L’invenzione della penna a sfera

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Già dal 1800 veniva inserito dell’inchiostro in un tubo con una sfera sulla sommità e girando la pallina era possibile scrivere su un supporto cartaceo.

Il brevetto per la prima penna a sfera risale al 1888 e fu dato a un conciatore di pelli, John Loud, che utilizzò una penna per incidere sulle sue pelli.

Purtroppo essa era così grande che non permetteva di scrivere su carta e il brevetto decadde.

Nel 1900 furono in tanti a cercare di creare una penna che potesse accordarsi alle esigenze di scrivere su un supporto cartaceo, ma con scarsi risultati.

L’inchiostro fuoriusciva troppo fluido, la punta si ostruiva e la sfera era troppo stretta. Insomma, tutte queste problematiche furono da ostacolo agli inventori.

La svolta si ebbe quando un giornalista ungherese si stufò di usare le stilografiche che spesso macchiavano le pagine mentre scriveva.

Stiamo parlando di Laszlo Birò che, con l’aiuto del fratello György, che era un chimico, riuscì a creare la formula per un inchiostro da utilizzare per una penna a sfera.

La capacità di questo inchiostro risiedeva tutta nell’alta viscosità che annullava le sbavature, invece molto frequenti con la penna stilografica.

Ricordiamo che la viscosità è una grandezza che misura la resistenza di un fluido allo scorrimento. Infatti, quando il fluido è fatto scorrere dentro una tubatura, le particelle che lo compongono si muovono più velocemente sull’asse della tubatura e più lentamente vicino alle sue pareti. Per cui è necessario fare pressione per contrastare l’attrito tra gli strati di particelle e mettere in movimento il fluido. Lo sforzo da applicare è proporzionale alla viscosità.

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Nel 1941 i due fratelli Birò si trasferirono in Argentina dove ottennero il brevetto per la loro invenzione, chiamata appunto Birò.

La penna ebbe un grande successo in Argentina, tanto che fu utilizzata anche dall’aereonautica militare britannica, perché più pratica rispetto alle stilografiche, grazie al commerciante inglese Henry Martin.

Gli affari dell’azienda Birò andavano male e nel 1947, l’imprenditore francese Marcel Bich acquistò il brevetto della penna di Birò per creare la bic Cristal, una penna alla portata di tutti e meno costosa. Da quell’anno ne furono venduti 100 miliardi di esemplari in tutto il mondo a soli 50 centesimi di franco al pezzo.

Nel corso degli anni questa invenzione si è evoluta in molti paesi, adattandosi meglio alle varie esigenze alfabetiche.

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La punta della penna realizzata in ottone ha una cavità che trattiene l’inchiostro, che diviene più viscoso e quindi non sbava su carta grazie al rotolamento della sfera all’estremità.

In questo modo l’inchiostro si secca sulla carta.

Per ora il limite massimo di misure per la sfera è di 1,5 mm. Non oltre, dato che con misure maggiori l’inchiostro sbaverebbe e la scrittura su foglio rallenterebbe.

Francesco Ambrosio

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