno e la povertà il denominatore comune alla stragrande maggioranza della popolazione? Che senso ha quella equazione nei Paesi del Quarto mondo: il Malawi, il Togo, la Sierra Leone… noti soprattutto per le epidemie di Ebola? È comprensibile per gli Stati e per le varie etnie[3] coinvolte nelle numerose guerre africane? E per i Bambini-soldato? E per le bambine africane stuprate e arruolate anch’esse dalle fazioni in conflitto?

Nei Paesi ricchi, il denaro, invenzione degli uomini, da semplice strumento adottato per facilitare la vita può diventare il fine della vita stessa. Sono scelte individuali e non vogliamo entrarci. La sete di denaro può tuttavia portare non solo all’amoralità, al crollo di Fedi e Virtù, ma anche alla sfiducia verso la Giustizia e la Politica, dove siano incapaci di debellare la corruzione. E questo inquieta e spiace. “È solo questione di prezzo, tutto si ottiene col denaro” dicono i corruttori. Quanto capillarmente sia diffuso da noi questo modo di operare lo dicono ben quattro storiche (e prospere) formazioni di associazioni a delinquere (mafia, camorra, sacra corona unita e ndrangheta), nonché il mai debellato fenomeno delle tangenti.

Le teorie economiche sostengono che non ci sono limiti ai bisogni (materiali). Grandi investitori studiano come stimolarli e soddisfarli, incuranti dei danni collaterali ambientali e morali. Non è compito loro tenere in conto i bisogni spirituali. Si salvi chi può.

Per la legge dei numeri, possiamo tranquillamente trascurare il fenomeno vita individuale e considerare quella delle grandi “masse”. Dove va l’Umanità? Compiuto un certo ciclo evolutivo basato sul saccheggio delle risorse planetarie, sul consumismo, sul menefreghismo (nei riguardi dell’ambiente e del prossimo), sulla conflittualità e sull’egoismo, si estinguerà lasciando il posto a specie più adatte alle mutate condizioni ambientali? O si porrà obiettivi più ambiziosi e salvifici per espandersi nell’Universo?

Sono ottimista e sognatore. È meraviglioso immaginare gli uomini finalmente uniti e in pace, sciamare nello Spazio ebbri di Conoscenza.

(continua)


[1] Composto nel 1839/1830.

[2] Val di Castello 1835- Bologna 1907.

[3] Hutu, e Tutsi

L’angolo del parlatore:

Quarta Parte

https://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99ANGOLO_DEL_PARLATORE_-_(quarta_parte)_19072.html#.X2bfAmgzaR8

Terza parte

https://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99angolo_del_parlatore_(terza_parte)_19017.html#.X2FuWWgzaR8

Seconda parte

https://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99angolo_del_parlatore_-_2%5E_parte_18958.html#.X1xG3WgzaR8

Prima parte

https://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99angolo_del_parlatore_-_1%5E_parte_18872.html#.X1xHQmgzaR8

Antonio Villa

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