L’ironia come stile di vita

Si è spenta Franca Valeri, uno dei volti noti del teatro e del cinema italiano

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Parlare di teatro spesso ci conduce in un’ampia e profonda riflessione, con il serio rischio di cadere nella banalità. Ma Franca Valeri, grande attrice di cinema e, soprattutto, di teatro, a tal riguardo, delle risposte semplici e cariche di significato ce le ha sempre date. Lei stessa adorava la vita e il proprio lavoro di artista, ponendoli sempre in chiave ironica come unico antidoto ai mali del quotidiano. Infatti, non era assolutamente una donna che amava usare eufemismi anzi andava subito alla sostanza delle cose. Quando parlava di teatro dichiarava con estrema lucidità: “Ogni volta che mi illudo d’incontrare quel signore che ritengo sia il teatro, mi rendo conto di vivere la più bella illusione della mia vita”. Parole forti, che rispecchiano a pieno una vita ricca di soddisfazioni. Difatti approda in teatro quasi per caso, dopo essersi messa in mostra nei salotti mondani milanesi. Già agli inizi della sua carriera emergevano le su doti satiriche, soprattutto in un ambiente fatto di frivolezze e ambiguità.

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Tra i pilastri fondamentali della sua carriera, la radio riserva un ruolo decisivo. Infatti, inizia a farsi conoscere al grande pubblico nella trasmissione “il rosso e il nero”, mettendo in scena il personaggio della “Signorina Cesira”, che successivamente, con l’avvento della Tv, diventerà la “Signorina Snob”, personaggio egocentrico e ricco di sfumature.

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Il 1951 sarà per lei un anno di svolta condito dall’esordio in teatro, dove insieme ad Alberto Bonucci ha dato vita al Teatro dei Gobbi. Nello stesso anno debutta come attrice nel film “Luci del varietà” con Federico Fellini alla sua prima apparizione come regista. Un altro elemento portante della sua vita, è il legame profondo con la città di Milano non solo da un punto di vita personale, ma anche per il suo amore verso il Teatro alla Scala. Proprio per questo amore smisurato, si è cimentata nelle vesti di regista di melodrammi. Dopo una lunga e inattesa assenza dai grandi schermi, torna alla ribalta nel 2000 affianco all’amico Nino Manfredi nella fiction Linda e il brigadiere. Il suo sguardo lucido e obiettivo, è testimone dei grandi cambiamenti nella cultura italiana. Pertanto, nel corso degli anni non si è mai ecclissata riscuotendo sempre grandi apprezzamenti nonostante la difficile battaglia contro il morbo di Parkinson. Cent’anni di ironia e realtà, dove non ha mia perso la sua vera essenza. Oggi il teatro e il cinema piangono una grande artista che ha fatto della semplicità il suo inno alla vita.

Giuseppe Capano

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