LA “BARCOLANA” SULLE ALI DI UNA BORA AMICA

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A Trieste si è appena conclusa la quarantasettesima edizione della “BARCOLANA” grandiosa Festa del Mare che, come ogni anno, nella seconda domenica del mese di Ottobre, ha visto il momento culminante nella competizione di genuini appassionati della navigazione a “vela”.

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Come al solito, offrendo una eccellente organizzazione dell’evento agonistico che è parte indissolubile della sua storia nautica, la splendida città Giuliana ha avuto alleata anche la gagliarda Bora che, improvvisamente giunta a raffiche di 60 nodi (130 chilometri all’ora) nel pomeriggio e durante la notte della vigilia della gara, durante lo svolgimento della stessa si è offerta come Borina, irregolare ma con raffiche molto più contenute, graditissima dalle vele che hanno affollato il mare, increspato al punto giusto per esserne il magnifico sfondo. Più di 1100 le partecipazioni delle quali 864 hanno tagliato un traguardo, a dir poco spettacolare, programmato con notevole senso scenico proprio davanti a piazza Unità che, nel cuore di Trieste, con il molo “Audace” nel bel mezzo delle chilometriche Rive, è l’emblema di “bellezza” e “grandiosità” da tradizione Asburgica cui si attengono i civilissimi discendenti Giuliani. Proprio loro, attivi e partecipi di tutto ciò che valorizza e mostra al meglio una città molto amata, hanno costituito il parterre straripante (anche per la presenza di tanti forestieri), in un palcoscenico coronato dalle alture, che dal Carso si affacciano sul mare, anch’esse in un tripudio di folla festante.

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Accolto da un colpo di cannone e dal lungo plauso di emozioni liberate sulle ali della compiacente Bora, un siffatto traguardo è stato tagliato dall’imbarcazione (maxi da 72 piedi) “ROBERTISSIMA III” di Roberto Tomasini, la cui strategica vittoria è stata conseguita dallo Skipper pluricampione Vasco Vascotto che l’ha guidata magistralmente già dal primo districarsi, in mezzo alla adrenalinica emozionante folla degli altri velieri assiepati tutt’intorno al momento della partenza, alle h. 12,30, sotto gli auspici dell’imponente Faro della Vittoria all’altezza di Grignano; con il seguito della più stretta competizione con la concorrenza di altre valide imbarcazioni come l’inseguitrice “Jena” giunta seconda; quindi, avendo preso il “volo” quasi incontrastato alla volta di Miramare costeggiata a guisa di passerella d’onore; per finire, alle h.13,48, nel frenetico abbraccio corale del podio vittorioso, davanti a piazza Unità, fortemente voluto da un più che entusiasta Mitija Gialuz, presidente della Velica di Barcola e Grignano.

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Inutile dire che, al centro della gran festa, è stato proprio il fuoriclasse Vasco Vascotto, già pluripremiato con 25 titoli mondiali di cui l’ultimo conseguito lo scorso 18 luglio nella classe Tp52 a Maiorca; lo stesso campione, oltretutto originario del posto essendo nato nella limitrofa provincia Triestina di Muggia, portando alla vittoria “ROBERTISSIMA III” si è aggiudicato il suo secondo trofeo della Coppa “BARCOLANA” che è stato anche il più bel regalo per il suo 46° compleanno ricorrente in concomitanza con l’attuale competizione.

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Ma la festa è stata di tutti gli equipaggi e dei rispettivi armatori partecipanti con le altre poderose imbarcazioni, fra le quali: la già menzionata, seconda classificata, “JENA” di Furio Benussi con Mitja Kosmina; la terza classificata “PENDRAGON” Fata Assicurazioni di Lorenzo Bodini; la “ONBOARD ANYWAVE” (63 piedi di lunghezza) che, con il fuoriclasse statunitense Paul Cayard si è classificata al quarto posto davanti alla “VELIKI VIHARNIK di Dusan Puh; sino all’ultima dei “top ten”, la “MOLO LONGO TUTTA TRIESTE” di Rajko Kujundzic.

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Così pure, all’unisono con le “grandi” della graduatoria, è esplosa l’esultanza finale che ha coinvolto in una fantastica cartolina multicolore tutte le imbarcazioni, anche grossi natanti del mare, insieme con le barche della categoria “Passere” che hanno dato il meglio di sè, in una cornice festosa unica ed emozionante, dopo avere obbedito allo “Stop” loro imposto in un primo momento, sulla linea del “Via!”, per motivi di sicurezza al fine di evitare che le raffiche della Bora rendessero pericoloso il reciproco intralcio qualora fossero partite insieme con le “Grandi Vele”.

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D’altra parte, la manifestazione è stata eccezionale anche perchè ha funzionato grazie al surplus della perfetta macchina organizzatrice supportata dalla Protezione Civile e da tutte le Istituzioni; così, essendosi fronteggiata l’allerta della vigilia che aveva comportato lo spostamento di 150 barche messe al riparo dalla improvvisa violenza della Bora; naturalmente, il resto non poteva non venire dalla competizione che, senza incidenti, con la già detta partenza di 1100 barche arrivate al traguardo in 864, si è svolta al meglio della spettacolarità coadiuvata proprio dalle condizioni atmosferiche più favorevoli con un vento calato ma la cui intensità, pur sempre a 15 nodi, è stata tenuta a bada dalla sapiente tecnica degli equipaggi alla guida delle preziose barche altamente competitive.

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Infine, non può non menzionarsi tutto ciò che ha fatto da sfondo culturale ad una manifestazione che, come la “BARCOLANA”, per Trieste non poteva essere solo agonismo velico di grande portata; bensì ulteriore occasione per rilanciare i suoi tanti tesori, ad un pubblico nazionale ed internazionale, celebrando a largo raggio anche a terra il rapporto appassionato con il mare.

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Pertanto, non è mancato il Villaggio Barcolana, in misura “extralarge”, con un ampio percorso degli stands espositivi addentratisi dalle Rive nel retrostante cuore della città con proposte di ogni tipo, tecnico- commerciale ed anche enogastronomico e di intrattenimento per i bambini; il tutto allietato dagli artisti di strada con musica di ogni genere.

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Così, pure, non potevano mancare le mostre- corollario dell’evento, tutte imperniate sul tema Mare e Bora, quali: la mostra dedicata alla SATURNIA e alla VULCANIA, navi transoceaniche vanto Triestino dei primi decenni del secolo scorso; la mostra BOREA per indirizzare alla conoscenza della Bora che, con tutto il suo caratterizzare la vita della città, è elemento naturale inscindibile nel DNA dei Triestini; la mostra dei reperti archeologici legati al mare con i relativi cimeli di ogni genere conservati nel Museo del Mare; la installazione di zattere voluta dall’artista Pistoletto fattosi sprono della creatività giovanile indirizzata verso l’allestimento di spazi non solo per l’occasione ma da inventare per una prossima riqualificazione, in base al progetto di un “3° Paradiso”, all’interno del Porto Vecchio in direzione del quale è stato rinverdito anche un trenino del 1957, che ha fatto instancabile spola verso quella parte fortemente voluta più che mai pulsante per l’intera città.

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Sempre in tema Vela-Mare –Bora sono stati: tanto gli spettacoli nei teatri cittadini quali: il Politeama Rossetti, il Bobbio e il Miela; quanto le presentazioni di libri nei Caffè letterari e presso le tante librerie abitualmente aperte agli incontri degli autori con i cittadini. Infine, in una Trieste amante anche della musica di grande levatura, non poteva mancare che l’amore per il Mare- Vela- Bora si ammantasse anche delle note musicali più altisonanti; tanto nel magnifico concerto tenutosi presso il Teatro Verdi con il relativo poderoso coro su musiche di Beethoven, Mendelsson e Vivaldi; quanto nell’altrettanto coinvolgente concerto pianistico del noto musicista- compositore Remo Anzovino che ha intramezzato l’esecuzione delle sue composizioni anticipandone i contenuti, in fluidità e irruenza, ricalcanti l’estrinsecarsi della vita su una barca e lo stesso porsi del mare al soffiare di un vento che può cullarlo dolcemente ma anche scuoterlo con moto vivace e addirittura impetuoso; come fa la Bora comunque sempre “amica” della splendida Trieste che la ricambia amandola.

Rosa Cavallo

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