LAZIO VIRGILIANO

Le Origini latine di Roma

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L’origine di Roma è generalmente identificata con la fondazione della “città eterna” come se origine e fondazione fossero la stessa cosa. La conseguenza di questa confusione è lo stravolgimento della storia di Roma e l’occultamento del suo originario contesto territoriale.

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Per gli antichi Romani la fondazione non coincideva con l’origine come ci mostra chiaramente il monumento dell’ARA PACIS dove si può vedere la netta distinzione tra il fondatore (Romolo) ed il progenitore (Enea). Al fondatore, nei pannelli dell’ARA PACIS, corrispondeva la dea Roma; al progenitore la SATURNIA TELLUS, cioè la Terra del dio Saturno identificata con il LATIUM della mitica età dell’oro dove si nascose (latuit) la divinità primordiale dei Latini.

I Romani, infatti, veneravano le loro origini fuori Roma. L’origine era l’insieme delle tradizioni più sacre ed antiche di Roma sulle quali si fondava il culto nazionale delle radici dell’impero ed un memorabile itinerario dell’immaginario collettivo che si faceva in pellegrinaggio. L’origine era intesa come la causa (passata) di un fatto (presente): il fatto era la fondazione di Roma, l’origine era la ragione della sua esistenza. Essere stati per i romani, era la garanzia di continuare di esistere.

La fondazione di Roma, ancora oggi, è celebrata come un evento, un fatto storico che richiama alla memoria una data precisa (21 aprile) e certi luoghi da visitare in relazione a simboli ancestrali come la lupa capitolina. L’origine di Roma, invece, sembra essere svanita nel nulla di luoghi leggendari e tempi mitici impossibili da collocare nello spazio e nel tempo soltanto perché si trovano in periferia, fuori dalla città eterna e, quindi, fuori dalla Storia.

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L’idea imperante di Roma è ancora quella di una città che nasce dal nulla, a partire da quattro capanne sul Palatino, fino a diventare la capitale di un impero. E tutto questo nonostante il fatto che da duemila anni esista un poema epico, universalmente noto, che racconta, celebra ed illustra il territorio delle origini latine di Roma: l’ENEIDE di VIRGILIO.

cms_3274/3.jpgFu lo svizzero Charles Victor De Bonstetten, duecento anni fa, a ritrovare i luoghi delle origini di Roma con un memorabile viaggio in Italia “sulla scena degli ultimi sei libri dell’Eneide”. Il francese Gaston Boissier, alla fine del XIX secolo, fece lo stesso itinerario dello storico svizzero per capire, osservando il paesaggio del Lazio latino, come era nata la leggenda delle origini di Roma in un territorio che oggi corrisponde all’area metropolitana immediatamente a sud della capitale dell’Italia. De Bonstetten e Boissier scoprirono che la leggenda delle origini di Roma rivelava l’esistenza di un Lazio virgiliano, una realtà territoriale, ancora oggi sconosciuta ed ignorata, fatta di luoghi, paesaggi e contesti che il poeta Virgilio aveva descritto nell’Eneide perpetuando, attraverso il mito, la storia, la cultura e le tradizioni di antichi popoli latini come i Laurenti di Lavinium o i Rutuli di Ardea che nel poema virgiliano si contrappongono, con il loro re TURNUS, al progenitore della stirpe romana (origo gentis romanae): il troiano ENEA.

Giosuè Auletta

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