L’ASIA E I NUMERI

Utilizzano delle regioni cerebrali diverse

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Sarà forse per il gran numero di logogrammi che gli studenti asiatici devono imparare a memoria, viaggiamo sull’ordine di 4.700, che in matematica sono i più forti al mondo? Senza parlare dei significati di tutte le combinazioni. Certo che a cospetto, imparare le tabelline è un gioco da ragazzi. Lo sforzo a cui sono sottoposti per le loro particolarità linguistiche, li portano a sviluppare notevolmente alcune proprietà che li agevolano in campo matematico e, più genericamente, con i numeri.

cms_964/images.jpgDal 1995 la IEA, International Association for the Evaluation Archievement, ogni 4 anni fa il punto della situazione sulle competenze matematiche e scientifiche delle scuole primarie e secondarie di tutto il mondo attraverso il rapporto “Trends in International Mathematics and Science Study (TIMSS) e proprio l’ultimo rapporto li conferma in vetta alla classifica. Tutto ciò è volto ad analizzare i metodi didattici in funzione ai risultati ottenuti, allo scopo di proporre soluzioni che migliorino l’insegnamento di queste specifiche materie. In Italia i dati vengono raccolti dall’istituto Invalsi, che collabora con il TIMSS. In questa analisi mondiale, i ragazzi italiani riescono a stare entro i limiti accettabili, posizionandosi al ventunesimo posto.

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Parliamo di test somministrati alle quarte elementari ed alle terze medie. La classifica è saldamente detenuta dai Paesi asiatici per i primi 5 posti, Corea del Sud, Singapore, Taiwan, Hong Kong e Giappone, a cui seguono Russia e Israele e, ad adeguata distanza, Finlandia, Stati Uniti e Inghilterra (per il Galles). Tra gli stati esaminati si trova sempre una parte di studenti di un livello nettamente superiore che, normalmente, è rappresentata da una percentuale pari a circa il 15%, mentre per i paesi in testa alla classifica la percentuale sale al 40%. La differenza di questa superiorità, nell’apprendimento di queste materie, sembrerebbe da ricercare proprio nella tipologia di lingua studiata, infatti le lingue sinofone richiedono la memorizzazione di numerosissimi segni grafici.

cms_964/29262641_parkinson-scoperta-la-proteina-che-ci-salver-0.jpgE’ stato scientificamente appurato che per parlare e scrivere, i cinesi o i giapponesi utilizzano delle regioni cerebrali diverse da quelle utilizzate da individui di lingua alfabetica. Inoltre, c’è da dire che le componenti che concorrono alla formazione del pensiero matematico coinvolgono alcune regioni cerebrali appartenenti sia all’emisfero destro che a quello sinistro, senza tralasciare l’importante ruolo del lobo parietale. Infatti, i bambini affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) come la discalculia, presentano delle lievi alterazioni proprio di quest’ultima regione. Sembra fondato che vi sia una certa connessione tra fisiologia del nostro cervello e le nostre abilità matematiche, anche se tutti concordano che vi sia anche una forte dipendenza dagli stimoli ambientali in cui i ragazzi vivono. E dal quadro generale emerge che, contrariamente alla convinzione diffusa, non vi siano differenze di genere nelle capacità in queste materie.

Gigi Peluso

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