L’ITALIA PERDE ANCORA, MA ALMENO SEGNA TRE METE

Termina il match in attacco e con la meta dell’esordiente Capuozzo. Finisce 22-33 per la Scozia

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È anche questo match è finito con una sconfitta, ma questa volta l’Italia di mete ne ha segnate. Sono state davvero molto belle e non accadeva da molto tempo di farne più di due. Bisogna documentare, però, gli unici dieci minuti giocati a buon livello nella prima frazione di gioco, con i restanti correlati da un paio di errori grossolani (che non vedi commettere neanche nei campionati dilettanti) e dalla mancanza di concentrazione soprattutto quando bisognava spingere sull’acceleratore, cercando magari di giocare di più sulle fasce. Ed è quello che, invece, è stato fatto (solo) negli ultimi 20’ della seconda frazione: avanzare, allargando repentinamente il fronte e cercando di più le ali. Alla fine, comunque, i tifosi italiani sembra abbiano gradito la determinazione e la volontà dei ragazzi di Crowley nel tentare di portare l’ovale oltre la linea di meta anche dopo l’80°, dimostrando che questa nazionale non è del tutto da buttare. Ancora una volta, ribadisco che bisogna migliorare nei punti di incontro, nei retropassaggi e nel velocizzare l’allargamento del gioco, perché andare esclusivamente dritto per dritto, alla lunga logora e ti fa avanzare lentamente. Sugli scudi la prestazione dell’esordiente francese, ma di origini italiane, Ange Capuozzo.

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La prossima partita è a Cardiff contro un Galles che nel Torneo Sei Nazioni è la nazionale con maggiori vittorie. Mentre le prestazioni migliori dell’Italrugby sono datate 2007 e 2013, con due vittorie vinte in entrambe le edizioni. Probabilmente anche questo Torneo vedrà gli Azzurri assegnatari del Cucchiaio di Legno senza alcuna vittoria e zero punti (il cosiddetto “whitewash”). Il c.t dell’Italrugby ha tempo una settimana per preparare il prossimo e ultimo match del Guinness Six Nations 2022, così come ne ha di tempo per mettere da parte i rimpianti di una mancata vittoria contro una Scozia che, tutto sommato, era alla portata del XV azzurro. Queste le parole del capitano Michele Lamaro: «Rimane l’amarezza per una partita che potevamo vincere. Siamo pericolosi in attacco, ma ce ne siamo accorti troppo tardi.» Per la cronaca, oggi si è giocata tra Italia e Scozia anche la prima edizione della Cuttitta Cup, creata su iniziativa della federazione scozzese per celebrare Massimo Cuttitta, grande pilone azzurro a cavallo fra anni ’80 e ’90 e poi allenatore della mischia scozzese, scomparso quasi un anno fa.

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PRIMO TEMPO

Buon avvio degli Azzurri nei primi 3 minuti di gioco, senza mai superare la metà campo scozzese. Al 4’ conquistiamo un calcio piazzato oltre la linea di metà campo: Garbisi segna i primi 3 punti del match. Gli Azzurri mettono molta pressione durante la fase difensiva della Scozia, inducendoli a commettere errori. I primi 10’ della partita, sono a favore dei padroni di casa. Al 12’ gli uomini di Crowley oltrepassano per la prima volta la linea dei 22. Al 17’ arriva il primo errore dell’Italia e la prima meta scozzese con Sam Johnson; non trasforma Russell. Si riparte dal 5-3 per gli ospiti. Al 22’ un regalo azzurro di Braley a metà campo, porta gli scozzesi alla seconda meta con Harris; trasforma Russell per il vantaggio di 3-12 della Scozia. Garbisi non accorcia al 25’ con un calcio piazzato. Al 29’ una bella azione sulla destra di Pierre Bruno lancia in meta Bradley; trasforma Garbisi e accorciamo per il 10-12. Adesso la Scozia prova ad accelerare, facendo ripiegare la linea difensiva azzurra. Meta troppo facile di Harris, al 38’, dopo gli sviluppi di una mischia a favore degli scozzesi; trasforma Russell per il 19-10. Finisce la prima frazione di gioco con gli ospiti in vantaggio. L’Italia paga degli errori (un placcaggio sbagliato e un intercetto) nel momento in cui bisognava rimanere concentrati e spingere, magari, il piede sull’acceleratore. La Scozia, di contro, non ha fatto niente di eccezionale, tranne che approfittare degli errori degli Az

SECONDO TEMPO

La Scozia riparte con determinazione, ma l’Italia si difende bene. Al 47’, gli highlanders continuano ad avere l’ovale tra le mani; gli uomini di Crowley sono così frastornati da creare un buco per la meta di Graham; trasforma Russel per il 10-26. L’Italia riparte portando gli scozzesi a giocare nei loro 22. Al 51’ Crowley cambia tutta la prima linea e il mediano di mischia. Fallo degli scozzesi: Garbisi ci prova con un piazzato da metà campo, ma non segna. Adesso gli scozzesi sfidano apertamente gli azzurri, andando in touche nei 22 anziché tirare tra i pali. E dopo 1 minuto, al 60’, va in meta con il capitano Stuart Hogg; Russel trasforma per il 33-10. Ci prova subito Ioane, cercato pochissimo oggi, ma manca per un pelo l’aggancio dell’ovale sulla linea dei 22 scozzese. Finalmente un’altra azione degna di note con l’allargamento del gioco: Capuozzo va in meta al 66’ e Garbisi trasforma per il 17-33. L’Italia riparte subito, attaccando la linea di metà campo scozzese; allarga il gioco da destra a sinistra cercando prima Capuozzo e poi Ioane. Finisce con l’Italia in attacco e la meta dell’esordiente Capuozzo per il 22-33 a finale. Azzurri arrembanti solo negli ultimi 20 minuti della seconda frazione di gioco e quando la Scozia si è fermata per tirare un pò il fiato. Buone le giocate sulle fasce, soprattutto con l’inserimento di Capuozzo e qualche giocata individuale di Ioane.

(photo courtesy Guinness Six Nations)

Umberto De Giosa

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