LAURA FORMENTI: DAVVERO BRAVA PER ESSERE UNA DONNA!

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Niente paura, il titolo è provocatorio. Tratto dal monologo di Laura Formenti a Italia’s Got Talent 2021, questa frase è la chiave che apre la “scatola del tesoro” della nostra protagonista.

Attrice, comica, trampoliera - e chi più ne ha più ne metta! - ho iniziato a seguire Laura Formenti su Instagram, in una sua rubrica denominata “Caro te“, che mi faceva tanto ridere. Difficile coniugare sorriso e tematiche profonde, quali le molestie sessuali, il razzismo, il sessismo, così ho voluto scoprire chi fosse veramente questa donna. E, al tempo stesso, approfondire un tema tanto importante quanto misconosciuto come quello della comicità.

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Laura Formenti

L’ho conosciuta su Instagram, come migliaia di altre persone, e sono rimasta affascinata da questa rubrica “Caro te” dove, ridendo e scherzando, Laura parla di argomenti reali ed attuali. Con grande rispetto ma senza paura.

Questo articolo l’ho pensato come lei, dinamico, fresco, un po’ “tranchant”. Un botta e risposta.

Insomma chi è Laura Formenti? Come donna, per cominciare e poi come artista.

“Donna e artista sono molto intrecciate, come spesso capita. La cosa bella di “Caro te” è proprio la possibilità, attraverso un espediente semplice come le lettere a un futuro possibile fidanzato - che nel frattempo non è arrivato e quindi continuo a scriverle - di raccontare me stessa. È una scusa per poter dare la mia visione del mondo. Perché i Social tendono un po’ a chiudere le persone in una categoria: “è quella di, è quella che fa” ed io patisco molto questa cosa. Mi piace, invece, esprimermi come persona, parlare di tutto. Così è nata questa rubrica dove, come in tante altre cose che faccio, la donna e l’artista si mescolano.”

E come ti riceve il pubblico? Insomma, tu non le mandi certo a dire, anzi, le dici proprio. Personalmente apprezzo il fatto che qualcuno dica le cose così come sono, senza girarci troppo intorno. Eppure so che spesso sei criticata per questo.

“In verità sono meno criticata di quello che mi aspetto. Da una parte non sento di dire delle cose così rivoluzionarie: racconto ciò che le persone si dicono normalmente fra loro ma che a volte pensano di non poter dire. Forse il fatto che io sia una persona estremamente sensibile, educata, attenta a non ferire gli altri, mi permette di espormi un tantino di più.

Ho scoperto, poi, questo tipo di complicità che sta iniziando ad andare abbastanza forte in Italia: la Stand Up Comedy. Mi è sempre piaciuta la capacità degli americani di provare a passare un po’ il limite, di giocare col pubblico, di vedere fin dove posso arrivare. E soprattutto, di sfatare un po’ di tabù. Chiaramente, quando cammini sui cornicioni può capitarti di cascare male - cioè di ferire qualcuno - però sulle mie pagine questo accade molto poco, perché la gente capisce il tipo di lavoro che faccio e il contesto.”

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“Stand Up Comedy” - dal sito di Laura Formenti

In un periodo in cui c’è veramente più da piangere che da ridere, un personaggio come te che parla di cose reali, concrete e anche un po’ spinose in maniera comica - nel buon senso della parola - è interessante. Come viene accolta questa cosa? Perché è molto italiano il fatto di ridere anche sulle tragedie. Ma c’è spazio, nella comicità, per la verità?

“Secondo me deve essere contestualizzato. Ho studiato molto la comicità e i suoi meccanismi e ho scoperto che ridere determina, tra l’altro, l’aumento di determinati ormoni - tra cui la dopamina - che abbassano le nostre difese e ci rendono più disponibili al confronto. Quindi, parlare di argomenti spinosi facendo ridere, fa sì che le persone accettino anche le critiche o parlino di tematiche difficili in modo più rilassato. Se invece si affrontano argomenti pesanti come la violenze di genere, l’aborto, l’omofobia aggredendo l’altro, come spesso succede sui Social, si crea una barriera. La comicità invece, permette l’apertura di un dialogo.”

Ma tu sei sempre stata così o è un qualcosa che hai imparato col tempo, una scelta di stile personale? La comicità è qualcosa di innato o si impara?

“Mi fa molto ridere questa domanda perché alla maggior parte dei comici a cui chiedi se avevano sempre voluto fare questo mestiere, ti rispondono che fin dall’asilo nido facevano ridere i compagnetti. Io per niente. Non volevo fare la comica nella vita, non avevo mai pensato di far ridere la gente e, almeno fino ai trent’anni, ero una persona rigida, insicura e chiusa nei miei pregiudizi.

Gli ultimi dieci anni sono stati un percorso di liberazione e la comicità mi ha insegnato tanto. Per cominciare, a non prendermi troppo sul serio. E poi che nessuna cosa, per quanto importante - come ad esempio la morte - è così seria da non poterne ridere. Anzi riderci sopra fa sì che ci faccia un po’ meno paura. Tanto le cose brutte accadono lo stesso. Non è che se le prendiamo troppo sul serio o ci piangiamo sopra non succedono. Quand’è così, tanto vale viversela allegramente.”

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Laura Formenti a Italia’s Got Talent 2021

Arriviamo al punto “clou”: qual è il peggior insulto che ti hanno fatto sui Social?

“Sicuramente quello che ho messo anche nel monologo di Italia’s Got Talent: “Sei brava per essere una donna“. Quella roba lì sembra un complimento ma in realtà è un modo di rimetterti al tuo posto che mi ha sempre fatto molto arrabbiare. Anche qua, la comicità mi è venuta in soccorso. Oggi questa battuta - ormai divenuta virale - ha davvero disinnescato qualcosa. Credo che mai più diranno ad una collega: “Sei brava per essere una donna”! Ormai è diventata una barzelletta. La comicità ti permette di trasformare una discriminazione in una barzelletta.”

Mi chiedevo: gli italiani ridono di qualunque cosa, oppure hanno un senso dello humour? Vediamo spesso gli italiani ridere della politica, della fame nel mondo, della guerra. Si ride di tutto ormai. Ma l’humour e la “ridarola” sono due cose diverse.

“In generale gli italiani ridono di tutto tranne che di ciò che li riguarda! Si può ridere di tutto ma non toccate le cose che riguardano loro altrimenti lo vedono come un insulto e se la prendono tantissimo. Credo che, in generale, rispetto ad altri popoli siamo più disposti a ridere di tutto. Un po’ meno negli ultimi tempi, soprattutto a causa delle influenze americane che ci stanno portando sempre più al politicamente corretto. Per carità, in parte è giusto perché, pur di far ridere, non si deve scadere nel bullismo. D’altra parte, però, non bisogna esagerare, altrimenti non si può più parlare di nulla.”

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Una cosa che ho notato di te è la tua espressività, la tua mimica facciale. Hai questa capacità di utilizzare, non soltanto la parola ma tutto il corpo, per trasmettere un messaggio.

“Per quel che riguarda la mimica, mi è naturale, ce l’ho sempre avuta. Secondo me è in parte legata al fatto che, essendo stata molto timida, comunicavo più con la mimica che con la parola. È anche uno dei motivi che mi hanno portata a diventare attrice. Detto questo io insegno comicità fisica all’Accademia del Comico a Milano. Spesso si pensa che il comico sia solo uno che dice le battute ma non è così: anche l’uso del corpo è importante.“

Certo che un lavoro come il tuo, è come camminare sui gusci di uova. Come ti muovi, c’è qualcuno pronto a puntarti il dito addosso per quello che hai detto o fatto. Dal punto di vista emotivo deve essere uno stress non indifferente.

“Sì, infatti, anche se sono sempre abbastanza tranquilla quando mi criticano perché prima di mettere fuori una frase ci rifletto duecento volte. Quindi, se qualcuno mi dice che sto offendendo una determinata categoria, nel 90% dei casi io rispondo: “No non è così”. Io mi prendo volentieri l’onere di pesare ogni singola parola però mi viene da dire: hanno tutti veramente voce in capitolo? Davvero chiunque può dirmi se è quello che dico è bello o no, se funziona o non funziona? È come per l’arte. I gusti sono gusti, e su questo non si discute. Ma quale competenza ha il pubblico per dare delle sentenze?”

Osservazione interessante: cosa ne pensate?

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L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Laura Formenti:

https://www.lauraformenti.it/

https://www.instagram.com/laura.formenti/

Simona HeArt

 

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