L’EUROPA DIVISA

La commissione valuta il piano B per il Recovery Fund

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A quanto pare, la discussione sulle modalità del Recovery Fund sembra in totale fase di stallo. Tutto questo avviene in un periodo non proprio semplice a livello globale a causa della pandemia. Infatti, il veto posto da Ungheria e Polonia getta nell’ombra il futuro di un’Europa mai così divisa. I due paesi dell’est, continuano a porre il veto contro il meccanismo di tutela dello stato di diritto. Le loro motivazioni si basano sulla convinzione di possibili tagli finanziari a favore di Varsavia e Budapest. Come ben sappiamo, le politiche interne di questi paesi sono molto forti a livello nazionalista, tanto da anteporre gli interessi personali a discapito dell’Europa intera, che mai come in questo momento soffre di una grave crisi identitaria. Dietro questa difficile situazione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha in mente di proporre un fondo di ripresa che andrà ad escludere i due stati in questione. In un’interlocuzione con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, la stessa von der Leyen, ha chiesto a più riprese di salvare il Recovery Fund, proponendo una cooperazione di 25 paesi.

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Per arrivare all’approvazione, von der Leyen studia una nuova mossa con l’aiuto della Merkel. La cancelliera tedesca pur di arrivare ad una soluzione congrua per tutti, è intenzionata a disporre delle proroghe per i due premier Viktor Orban e Mateusz Morawiecki; ma entrambi i leader hanno declinato la proposta rispendendola al mittente. Tra l’altro, i due premier hanno chiesto il ritiro dello strumento di protezione dello Stato di diritto, etichettandolo come incompatibile con i trattati. In sintesi, Ungheria e Polonia puntano i piedi affermando che tali questioni vanno affrontate separatamente dal Covid. Orban è molto chiaro e ribadisce: “Per noi questa soluzione di raggiungere a mò di promemoria su post-it non funzionerà, l’Ungheria ribadisce che le due cose devono essere separate”. Una preoccupazione condivisa un po’ da tutti anche dal commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni che dichiara: “Sono preoccupato per questo veto, ma fiducioso che riusciremo a superare il tutto nei prossimi giorni”. Il tempo stringe e una possibile soluzione sembra ancora lontana.

Giuseppe Capano

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