L’ISLAMISMO CHE FA PAURA

In Pakistan un bimbo di otto anni rischia la pena di morte

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Una storia surreale, difficile da comprendere se si pensa alla vita nell’occidente. Eppure, il fanatismo religioso colpisce ancora, facendo emergere il peggio di qualcosa di puramente incomprensibile. In questi anni il dibattito pubblico sul fondamentalismo islamico ha coinvolto molti programmi in prima serata, riducendo una tematica così complessa in un semplice spot elettorale. Le perplessità culturali dell’Islam sono palesi, ma soprattutto non circoscrivibili alle logiche odierne. Il Corano da molti osannato, non è mai stato incanalato sulla direzione giusta, rappresentando un serio dramma culturale. Infatti, gli episodi drammatici avvenuti sono ferite aperte che indubbiamente generano stereotipi. L’Islam non predica la guerra ma la pace anche se ha una visione tutta sua sulla donna. Ad oggi una nuova storia ha fatto letteralmente rivoltare i social e il mondo dei media.

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Un bambino indù si è fatto la pipì addosso in una biblioteca della moschea. Detta in questi termini può far sorridere, visto che parliamo di un bambino di 8 anni. La storia assume altri connotati se quel bambino è indù, e per questo (stando ai canoni islamici) rischia la pena di morte. Le proteste sono state vistose e violente, generando il peggior fondamentalismo degli ultimi tempi. Ad ogni modo, il ragazzino è stato liberato su cauzione, ma è nuovamente sotto custodia per via delle incessanti minacce. Tutto questo ha generato rappresaglie e rivolte nei confronti di un tempio indù, distruggendolo come segno di vendetta. Il premier Imran Khan ha mediato con scarsi risultati, promettendo di ricostruire il tempio.

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Questo episodio è assurdo, senza alcuna logica. Purtroppo il mondo islamico è anche questo, e nonostante i nostri sforzi integrativi non riusciremo mai a comprendere la mentalità di certa parte dell’Islam. I grandi del mondo urlano e sbraitano, ma la domanda sorge spontanea: continueranno ad impegnarsi per questo ragazzino? La risposta sembra quasi ovvia vista la velocità nel dimenticare, ma qui parliamo di pena di morte come se fosse una cosa normale. Provando ad azzardare un semplice consiglio, sarebbe ipotizzabile una seria analisi sul mondo islamico iniziando finalmente a comprendere che l’integrazione totale non potrà mai avvenire.

Giuseppe Capano

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