L’ETERNA LOTTA

CICCIOTTELLO MASCHIO (LUI SI IN SOVRAPPESO!) VS CICCIOTTELLO FEMMINA!

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“Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”…cosi scriveva un simpatico (si fa per dire!) titolista del Resto del Carlino dopo la bellissima prestazione alle Olimpiadi DI Rio 2016 delle nostre arciere, che loro malgrado, sono salite alla ribalta mediatica non per le emozioni che ci hanno regalato facendoci sperare sino all’ultimo di poter arrivare ad agguantare un bronzo olimpico storico per l’Italia, ma per il loro aspetto fisico come se le nostre brave e giovani atlete: Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari, fossero arrivate in Brasile non per tirare frecce, possibilmente centrando il bersaglio, ma per sfilare meglio della top Giselle Bundchen che ha inaugurato le Olimpiadi sfilando come solo lei sa fare.

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Dopo le furiose polemiche montate sui social con l’hashtag je suis cicciottello manifestando piena solidarietà alle atlete e il forte dibattito pubblico sull’inadeguatezza di quel titolo, il Direttore, ha cercato di correre ai ripari, pubblicando una nota di scuse sul suo giornale diretta ai suoi lettori, badate bene, e non certo alle nostre atlete! Una nota di scuse che si è rivelata più inappropriata dell’infelice titolo: “volevamo essere affettuosi nei confronti di atlete che combattevano per una medaglia, che sono bravissime, ma anomale, nel senso di fisicamente diverse dell’immagine dell’atleta che molti di noi possono avere. Voleva essere un modo per avvicinarle a noi. Scusandosi, ma sottolineando che l’avrebbe detto anche se fossero stati uomini.” Parole che, caro il mio ex direttore, sono sbagliate concettualmente, perché per molti sport, come il tiro con l’arco, non bisogna avere un fisico atletico o asciutto, anzi per alcune discipline potrebbe essere addirittura controproducente vedi il sollevamento pesi, il lancio del giavellotto etc…conoscere prima di scrivere non è forse un caposaldo del giornalismo? ma per mio sommo piacere, dopo ventiquattro ore di attacchi continui, sia sul web che sui giornali, l’editore del giornale, non ha potuto far altro che licenziare il direttore Giuseppe Tassi. E’ stato un titolo di cattivo gusto che niente aveva di sportivo, a dir poco irriguardoso, irriguardoso verso delle atlete che con mille sacrifici si dedicano ad uno sport cosiddetto “minore” senza alcuna visibilità, se non appunto alle Olimpiadi, irriguardoso contro le donne che come al solito vengono giudicate unicamente per il loro aspetto fisico e non per le loro doti nel caso specifico sportive. E come facilmente prevedevo, l’Ordine dei Giornalisti, rappresentato dal Segretario Nazionale: Paolo Pirovano hanno difeso a spada tratta il collega, dichiarandosi sconcertati nel saper che cicciottella fossa un’offesa gravissima! O chi ha dichiarato che l’aggettivo cicciottella sia un simpatico vezzeggiativo…simpatico un corno cari signori! Sposo completamente le parole che la madre di una delle atlete che intervistata dal Tg quattro: “le atlete hanno lavorato tantissimo per arrivare alle Olimpiadi e cosa viene fuori?...che sono cicciottelle!” Io consiglio vivamente a tutti di andare a rileggere l’articolo incriminato e scoprirete, con grande sconcerto, che di sportivo aveva ben poco, scoprirete che non era solamente il titolo volgare e fuori da ogni contesto, ma anche l’intero l’articolo. E poi cari uomini, si può essere oversize e ottenere ugualmente successi sportivi come ci ha ben dimostrato Teresa Almeida, portiere della squadra di pallamano dell’Angola che ha vincendo le prime due partite dei gironi eliminatori grazie anche al suo fisico possente. I social, che in questo caso, hanno fatto quadrato intorno alle atlete rimarcando che siamo alle solite è ora di dire basta a chi commenta delle atlete o delle donne in generale, in base alle loro misure e non in base ai loro sforzi e ai loro talenti non sono stati altrettanto teneri con l’atleta messicana di ginnastica artistica Alexa Moreno.

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L’hanno definita, nel migliore dei casi, grassa e che doveva mettersi a dieta prima di Rio 2016, un’atleta che ne aveva mangiato un’altra, addirittura c’è chi l’ha paragonata a Peppa Pig cioè a un maialino, ma fortunatamente c’è anche chi, l’ha definita bellissima, possente, elegante, io posso solo aggiungere che di sicuro, chi l’ha insultata, non riesce nemmeno a toccarsi con le mani le punte delle dita dei piedi!

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E poi c’è stato lui: il mitico Robel KirosHabte, nuotatore etiope, lui si davvero fuori forma, andato subito in affanno nelle batterie dei cento metri stile libero arrivando quattordici secondi dal primo classificato (un’enormità nel nuoto), cinquantanovesimo su cinquantanove partecipanti, eppure a lui è stata riservata una blanda e simpatica ironia e non gli insulti e i commenti crudeli come quelli dedicati alla ginnasta messicana, al contrario è diventato un idolo dei social, a pensar male e “femminista” verrebbe da dire che cicciottello maschio è meglio che cicciottello femmina?

La domanda, guardando queste Olimpiadi, mi è sorta spontanea: ma siamo a Rio 2016 o alle selezioni per i nuovi angeli di Victoria’s Secret? Siamo qui per parlare di sport o di body shape?. Perché è tanto facile puntare l’indice sul mondo della moda come l’unico responsabile sull’ossessione imperante per l’immagine del proprio corpo, ma se è vero che la moda è l’essenza dell’effimero e del puro divertimento di trasformare la propria immagine, è altrettanto vero che anche i cosiddetti giornalisti che si occupano, a loro dire, di cose serie scivolano sulla buccia di banana di etichettare e giudicare le donne solo dalle loro forme. Non è solo la moda che deve cambiare, ma tutto il nostro modo di pensare alle donne, di pensare a loro come a dei bei ninnoli che devono aderire necessariamente a determinati canoni estetici altrimenti si è out, fuori dalla società. Il cicciottello maschio è simpatico, la cicciottella femmina è inaccettabile...e questo non lo scrive una fashion addicted come me, ma tanti seri giornalisti che scrivono su altrettanti seri giornali…si fa per dire!

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Vi lascio con l’ultimo trend alert, che spopola tra tutte le it girl, per l’estate ormai alle battute finali, ma si sa una vera fashion victim è fashion sino alla fine: la camicia hawaiana, ebbene si, avete letto bene, non ne avete ancora una?...correte ai ripari, la camicia resa famosa da Tom Selleck nel telefilm Magnum p.i., è più trendy che mai, se acquistata in una taglia XL diventa subito un perfetto copricostume, oppure acquistatela della vostra taglia e indossatela sopra un jeans modello flare. E se nelle vostre belle testoline vi state già chiedendo: ma la indosserò massimo un paio di volte, vi state sbagliando di grosso, perché la collezione autunno-inverno di Prada l’ha resa un must have, certamente solo per vere intenditrici della moda e dei suoi tormentoni, ma un capo da indossare perfettamente anche d’inverno.

T. Velvet

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