L’ITALIA PERDE A TWICKENHAM, MA NON È UNA DISFATTA

Segna due mete e surclassa gli inglesi in mischia ordinata; finisce 41-18 per i padroni di casa

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A Twickenham l’Inghilterra ha battuto l’Italia per 41-18, e se consideriamo il match di esordio a Roma contro la Francia, non è stata una disfatta: se non ci fossero stati degli errori di troppo, il risultato sarebbe stato meno pesante. Gli Azzurri hanno cercato di dare il meglio che potevano, lasciando il segno in diverse fasi di gioco. Sono venti i minuti giocati a buoni livelli nella prima frazione di gioco, mentre nel secondo tempo, hanno subito la maggiore pressione degli inglesi che, nonostante i numerosi errori, hanno sfoderato tutta la qualità dei singoli nel raggiungere la vittoria con il punto bonus. Tutto sommato, però, le due mete segnate contro i campioni in carica del Torneo, fanno pensare che, dal punto di vista del carattere, nonostante il cappotto subito dalla Francia, qualcosa di buono c’è in questo gruppo di giovani, assemblato in pochi mesi e orfano di alcune assenze eccellenti.

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Le stelle che ieri hanno brillato nel gruppo allenato da Franco Smith, sicuramente sono Garbisi, Varney, Joane e Negri; anche se, in linea di massima, il XV italiano a retto ai ritmi imposti da una Inghilterra, certamente non al top. Dal punto di vista del gioco, inoltre, l’Italia continua a non essere capace, purtroppo, di difendersi senza commettere fallo, soprattutto quando subiamo la pressione degli avversari. La consolazione, però, è che gli inglesi sono stati fallosi alla stregua degli italiani. Un altro punto da cui ripartire, è la mischia ordinata, impreziosita dall’innesto di Lovotti, che ha retto surclassando il XV allenato da Eddie Jones per 8-4. Dopo la pausa di una settimana, si ritorna in campo all’Olimpico per Italia-Irlanda il 27 febbraio.

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SINTESI

Dopo tre minuti di gioco gli Azzurri sono arrembanti: entrano nei 22, attaccano nonostante il vantaggio per un fallo degli inglesi, cambiano lato e vanno al largo con Ioane che sfrutta la sua velocità e schiaccia in meta. Tanti errori degli inglesi. Bene l’Italia con la pressione sui calci avanzati degli inglesi. Due errori sul finale, frutto della mancanza di esperienza e quando avevamo la possibilità di chiudere il primo tempo con il possesso, ci costa la terza meta inglese. Buon primo quarto dell’Italia, ma poi viene fuori l’Inghilterra mettendo quel tanto di pressione per indurre gli azzurri a regalare punizioni e vuoti difensivi nei 22. Possesso maggiore degli inglesi al 60%.

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Nel secondo tempo, gli azzurri ripartono bene reggendo la prima carica dei padroni di casa e tentando la via di meta con Joane dopo aver ricevuto l’ovale da un bel calcetto a scavalcare di Garbisi. Nel momento migliore dell’Italia, in fase di attacco gli inglesi intercettano un passaggio telefonato e segnano la meta del bonus. L’Italia regge, ma a 20’ dal termine gli inglesi alzano il ritmo e vanno in meta per la quinta volta. Splendida la meta degli Azzurri, a 15 minuti dal termine del match, partita da Garbisi con l’ovale uscito dalla mischia: Garbisi apre per la corrente Mori che con un off-load serve Allan che va dritto per i pali. Ma gli inglesi non digeriscono l’onta e vanno a segno questa volta con Dely. La partita termina con l’Italia in attacco, con il punteggio di 41-18.

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Tabellino

3’ meta Ioane (0-5), 9’ c.p. Farrell (3-5), 14’ meta Hill (8-5), 20’ c.p. Garbisi (8-8), 26’ meta Watson tr. Farrell (8-15), 40’ meta May (8-20), 44’ c.p. Garbisi (11-20), 49’ meta Watson tr. Farrell (27-11), 60’ meta Willis tr. Farrell (34-11), 66’ meta Allan tr. Allan (34-18), 68’ meta Daly tr. Farrell (41-18).

Calciatori: 2/3 Garbisi, 1/1 Allan (Italia). 5/7 Farrell (Inghilterra)

Man of the match: Sinckler (Inghilterra)

(Photo courtesy Guinness Six Nations)

Umberto De Giosa

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