L’OPINIONE DELL’ESPERTO

L’insonnia dei medici

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cms_24025/1.jpgPeggiora con la pandemia e molti abbandonano. Non si trovano specialisti Anestesisti Rianimatori, Cardiologi, Radiologi, Medici di Medicina Generale (Medici di Famiglia), Medicina d’Urgenza e molte altre specialità. Recentemente è stato bandito dalla ASL - Latina un concorso a tempo indeterminato di ben 48 posti per i Pronto Soccorso. Sono risultati idonei 30 candidati ma infine ha accettato solo 1 e 2 si sono riservati di decidere entro Febbraio 2022. Troppo lavoro e con scarsi riposi, troppo rischio professionale e così non ci sono medici disponibili.

cms_24025/2_1638582305.jpgUn gruppo di ricercatori della Columbia University ha quantificato l’effetto della pandemia sulla qualità del sonno degli operatori sanitari e, di conseguenza, gli effetti dannosi dei disturbi del sonno sulla loro salute mentale. L’indagine, pubblicata sul Journal of Affective Disorders, dimostra che gli operatori sanitari con problemi di sonno hanno il doppio delle probabilità di manifestare sintomi di depressione rispetto ai loro colleghi più riposati, il 50 per cento in più di probabilità di soffrire di un disagio psicologico e il 70 per cento in più di avere crisi di ansia.

Questa costellazione di problemi potrebbe aggravare una situazione di sovraccarico dovuta alla pandemia che già colpisce gli operatori che devono erogare l’assistenza sanitaria. «In questo momento, una elevata percentuale di operatori sanitari sta lasciando il lavoro a causa dello stress, producendo una carenza di operatori sanitari a livello nazionale» afferma Marwah Abdalla, professore associato di medicina presso la Columbia University, primo autore dell’indagine, in riferimento alla situazione che si sta verificando negli USA. «Con meno lavoratori sul posto di lavoro, il personale rimanente deve lavorare per più turni e per turni più lunghi, aggravando i problemi di sonno e stress».

Italiani messi peggio

cms_24025/3.jpg La situazione in Italia non è diversa. Uno studio recente dimostra che i medici italiani sono tra quelli che hanno più sofferto di disturbi da stress se confrontati con gli altri colleghi europei. «Non esistono studi specifici sui disturbi del sonno tra i medici italiani, ma molti colleghi si rivolgono al nostro centro per risolvere condizioni di insonnia grave, peggiorate nel corso degli ultimi due anni» spiega Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. «Intercettare il problema per tempo è essenziale per evitare che interferisca con la lucidità necessaria ad affrontare le situazioni di emergenza»

Non è una novità che gli operatori sanitari siano stati sottoposti a uno stress intenso durante la pandemia ma , almeno per l’Italia, il problema della qualità del sonno dei medici è annoso, se si considera che già nel 2015 l’ANAAO aveva realizzato un’indagine su 2000 giovani medici, rivelando che l’insonnia era il malessere più comune, in particolare tra gli ospedalieri.

Durante il primo picco della pandemia a New York City, i medici della Columbia hanno condotto una serie di sondaggi sulle abitudini del sonno e sui sintomi psicologici dei propri colleghi. I dati sul sonno mostrano che oltre il 70 per cento degli operatori sanitari ha avuto sintomi di insonnia almeno moderati durante il primo picco della pandemia. Sebbene quel numero sia diminuito insieme al numero di casi di Covid, quasi quattro su 10 soffrivano ancora di sintomi di insonnia 10 settimane dopo la prima indagine, quando la prima ondata era finita e gli orari di lavoro erano tornati a livelli più normali.

Il sonno scarso influisce sulla cura del paziente, ma non solo: «Sappiamo che la mancanza di sonno degrada la qualità delle cure e può aumentare gli errori medici - afferma Abdalla - ma può anche scatenare sintomi di depressione e ansia».

Con un approfondimento successivo e un periodo di follow-up, i ricercatori hanno scoperto che gli operatori sanitari che hanno riportato disturbi del sonno hanno riferito anche livelli più elevati di stress, ansia e depressione rispetto agli operatori sanitari che hanno dormito meglio.

Contromisure e campanelli d’allarme

cms_24025/4.jpgSebbene stress, ansia e depressione possano insorgere anche in individui ben riposati, «il sonno è essenziale per la salute mentale» afferma Abdalla. «Anche se con questo studio non sappiamo qual è la causa e quale l’effetto, ovvero se l’insonnia è sintomo di ansia e stress o viceversa, migliorare il sonno può ridurre i problemi psicologici, e ciò è particolarmente importante per i medici». Gli interventi raccomandati vanno dalla terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia all’aumento del riposo durante le pause, fino all’allestimento, nei luoghi di lavoro e in particolare negli ospedali, di aree di riposo silenziose e attrezzate da utilizzare durante i lunghi turni.

«In caso di sovraccarico, bastano 20 o 30 minuti di riposo» affermano gli esperti statunitensi. «Ricerche precedenti hanno dimostrato che l’insonnia aumenta il rischio di malattie croniche come malattie cardiache, diabete, demenza e cancro» afferma Abdalla. «Se un medico ha problemi a dormire per via della situazione che stiamo vivendo, dovrebbe considerare questo un importante campanello d’allarme e prendere adeguati provvedimenti».

(fonte UNIVADIS)

Francesco Carta

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