LA BCE AUMENTA IL QUANTITATIVE EASING

Rimangono inoltre invariati i tassi d’interesse, ma i mercati non si fidano: Milano a -16%

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Di fronte all’emergenza Coronavirus, la Bce ha deciso di lasciare i tassi invariati e di ampliare il programma di quantitative easing, con un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro fino alla fine dell’anno, "garantendo un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato". "In combinazione con l’attuale programma di acquisto di attività”,afferma la Banca centrale, “ciò sosterrà condizioni di finanziamento favorevoli per l’economia reale in tempi di maggiore incertezza”. Sono queste le misure varate dalla Banca Centrale per fronteggiare l’emergenza economica causata dal Coronavirus, che sta mettendo in ginocchio l’Italia, e si prepara a fare lo stesso con l’Europa tutta. Misure, però, che non hanno per nulla convinto i mercati, i quali, anzi, hanno reagito malissimo: dopo le parole della Presidentessa della BCE Christine Lagarde, lo spread è aumentato immediatamente di 60 punti, balzando a quota 260, e la Borsa di Milano ha registrato uno spaventoso -16%, bruciando 68 miliardi. Queste le parole di Lagarde che hanno scatenato tale reazione: “I dati economici in arrivo indicano un considerevole peggioramento delle prospettive economiche e la diffusione del coronavirus avrà un impatto economico significativo, costituendo un grande shock alle prospettive di crescita”. Poi, il colpo di grazia: "Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce". Una scelta dei termini terribile, quella della Presidentessa neoeletta, che ci fa sicuramente rimpiangere Mario Draghi, che avrebbe potuto avere un ruolo fondamentale nella gestione di questa calamità, che sta raggiungendo ormai proporzioni bibliche.

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Se non altro, Draghi sarebbe stato più attento alle parole, e avrebbe protetto l’economia italiana per quanto possibile, cosa che evidentemente a Christine Lagarde non interessa più di tanto. Chissà se sarà più attenta quando gli effetti del virus si vedranno negli altri Paesi, cosa che tra l’altro sta già succedendo: Londra ha concluso a -10,9%, Parigi e Francoforte con un crollo del 12,2%. In picchiata l’indice StoxxEurope600, che raggruppa i principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, dell’11,3%, che equivale a 825 miliardi ’bruciati’ in una giornata. In ogni caso, però, non sono solo le parole di Lagarde a terrorizzare i mercati. L’emergenza economica in corso, infatti, non è di origine finanziaria o immobiliare come quelle del 1929 e del 2008, e di conseguenza andrebbe gestita in modo totalmente diverso. Questa nuova crisi, infatti, è causata da un fattore terribilmente reale, cioè la pandemia, e non si fermerà finché non si sarà bloccata quest’ultima. Qualsiasi misura economica sarà vana, se i negozi sono costretti a chiudere per tutelare la salute dei cittadini. L’unico modo efficace per evitare di bruciare ulteriori miliardi sarebbe quello, più volte richiesto da diversi esperti e organizzazioni, di chiudere le Borse finché non si saranno calmate le acque. Questo, però, sarebbe un gesto dal valore morale troppo alto per chi di speculazioni ci vive, e così sarà, come sempre del resto, tutta la comunità a perire per gli interessi dei pochi.

Giulio Negri

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