L’IRAN RIPRENDE LA CORSA AL NUCLEARE CONTRO GLI USA?

Approvata una nuova legge per l’arricchimento di uranio del 20%

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Neppure in tempi difficili come questi si placa la corsa al nucleare di alcune potenze mondiali. È questo il caso dell’Iran, che martedì scorso ha approvato una legge per arricchire l’uranio del 20%.

Il provvedimento sarebbe stato accolto anche dal presidente iraniano Hassan Rouhani, per l’iniziativa insistita del parlamento, che lo avrebbe spinto ad agire con rigore dopo la recente uccisione, a Teheran, di Fakhrizadeh, uno scienziato iraniano impegnato nel settore nucleare.

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Secondo fonti interne all’intelligence iraniana, l’omicidio sarebbe da attribuire a Israele. Per questo, il parlamento avrebbe accelerato l’iter per riprendere la corsa al nucleare, e soprattutto per minacciare gli Usa. Infatti, l’Iran, come anche il resto del mondo, attende gennaio per capire quali saranno le intenzioni del governo Biden, che invierà suoi funzionari a Teheran per gestire la già complicata situazione di un paese dilaniato dai dazi imposti in passato proprio dagli Usa.

Stando all’opinione pubblica, questo potrebbe essere il perfetto banco di prova per capire se il nuovo presidente statunitense sarà disposto a fare un passo indietro nei confronti di Teheran e segnare così, allo stesso tempo, un punto di svolta nella politica americana e un punto di rottura rispetto alla precedente amministrazione Trump.

Intanto, però, le possibili speculazioni sulle mosse del nuovo governo americano non fermano i progetti nucleari dell’Iran, dato che la legge ha ottenuto già una ratifica dal Consiglio dei guardiani della Costituzione, un organismo costituzionale dell’Iran composto da dodici membri che si assicurano della conformità delle leggi alla dottrina islamica del Corano.

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Occorre specificare che arricchire l’uranio del 20% significa per l’Iran arrivare a un livello massimo, vietato da un accordo che lo stesso stato mediorientale aveva stretto con altri paesi nel 2015, con il quale si mirava essenzialmente a frenare il progetto nucleare iraniano in cambio dell’annullamento di alcune sanzioni che gravavano sull’economia iraniana. L’arrivo della nuova legge allarma dunque i paesi occidentali, in quanto l’Iran non solo riuscirebbe a convertire velocemente tutte le proprie riserve di uranio ma anche a costruire una bomba atomica nell’arco di pochissimi mesi.

Per di più, il nuovo provvedimento impone l’allontanamento di qualsiasi ispettore nucleare inviato dall’Onu, qualora il governo Biden non decidesse di cancellare i dazi imposti dall’amministrazione Trump. In questo caso, le intelligence di altri paesi del mondo rischierebbero di essere totalmente all’oscuro dei progetti nucleari dell’Iran.

Francesco Ambrosio

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