L’ITALIA SCALDA I MOTORI E PROGRAMMA LA RIPARTENZA

Al lavoro una task force per l’organizzazione della fase 2. Ancora alta la tensione nell’Unione Europea

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Quello che ci aspetta e quello che succederà nel periodo successivo all’evento tragico che stiamo attraversando lo si può, al momento, soltanto immaginare alla luce di varie ipotesi che si susseguono nelle dichiarazioni degli esperti del mondo scientifico e della sfera politica. Ciò che i cittadini si augurano è una ripresa non molto faticosa e vessatoria, da effettuarsi in tempi brevi; in caso contrario, d’altronde, non la si potrebbe definire "ripresa", bensì la continuazione del "calvario". Il tema della ripartenza si fa sempre più corposo, in questi giorni che vengono definiti, dagli esperti del mondo scientifico, come fase del "plateau". Si tratta di una fase stazionaria che, facendo riferimento alla rappresentazione di un evento in corso, si caratterizza come stadio in cui l’andamento della curva si mantiene più o meno piatta, dopo un periodo di ascesa, con i valori che si discostano, tra loro, di poco, in più o in meno; ed è lo stadio dopo cui l’ evento tende a scendere, normalmente, fino ad azzerarsi. E’ la diretta conseguenza del lockdown, delle misure di distanziamento sociale e dell’uso di dispositivi di protezione.

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Si rileva dunque una tendenza significativa dell’inizio "discesa", ma bisogna ugualmente prestare molta attenzione perché, per dirla in termini sportivo-ciclistici, si può rischiare la caduta anche in discesa, e sarebbe una caduta rovinosa... Questo è quanto ci viene impartito e trasmesso dagli esperti e dalla Protezione Civile; al contempo, è doveroso pensare alla ripartenza e a come debba essere scaglionata, nel tempo, in modo graduale, poiché i danni economici al Paese sono stati ingenti e devastanti. La programmazione della ripartenza è di competenza del mondo politico-istituzionale, con i suoi rappresentanti governativi e di tutto l’ apparato delle parti sociali in causa, nonché con l’ ausilio costante e rigoroso degli esperti medico-scientifico e della Protezione Civile. Per questo prosegue, in modo serrato, il lavoro della task force presieduta dal Presidente Conte, con la partecipazione dei Ministri di competenza e i rappresentanti delle parti sociali. I temi in discussione sono molteplici e riguardano sia la sfera organizzativa per la riapertura, in forma graduale dei negozi, sia la ripartenza delle grandi aziende produttive industriali e degli esercizi di ristorazione, di alberghi e di stabilimenti turistici, laddove il rischio di contagio è più elevato e, quindi, vanno individuate le giuste misure, per il rispetto del distanziamento e all’ insegna della protezione dei lavoratori.

A livello internazionale, ci si prefigge di seguire la pista della della definizione degli accordi e dei provvedimenti da adottare a livello comunitario, per favorire la ripresa economica dei Paesi in grande difficoltà, come l’ Italia e la Spagna, che sono stati maggiormente colpiti dal contagio e che hanno avuto ripercussioni devastanti sotto l’aspetto produttivo. Su questo punto si registra una situazione di stallo, perché la Germania, l’Austria e i paesi nordici non sono disponibili in questo senso e propongono - in alternativa all’ intervento massiccio da parte della BCE e della istituzione di eurobond - l’ utilizzo del cosiddetto MES (Meccanismo economico di stabilità) che è un fondo salva Stati, costituito da luquidità di tutti i Paesi, ma non a costo zero; pertanto, chi ne usufruisce deve accettare e subire determinate condizioni e direttive che determinerebbero un ulteriore peggioramento del debito pubblico e, quindi, ulteriori difficoltà economiche. Ciò condurrebbe il paese verso una situazione di serio pericolo in termini di stabilità, nonché pesanti conseguenze a livello di tensione sociale, così come avvenuto in Grecia qualche anno fa. E a questo punto, il dibattito politico si riaccende, perché un simile scenario lascia spazio alle varie ipotesi complottistiche, a partire dalla constatazione della diffusione del Covid 19 in Italia subito dopo la Cina e la sua velocità e capacità di diffusione, soprattutto in un’area geografica del Paese (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) che è il fulcro dell’ economia sotto l’aspetto produttivo, industriale, commerciale. In questi giorni sui social impazzano messaggi, video, interviste di esperti del mondo scientifico, economisti, giornalisti che, con tesi alquanto dettagliate, descrivono strategie complottistiche che miravano e mirano a mettere in ginocchio il nostro Paese, il quale verrebbe anche bistrattato dalle decisioni dei Paesi forti della UE, con l’obiettivo di una limitazione della nostra sovranità nazionale, per l’eccessivo debito pubblico.

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A questo punto, si corre il rischio che possa finire in malo modo il sogno dell’unità europea, con il sospetto che taluni stati membri volessero esercitare un’egemonia politica, economica e sociale su altri Paesi. Concetto, questo, che stride fortemente con il legame e lo spirito presupposti dall’Unione, una federazione di stati che dovrebbero prestarsi mutuo soccorso in condizioni di difficoltà.

Antonio Iasillo

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