L’ITALYGATE E GLI ULTIMI ATTI DEL GOVERNO TRUMP

Il capo di gabinetto chiese al dipartimento di giustizia di indagare, ma si trattava di una teoria cospirazionista

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Poche ore fa, il New York Times ha sganciato la bomba. Erano le ultime settimane di mandato per Trump quando il capo di gabinetto della Casa Bianca, Mark Meadows si rivolse al dipartimento di Giustizia chiedendo di effettuare verifiche in merito ad alcune idee cospirazioniste sui brogli elettorali alle presidenziali di novembre. Si fa riferimento anche al cosiddetto “Italygate”, bizzarra teoria secondo cui strumenti militari e satellitari italiani sarebbero stati adoperati per forzare il software di raccolta dei dati elettorali, con l’intento di favorire Joe Biden. Inutile sottolineare che si tratta, evidentemente, una delle tante teorie complottiste nate sul web.

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Il quotidiano americano parla di cinque mail - confermate poi dalla commissione Giustizia del Senato - che Meadows avrebbe inviato all’attorney general Jeffrey Rosen, sostituto del dimissionario William Barr. L’esistenza delle email è stata rivelata dalla commissione Giustizia del Senato. "Rappresentano la prova - ha commentato il senatore democratico Richard Durbin - di quanto fosse andato in profondità il tentativo della Casa Bianca di influenzare il processo di certificazione del voto. Chiederò che vengano raccolte tutte le prove dei tentativi di Trump di sovvertire il risultato elettorale attraverso il dipartimento di Giustizia".

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Secondo i cospirazionisti, tra cui alcuni blogger italiani considerati "noti propagatori di bufale", era stato usato un satellite italiano per violare il software della società Dominion. Si citava anche la confessione di un ex agente della Cia. Sui social venne lanciato l’hashtag #ItalyDidIt che, per alcune ore, divenne tra i più popolari.

Valentina Farina

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