LAZIO LATINO

La terra santa della Latinità

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“Il Lazio è la regione più sconosciuta d’Italia perché tutti credono che il Lazio sia Roma. Ma il Lazio non è Roma!” (Cesare Brandi)

I Latini nel mondo, secondo i dati dell’Unesco, sono più di un miliardo di persone. La convenzione internazionale di Madrid, firmata il 15 maggio 1954 dai rappresentanti di 37 Stati (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Romania, Argentina, Brasile, Messico, Perù, Cile, Venezuela, Cuba, Colombia, Ecuador, Angola, Mozambico, Senegal, Filippine, ecc.) definisce “Latini” i popoli che condividono “una lingua ed una cultura di origine latina” (art. 1 del trattato). L’organizzazione mondiale degli Stati latini è denominata “UNIONE LATINA”

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L’Unione Latina ha lo scopo fondamentale di valorizzare e promuovere i valori della latinità come patrimonio culturale. Ciò che i Latini nel mondo hanno in comune non è il colore della pelle, perché i diversi popoli latini hanno tutti i colori del mondo (sono bianchi, neri, gialli, ecc.), non è l’appartenenza ad un determinato continente perché i Latini sono Europei, Americani, Africani o Asiatici; non è un sistema commerciale o monetario. Ciò che i Latini nel mondo hanno in comune è una antica terra di origine: il Lazio latino o Latium.

Latino ha sempre formato un binomio indissolubile con “romano”, ma i due termini non devono essere confusi. Con “latino” possiamo, ancora oggi, definire un mondo (“il mondo latino”), una parte del pianeta Terra (“il continente latino-americano”), la cultura di una nazione (“paese latino”), mentre “romano” definisce una realtà superata del passato (ad esempio “l’impero romano”) o confinata in un ambito ristretto (ad esempio “il comune di Roma”). Particolarmente forte è il senso che l’aggettivo “latino” assume quando denota qualità personali come il carattere, il temperamento o l’animo.

cms_3224/foto_3_.jpgRoma ed il Lazio latino erano e sono realtà storiche e geografiche diverse, ma la storia dei Latini è stata ed è interpretata come la (prei)storia dei Romani. I Latini, diversamente dai Romani, non erano un popolo, ma una federazione di popoli, così come il Latium era uno stato federale, mentre Roma era una città-stato. Latini e Romani, visti dall’esterno, sembravano uguali, ma in realtà erano profondamente diversi: fu Tito Livio (VIII, 8), duemila anni fa, a scrivere che erano diversi nell’animo. Animus, in latino, significa animo, carattere, ma anche mentalità, cultura. Gli archeologi, nella seconda metà del XX secolo, hanno trovato numerose testimonianze locali di una “cultura laziale”, ma il Lazio latino (diversamente da quello etrusco e sabino) continua ed essere ignorato e sconosciuto.

cms_3224/foto_4.jpgI valori della latinità, in passato, furono parzialmente compresi e sviluppati dall’antica Roma che nel Lazio latino venerava la sua origine (da non confondere con la fondazione) celebrata da Virgilio nell’Eneide. Gli antichi Romani, ogni anno, andavano in pellegrinaggio nella terra santa della latinità per ricordare da dove provenivano: dall’origine, prima ancora che dal luogo di nascita, facevano discendere la loro identità.

Giosuè Auletta

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