L’ATTENTATO DI NIZZA E IL PARADOSSO DELLA TOLLERANZA

L’UE sostiene il dialogo

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L’indicibile attacco di ieri alla cattedrale di Nizza, che ha presentato un bilancio di due morti per sgozzamento e decapitazione, oltre a un ferito grave, è l’emblema dell’ennesimo attacco al sistema democratico occidentale, di cui la Francia è culla di quei principi libertari in esso contenuti. L’autore dell’attentato di matrice jhiiadista è ancora una volta giovanissimo; Brahim Aossaoui è un ragazzo di 21 anni di origine magrebina, sbarcato a settembre a Lampedusae arrivato a Bari il 9 ottobre, dopo aver trascorso il previsto periodo di quarantena sull’isola. Una volta ricevuto il foglio di via dalle autorità italiane, il ragazzo sarebbe scampato ai controlli, riuscendo a raggiungere clandestinamente la Francia, senza figurare tra i sospettati di collusione con organizzazioni terroristiche, né essendo schedato dalle associazioni che si occupano di migranti, né tantomeno avendo presentato alcuna richiesta di asilo. “La Francia è sotto attacco" ha detto Emmanuel Macron, “noi non rinunceremo ai nostri valori, in particolare alla libertà di credere e di non credere”, ha dichiarato il presidente francese condannando l’attacco terroristico islamista e invitando il paese alla coesione e a non cedere ad uno “spirito divisivo”.

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Al perseguimento dell’unione e del dialogo si appellano anche i leader dei paesi membri dell’UE, in una congiunta dei 27 in riferimento all’attacco di Nizza. “Siamo uniti e fermi nella nostra solidarietà con la Francia, il popolo francese e il governo nella nostra lotta comune e continua contro il terrorismo e l’estremismo violento”, si legge dalla nota. “Chiediamo ai leader mondiali di lavorare per il dialogo e la comprensione tra comunità e religioni piuttosto che per la divisione”, conclude. La situazione critica che da un mese a questa parte ha visto la Francia bersaglio di 3 attacchi di matrice terroristica, il primo a inizio settembre in prossimità della vecchia sede di Charlie Hebdo, succeduto dall’omicidio del professor Samuel Paty presso una scuola media nelle banlieues parigine, e ora Nizza, designa un quadro molto preoccupante di non ingerenza del medio oriente più integralista nei confronti dell’utilizzo della satira come strumento di libera manifestazione del pensiero. L’attentato si presenta anche all’indomani della presa di posizione di Teheran e Istanbul nei confronti del governo di Macron, per gli attriti scaturiti dai provvedimenti assunti dall’esecutivo francese in contrasto alla militanza islamista, mirati all’obiettivo di promuovere la diffusione di un Islam “compatibile con i valori della Repubblica”. È infatti l’esigenza per un difficile compromesso quella che ci si presenta davanti, ma pur sempre necessario per evitare di inciampare nel cosiddetto paradosso della tolleranza di Popper.

Federica Scippa

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