L’ARTE TRA CURIOSITA’ E MISTERI

Lorenzo di Credi

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cms_23903/0_(1).jpgLorenzo di Credi, nacque a Firenze, non si conosce bene la data di nascita, all’incirca nel 1456/60, morì a Firenze nel 1537, fu pittore e scultore. Si formò nella bottega di Andrea del Verrocchio, fucina di grandi artisti: ebbe per compagni di studi, Leonardo da Vinci, il Perugino, il Ghirlandaio e il Botticelli solo per citare i più famosi. Dopo la morte di Verrocchio, Lorenzo di Credi ereditò la direzione della bottega, all’epoca era molto stimato ed era interpellato molto spesso per questioni artistiche, ad esempio nel 1490 il pittore era tra gli “esperti” per decidere la sistemazione della facciata di S. Maria del Fiore e nel 1504 era tra i qualificati atti a stabilire la collocazione del David di Michelangelo. Tra le sue opere figurano molte Madonne con bambino, pale religiose e ritratti che risentono dell’influenza di Leonardo per lo sfumato aereo e di Verrocchio e Botticelli per la linea aggraziata. Alcune delle opere uscite dalla bottega del Verrocchio sono soggette ad attribuzione incerta fra i famosi allievi: “La Madonna Dreyfus” è una piccola tavola a olio conservata nella National Gallery of Art di Washington, ritenuta la prima opera di Leonardo appena diciassettenne, altri esperti la considerano una creazione della bottega del Verrocchio o copia di un dipinto perduto di Leonardo eseguita da Lorenzo di Credi.

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Leonardo da Vinci o Lorenzo di Credi-Madonna Dreyfus- National Gallery of Art-Washington

A ciò si aggiungono copie o reinterpretazioni di medesimi ritratti, come ad esempio “Ritratto di Ginevra de’ Benci” di cui non si è sicuri chi sia la dama, come non si è certi chi sia “La donna in nero” di Lorenzo di Credi, è Ginevra de’ Benci oppure è Ginevra di Giovanni di Niccolò cognata di Lorenzo di Credi? L’unica certezza è che entrambe le dame si chiamavano Ginevra per via della pianta di ginepro alle loro spalle che richiama il loro nome.

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Leonardo da Vinci -Ritratto di Ginevra de’ Benci-Leonardo da Vinci-National Gallery of Art-Washington,

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Lorenzo di Credi- Ritratto di giovane donna- The Metropolitan Museum of Art-New York

Un altro ritratto, “La dama dei Gelsomini”, dovrebbe ritrarre Caterina Sforza, ma non è un dato certo, recentemente si è notato che il viso della donna mostra una notevole somiglianza con quello della Gioconda di Leonardo.

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Lorenzo di Credi – Ritratto di giovane donna o Dama dei gelsomini – Musei San Domenico-Forlì

“La dama dei Gelsomini”, si trova ai Musei di San Domenico a Forlì. Il ritratto è velato di mistero, sia per l’attribuzione artistica che per l’individuazione del soggetto. La gentildonna raffigurata si trova in una loggia, è resa a mezza figura, è di tre quarti, con il viso rivolto verso lo spettatore. Questa posa e l’intreccio delle belle mani evocano la “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci. Le mani affusolate della dama, poggiano su un vaso di gelsomini che più che bianchi sono azzurri, dal quale sta cogliendo un fiore, sono un punto di attrazione per l’osservatore, tanto quanto lo è il volto. Si suppone che l’effigiata sia Caterina Sforza, anche se non è certo, in quanto la Signora di Forlì era considerata una virago, piena d’energia ed indomita. Caterina era di alta statura e dal seno prorompente, aveva occhi grandi, ed un naso grosso e grande, tipico dei romagnoli, le origini degli Sforza provengono da un giovane romagnolo di Cotignola. Caterina ebbe tre mariti e numerosi amanti, undici figli, combatté con valore contro il Valentino, si dice che Caterina, combattendo dall’alto della rocca di Forlì messa sotto ricatto dal rapimento dei figli, imperterrita alzò la gonna dicendo: «Non importa, ho la fabbrica». Vari studiosi, hanno identificato la Dama con Caterina Sforza tesi supportata dalla presenza nel quadro sia della fortezza, che sarebbe quella di Forlì o di Imola, sia dei gelsomini. Caterina nutriva, infatti, una forte passione per la botanica e per i rimedi naturali. Famoso è il suo ricettario di bellezza e la sua “Aqua celeste che fa regiovanire la persona, et de morto fa vivo”.

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Leonardo da Vinci- Gioconda- Louvre- Parigi

Una ricercatrice tedesca, Magdalena Soest, ha ipotizzato che la donna rappresentata da Leonardo da Vinci nella “Gioconda” e da Lorenzo di Credi nella “Dama dei gelsomini” coincidano con la stessa persona, ossia Caterina Sforza. La “Dama dei gelsomini” sarebbe il suo volto da ragazza, la “Gioconda” la sua raffigurazione da donna matura. Leonardo era già stato indicato come probabile autore, avendo ritratto altre donne del casato sforzesco nei famosissimi ritratti, “La Dama con l’ermellino” e la “Belle Ferronnière”. La bellezza della “Gioconda” è opinabile, non la sua celebrità, la quale è esplosa a inizio Novecento col furto clamoroso perpetrato al Louvre dall’italiano Vincenzo Peruggia, imbianchino e falsario, il quale riteneva la Gioconda un’opera espropriata da Napoleone, si sbagliava, ma la Gioconda la rubò lo stesso e se la tenne per due anni e forse neanche restituì l’originale. Da allora la fama della Gioconda è lievitata come un panettone. Si nota una certa somiglianza comparando i ritratti certi di Caterina con la Gioconda, anche se l’ipotesi più probabile è che Leonardo vi abbia più volte ridipinto sopra cambiando il soggetto.

Paola Tassinari

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