L’ “International Web Post” tra storia e futuro

Il successo di un giornale dal Dna Internazionale

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cms_4528/foto_Miani.jpg14 Settembre 2013, si affaccia per la prima volta sul panorama editoriale l’ “International Web Post”, un giornale che, per definizione, si propone di rompere gli schemi e che mira a essere orgogliosamente e autorevolmente popolare e soprattutto alternativo rispetto all’informazione “paludata” delle grandi testate Nazionali e Internazionali.

A distanza di appena quattro anni, usciti dalla fase pionieristica per entrare in quella del consolidamento della propria credibilità e prestigio, “innovazione” è ancora la filosofia guida dell’International Web Post, che, nonostante la sua giovane età e un restyling grafico e editoriale, è in continua evoluzione, ponendosi, sin dagli esordi, con garbo, educazione e professionalità, quale punto di riferimento per tanti lettori, come confermano anche i dati diffusionali che nel primo semestre del 2017 gli riconoscono un consolidamento in una sempre più ampia platea Internazionale.

Una testata che spesso ha trattato, con largo anticipo, temi che poi sarebbero divenuti dominanti, allargando lo sguardo sul più vasto contesto economico e sociale in una visione mai gretta o semplicemente corporativa. Abbiamo assolto un’insostituibile funzione informativa , rappresentando il tramite costante per un dialogo con i lettori, creando identità e appartenenza, evolvendo, crescendo con cambiamenti - anche profondi - che hanno investito e interessato il management e di cui è stato, al tempo stesso, specchio e cronista, in una logica di coerenza con l’organizzazione di cui è sempre stato espressione, non solo mero portavoce.

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La collaborazione dei numerosi redattori, più giovani e meno giovani è, da sempre gratuita, costituisce il nostro “fiore all’occhiello”, poiché si partecipa solo per amore dello scrivere e si evitano, allo stesso tempo, pubblicità invadenti e mal sopportate dai lettori.

Sarebbero tante le curiosità da riferire, come il fatto che i vari autori degli articoli prevalentemente non si conoscono personalmente tra loro e hanno con l’editore e/o il direttore contatti “virtuali”, ma l’intesa interpersonale è perfetta, come la scelta degli articoli che comprendono numerosi argomenti: dalla cronaca internazionale, alla politica, all’economia, all’arte, all’attualità, ai libri, alla filatelia, allo spettacolo, agli eventi, allo sport.

Altra curiosità è stata quella che la nostra testata on line è stata scoperta da tante persone che in qualche modo avevano avuto e hanno rapporti con i social.

In questi ultimi anni è cambiato radicalmente il modo di fare informazione ma noi dell’International Web Post siamo stati al passo con i tempi. Siamo on line in modo vivace e originale. Sul web l’immediatezza, la velocità, i video. Con l’approfondimento, l’analisi, l’inchiesta. I giornalisti hanno cambiato radicalmente il modo di lavorare, sostituendo il taccuino e la penna con il cellulare e il tablet. Il giornalismo è diventato multimediale. C’è ancora molta strada da fare ma io credo che L’International Web Post abbia affrontato e vinto la Sua sfida nell’era del cambiamento editoriale, sviluppando l’integrazione fra notizia e digitale e consolidando la sua indiscussa leadership. In questi anni diverse testate hanno provato a insidiarne il primato ma sono state costrette a chiudere i battenti. Sono spuntati come funghi molti siti di informazione ma quello della nostra testata rimane garanzia di serietà, credibilità e autorevolezza.

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E’ un risultato per noi assolutamente lusinghiero e motivante e siamo convinti che, la nostra formula editoriale, correlata da un maggiore uso delle fotografie e un’impaginazione più agevole e leggera, con meno articoli lunghi e più notizie, proprio per arricchire gli spunti di lettura e che mischia il racconto dei grandi fatti internazionali, alle inchieste, all’approfondimento, alle vicende nazionali, nonostante il nostro sforzo imponente, ci sta dando enormi riscontri di pubblico, possa riservarci ulteriori fattori di crescita anche per il futuro.

Penso che in questi anni l’”International Web Post” abbia sempre raccontato i fatti con onestà e lealtà, prendendo posizione quando era il caso ma dando voce a tutti. E a chi ci accusa di essere stati faziosi mi piace rispondere con le parole di Gaetano Salvemini: «Noi giornalisti non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti, cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, ma la probità è un dovere». Il dovere di essere in buona fede, di essere persone perbene, di essere corretti, di non travisare i fatti. Questo è stato fatto sull’ “International web Post”. Abbiamo commesso degli errori, certamente. Me ne assumo l’intera responsabilità e chiedo scusa ai lettori. A volte si è trattato di errori dovuti alla distrazione, alla fretta. Altre volte, molto meno spesso se mi è consentito dirlo, sono stati errori di gusto, più gravi e ai miei occhi quasi imperdonabili. Il 14 settembre del 2013, all’atto della nascita di questo nuovo strumento d’informazione e quindi della mia guida, promettevo di fare un giornale che fosse interprete dei bisogni reali di tutti i nostri potenziali lettori, che ne indovinasse i sentimenti, che ne cogliesse gli umori. Tocca a voi miei cari amici lettori dire se ho mantenuto fede agli impegni. Non sono mai stato molto simpatico ai politici ma di questo me ne faccio un vanto; qualcuno di loro avrebbe voluto fare di questo giornale un bollettino di partito. Questo, il nostro giornale, non lo è mai stato e non lo sarà mai.

Cari lettori, siamo ai titoli di coda.

cms_4528/auguri_International_Web_Post.jpgCi possiamo dire soddisfatti del lavoro e dell’impegno che abbiamo svolto con profondo interesse e, soprattutto, con un amore sincero per la nostra testata che è riuscita a mantenere, tutto il successo che merita.

Non posso fare a meno di ringraziare tutti i protagonisti che con il loro impegno hanno contribuito a far crescere sempre di più l’ International Web Post, dal mio fraterno amico e collega Gustavo Delgado (condirettore della testata),alla simpaticissima e professionale collega, Mary Divella (v.direttore-responsabile della pagina politica),al nostro Rino Lorusso (v.direttore- responsabile della pagina Sportiva), all’infaticabile Umberto De Giosa (responsabile della pagina musica e spettacolo),al nostro Fotocinereporter ufficiale, Roberto Pedron, al nostro Graphic Director, Alberto De Leo e al "grande" Direttore Tecnico, Michele Fazio, sino all’ultimo redattore della, ormai, vasta redazione Nazionale e Internazionale. Non per Ultimo il Dott. Costantino Bonavoglia Presidente del Comitato Editoriale e la Signora Anna Rita Elia, presidente della Direzione Nazionale di Azzurro Italia, editore della testata giornalistica.

L’ultimo ringraziamento è per voi, cari attenti lettori, che siete così affezionati al vostro giornale, lo arricchite con le vostre osservazioni, lo stimolate a far sempre meglio e non gli risparmiate le critiche com’è giusto che sia. In una libreria on line di Bari, hanno incorniciato un cartello che dice: «Chi legge l’International Web Post per più di dieci minuti è pregato di farlo a voce alta». Parole che ci fanno sorridere. Sono il segno del successo di questo giornale che da appena quattro anni consta di circa dieci milioni di visualizzazioni.

Tanti Auguri International Web Post

Attilio miani

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