L’INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE TRUMP TRA CONTESTAZIONI VIOLENTE E SOSTENITORI APPASSIONATI

L’AMERICA COMUNQUE RESISTE E VINCE LA DEMOCRAZIA.

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Un Discorso potente e memorabile quello che Trump ha rivolto al popolo americano, ricco di saggezza e di grandi promesse di sviluppo, con particolare riguardo alle classi medie che, dalla povertà, intende riportare alla dignità di un lavoro sicuro.

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“Il tempo delle parole è finito; è tempo di agire; faremo di nuovo grande questo Paese. L’establishment ha pensato a sè, ma ora siete voi che dovete riprendere il potere; faremo un Paese nuovamente grande, solidale, sicuro, equo. Contro la burocrazia di Washington un nuovo grande progetto guiderà il nostro Paese; da ora in poi sarà solo l’America prima di tutto…”. Queste e tante altre simili le parole fiduciose con cui Trump, “consegnandogli il governo e affidandogliene il controllo” si è rivolto al Popolo, quel Popolo che i governanti hanno trascurato e in nome del quale hanno agito, ma senza il loro consenso.

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Nonostante le folle abbiano acclamato Trump, confortate e riscaldate dalla fiducia che egli ha saputo infondere per un nuovo cambio di marcia, l’Europa non ha esultato affatto; soprattutto la Germania che, delusa dalle critiche di Trump, sicuramente rimpiange Obama e la sua politica anti-Putin. Non c’è dubbio che la Merkel sia rimasta delusa e con lei anche tutta quella parte d’Europa che da anni difende a ‘spada tratta’ una politica di aggressione nei paesi del medio oriente, frutto di un accordo segreto tra i vecchi repubblicani di Bush e le false colombe dei democratici che di democratico hanno mostrato ben poco, in tutti questi anni dominati dalla guerra sanguinosa in medio Oriente di cui la Siria ha rappresentato l’emblema del martirio per eccellenza. L’Europa, in modo del tutto insano ed inconcepibile alla ragione e al buon senso, ha condiviso tutto senza mai opporsi; abituatasi a questo stile di politica che l’ha intrappolata nella morsa della povertà per quelle scellerate iniziative di Obama di colpire la Russia con sanzioni ad oltranza che null’altro facevano se non colpire a morte se stessa stessa.

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Tutto questo riecheggia nelle parole di Trump: “L’Unione Europea è ‘tedesca’ e non durerà; la Brexit è stata positiva; la NATO è ‘obsoleta’; la Merkel ha commesso un errore ‘catastrofico’ chiamando milioni di immigrati a inondare il suo paese”. Essendo più o meno queste le parole che hanno indignato la Merkel.

Ma, intanto, Trump non ha tradito il suo impegno verso tutto il popolo americano al quale ha rivolto parole che hanno sfiorato la commozione e la poeticità quando, con mente lucida e cuore aperto, ha affermato che nessun americano verrà lasciato solo; senza distinzione di colore.

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Pertanto, se pure è vero che, mentre le auto di Obama con consorte e di Trump con first Lady sfilavano verso Capital Hill per il giuramento, in altre strade di Washington i black block organizzati e orchestrati dagli oppositori di Trump sfidavano la polizia e in lugubre corteo, vestiti di nero, come è loro abitudine si lanciavano minacciosi gridando slogans anti Trump; tuttavia, a dire dello speaker, l’America salutava il nuovo Presidente perché, nonostante l’ardua battaglia elettorale, alla fine la democrazia vince su tutto e il popolo dimentica le contestazioni e, accettando democraticamente la volontà dell’elettorato vincitore, non può non orientarsi verso ciò su cui ha fatto leva lo stesso discorso di Trump; ossia, quel sentimento di unità raggiunto con i sacrifici di una rivoluzione interna per la quale tantissimi eroi hanno testimoniato con la loro vita.

Rosa Cavallo

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