L’ETERNA QUESTIONE MIGRANTI

L’Italia presa d’assalto, con tanti sindaci lasciati soli

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Ogni volta che ci apprestiamo a commentare il tema migranti rischiamo di cadere nella pura banalità o di avvallare determinate ideologie politiche. Aldilà di tutto questo, il problema è reale e persistente. Per questo occorre riflettere attentamente sulla drammaticità dei fatti che continuano ad accadere. In questo tempo di pandemia che continua a seminare morti e contagi, lo stesso concetto di accoglienza rischia di perdere la sua essenza. Un’estate difficile che vede diminuire qualsiasi forma di libertà e mette a dura prova la pazienza di ogni cittadino. Sicuramente una delle isole più colpite dagli sbarchi in questo periodo è Lampedusa. Da svariati giorni affronta tale emergenza che sembra non cessare. Com’è ben chiaro a tutti, l’hotspot non è più in grado di accogliere nessuno; infatti i migranti presenti sono oltre mille, ben dieci volte la capienza massima prevista.

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Lo stesso Totò Martello, sindaco dell’isola siciliana, chiarisce in maniera ineccepibile la sua posizione: “È una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo stato di emergenza per Lampedusa lo farò io”.

La problematica concreta sta nel lasciare troppa responsabilità ai sindaci, che al tempo stesso si sentono isolati e abbandonati dallo stato centrale. “Bene che Matteo Salvini sia a Lampedusa", ha detto Martello intervenendo a Radio Capital. Dal canto suo, il leader della Lega si fa vedere a Lampedusa postando sui vari Socialnetwork una sua diretta dove esprime il suo dissenso verso il sindaco affermando: “Se dichiara lo stato di emergenza ora sono solo lacrime di coccodrillo”. Indubbiamente c’è chi sostiene che durante e dopo il lockdown siano avvenute continue discriminazioni, che hanno minato le basi di ogni forma di convivenza civile. A parlare è il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury, che con una nota ufficiale esplica la sua posizione: “In Italia, come in altri paesi europei, le misure per il contenimento del virus hanno avuto un forte impatto sui diritti delle persone”.

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Non c’è dubbio che le ONG patteggino per favorire un numero sostanzioso di sbarchi, ma a fronte di qualsiasi pregiudizio il tutto va visto anche dal punto di vista della situazione libica. A tal riguardo bisogna considerare alcuni aspetti inequivocabili; infatti, nessuna autorità internazionale riconosce la Libia come porto sicuro, mentre Italia ed Europa continuano a elargire alle autorità libiche fondi ed equipaggiamenti. Senza dimenticare che la UE è ha creato un fondo di 455.000.000 per l’acquisto e la spedizione a Tripoli di 6 gommoni veloci da nove metri. Il bandolo della matassa della questione migranti, comunque, è la situazione dei centri di accoglienza libici, che sono del tutto inconsistenti per garantire la dignità di ogni individuo. Pertanto, tra una rinegoziazione e l’altra, si continua a tergiversare sulla reale entità del problema, dimenticandosi della continua e devastante ondata crescete del covid-19. Il dualismo tra accoglienza e negazione affligge l’umanità da secoli. Ciò nonostante riuscire a dare una risposta definitiva a questo eterno enigma non è cosa semplice. La speranza che si deve annidare nelle nostre menti, è quella di vedere un’umanità libera da qualsiasi cruccio politico e da qualsiasi forma di odio.

Giuseppe Capano

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